Risultati da 1 a 3 di 3

Discussione: "Paga gli operai e non l’Iva Il tribunale la assolve"

  1. #1
    Junior Member L'avatar di rapyrey
    Data Registrazione
    Oct 2009
    Messaggi
    27

    Predefinito "Paga gli operai e non l’Iva Il tribunale la assolve"

    Ciao a tutti,
    forse già molti di voi hanno letto questo articolo perchè risale al 27 Ottobre 2012, vorrei sapere cosa ne pensate del gesto fatto da questa nostra compaesana cadorina...


    Denunciata dall’Agenzia delle Entrate per 70mila euro non versati. L’imprenditrice: «Quelli erano i soldi, ho scelto così».

    PADOVA — L’avevano denunciata direttamente dall’Agenzia dell’Entrate: omesso versamento dell’Iva per 69.704 euro, il reato per cui Maria Grazia Fedon, 58enne imprenditrice cadorina con azienda a Padova, era finita di fronte al giudice monocratico del tribunale padovano. Giudice che l’ha assolta con la formula del «fatto non costituisce reato», dopo che lei e il suo avvocato, in aula, avevano sostenuto che quei soldi, dovuti all’Erario, lei non se li era intascati ma, in un momento difficile della sua impresa, li aveva usati per pagare lo stipendio ai dipendenti dell’azienda. Aveva insomma fatto una scelta, preferendo pagare i lavoratori che versare l’Iva allo Stato. «Ho agito secondo coscienza - spiega Maria Grazia Fedon, oggi titolare di un’altra impresa in Veneto -. Quelli erano i soldi che avevo, e ho preferito dare da mangiare alle famiglie dei dipendenti e pagare gli operai. Alla lettura della sentenza mi sono sentita sollevata».

    Già, perché quella letta dal giudice padovano Tecla Cesaro è una sentenza rara. Forse unica nel suo genere. «Non deve costituire un precedente per tutti - spiega l’avvocato Alberto Di Mauro, legale dell’imprenditrice -. Con questa sentenza importante si è affermato che la mia cliente non voleva evadere, come ha dimostrato durante il dibattimento, ma non poteva proprio pagare l’Iva. Dobbiamo aspettare le motivazioni della sentenza ma possiamo dirlo: sì, è un’assoluzione morale. Il giudice ha ritenuto più giusto quello che la persona ha fatto». Una sentenza che, oltre ad affermare la buona fede della donna, cancella con un colpo di spugna anche il debito nei confronti dell’Erario. Quei soldi, infatti, lei non li dovrà più pagare. La storia, conclusa con la sentenza di mercoledì scorso, inizia con una denuncia inviata alla procura di Padova dall’Agenzia delle Entrate il 10 dicembre 2009. Al termine di un controllo nella propria banca dati, l’Agenzia aveva fatto arrivare al quarto piano del palazzo di Giustizia due fogli in cui si diceva come Maria Grazia Fedon, legale rappresentante e amministratore unico della ditta di lavorazione amianto Cosma Srl (con sede a Padova in via Tommaseo) non aveva versato nelle casse dello Stato l’Iva per il periodo d’imposta 2005 e per un ammontare complessivo di 69.704 euro.

    Da quella denuncia era nata un’inchiesta, che il 29 ottobre 2010 aveva portato a un decreto penale di condanna a una multa di 3.800 euro nei confronti dell’imprenditrice. Quest’ultima, in accordo con l’avvocato Di Mauro, si era opposta al decreto, chiedendo il processo, forte della sua tesi. Si è arrivati quindi davanti al giudice. E con l’esame dei testimoni, la tesi della difesa prendeva sempre più corpo. Fino all’udienza di mercoledì, quando dal dibattimento emerge come la dichiarazione Iva fosse stata presentata, ma l’impresa non era in grado di far fronte economicamente al debito nei confronti dell’Erario. Poiché aveva scelto, in un momento di difficoltà dell’azienda (poi ceduta e in seguito fallita, quando già era in mano ad altri imprenditori), di pagare dipendenti e fornitori. A chiusura dell’udienza, il pm aveva comunque chiesto la condanna a 6 mesi e 20 giorni di reclusione. Il giudice però ha accolto la posizione della difesa, assolvendo l’imprenditrice perché il fatto, cioè l’aver scelto di pagare i dipendenti anziché l’Iva, non costituisce reato.


    Fonte:
    Nicola Munaro
    Corriere del Veneto
    Ultima modifica di rapyrey; 11-12-2012 alle 07:58 PM

  2. #2
    Senior Member L'avatar di sanvito25
    Data Registrazione
    Mar 2011
    Località
    Bologna - San Vito
    Messaggi
    402

    Predefinito

    Mah ..... voglio pensare che il Giudice sappia il fatto suo.
    E con certezza non si può giudicare da un articolo di giornale, vista l'approssimazione di molti giornalisti nel riportare le notizie.

    Al di là del plauso al buon senso e del tifo che tutti facciamo (ma quando il fisco è iniquo ....), mi sembra una sentenza strana e pericolosa che sancisce uno strano principio.

    Un conto è assolvere "moralmente" chi sceglie di pagare il dipendente prima dello stato, un conto è assolverlo in tribunale dicendo che il fatto non costituisce reato.

    Ma la cosa che non mi torna è il fatto che basti dire "non ce li ho" per ripianare debito verso l'erario e verso lo stato.
    Bisognerebbe però capire tempi e modi del fallimento successivo per pronunicarsi.

  3. #3
    Senior Member L'avatar di heimat
    Data Registrazione
    Apr 2012
    Località
    nord del sud
    Messaggi
    212

    Predefinito

    quindi per lo stesso principio, qualcuno impossibilitato a pagare la rata del mutuo per sfamare la propria famiglia (caso non tanto surreale in questo momento), potrebbe godere dello stesso trattamento....uhmm mi pare alquanto strano.....

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  


Privacy Policy Cookie Policy