Finalmente trovo un po’ di tempo per scrivere qualcosa anch’io e ne approfitto!

Vorrei introdurre un argomento ancora non trattato nel forum, ma a mio parere di grande importanza per il rialancio del Comelico, ovvero il progetto che prevede con lo stanzamento di circa 80 milioni di euro presentato nel Marzo del 2009 dalla Comunità Montana per l’ integrazione della ski area di Padola con quella di Sesto Pusteria, rafforzamento del sistema inverno a Sappada, oasi in Val Visdende.
Mi vorrei soffermare maggiormente sulla rilevanza strategica dell’integrazione tra le vicine stazioni invernali di Padola con quella di Sesto Pusteria.
Per chi non lo sa (e qui immagino siano in pochi) il progetto prevede dalla parte del Cadore la realizzazione di una telecabina che da Bagni di Valgrande raggiunge la cima Colesei per il raggiungimento del Passo Monte Croce Comelico per il futuro collegamento con il versante Altoatesino, e conseguente integrazione al “Dolomitisuperski”.
So che probabilmente vi saranno pareri discordanti (come sempre capita tra conservatori e progressisti) , sulla necessità o meno di realizzare tale progetto, che è già stato previsto nel piano neve della Regione Veneto.
L’operazione prevista avrà un valore stimato di Euro 23.950.000 il 30% dell’investimento dovrebbe essere coperto dalla Regione Veneto mentre il restante sarà a carico di privati ed in particolare di “Valcomelico S.p.a.” già proprietaria dell’attuale impianto di Padola.
Le presenze stagionali si stima che passerebbero dalle attuali 11mila a 60mila unità, fonte Euris.
Ovviamente ciò determinerà un necessario incremento della ricettività locale, infatti è prevista dal piano la realizzazione di un camping villaggio a Valgrande e a Danta di Cadore oltre ciò che conseguirà a tutto l’indotto alberghiero, negozzi, locali, noleggi e quant’altro.
Trà l’altro la particolare posizione della Valcomelico attirerebbe turismo da oltreconfine ed in particolare dalla vicina Austria e dalla Germania, clienti già affezionati del vicino Trentino-Alto Adige.
Effettivamente tale opera comporterebbe il superamento di vincoli di natura ambientale e normativa di zona SIC, ma Il progetto è ambizioso e mio modesto avviso darebbe un forte impulso all’economia locale che potrebbe sfruttare il territorio a forte vocazione turistica e sportiva.

Chiedo a voi se tutto questo sarà come dice sindaco di San Pietro, Silvano Pontil Scala : «Sono solo grandi sogni, con i quali non si porta a casa nulla delle piccole cose che interessano ai cittadini».
Oppure come io mi aguro rappresentino l’inizio di un cambiamento in atto anche nelle modo di pensare dei Cadorini!