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Discussione: Il Cai dichiara battaglia all'elitaxi

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  1. #1
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    Predefinito Il Cai dichiara battaglia all'elitaxi

    Il Cai promette battaglia all’elitaxi
    Il presidente Carrer: «Le Dolomiti non possono diventare un grande eliporto»



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    di Francesco Dal Mas

    BELLUNO. Ai rifugi in elicottero anziché a piedi? E dopo l’elicottero anche le motoslitte, magari con gli stessi rifugi aperti d’inverno? E’ una prospettiva che non piace affatto al Club alpino italiano. «Sarebbe veramente assurdo che le Dolomiti patrimonio dell’umanità diventassero un grande eliporto e che gli appassionati d’alta quota, gli amanti del silenzio, della natura fossero costretti ad abbandonare il territorio tutelato per altre montagne, magari quelle vicine della Carnia», interviene preoccupato Francesco Carrer, presidente regionale del Cai.
    Un passo indietro, per capire di cosa si sta discutendo ed, eventualmente, trovare delle soluzioni alternative. Da qualche stagione estiva, sta accadendo che per sopravvivere alcuni gestori di rifugi, magari rinunciando alla loro impostazione culturale e specificatamente filosofica dell’alta montagna, organizzano appuntamenti, concerti, manifestazioni, programmando l’uso dell’elicottero per chi non è in condizioni di salire o, quanto meno, è pigro e ha i soldi per pagarsi una forma di trasporto diversa da quella faticosa del sentiero. Cinquanta euro bastano per risparmiare tre ore di salita e due di discesa. Ma a parte che non tutti possono permettersi questo tipo di transfert, la grande paura di Carrer e dei suoi collaboratori è che prenda piede una moda pericolosa, aggiungendo la motoslitta all’elicottero. Allarma soprattutto che lo facciano anche i gestori più sensibili.
    E’ successo, appunto, quest’estate sulle montagne sopra Auronzo. E’ accaduto l’anno scorso su quelle del Cadore. Se per salvaguardare il ghiacciaio della Marmolada, la stessa società funiviaria ha rinunciato all’eliski, opportunamente consigliata dagli ambientalisti, il Cai trova contradditorio, anzi più grave ancora che i rifugi alpini si prestino a questa pratica. «L’elitrasporto deve servire solo per il soccorso, eventuali attività che non permettono l’impiego di mezzi diversi, l’approvvigionamento dei rifugi e delle malghe. Il servizio, durante determinate cerimonie, ma molto centellinate, dei protagonisti che non sono in grado di accedere a piedi, come è accaduto per la festa al Tissi, quest’estate. Diversamente, in una zona come la nostra, è meglio rottamare le Dolomiti Unesco».
    Se la pratica dovesse diffondersi, come sembra verosimile, il Cai prenderà provvedimenti sanzionatori, addirittura con la rottura dei contratti di gestione dei rifugi. Insomma, un provvedimento abbastanza radicale, senza per il momento prendere in considerazione altro. Ma il Club alpino ha una preoccupazione in più: che gli stessi abitanti delle valli si adeguino a questi mezzi di trasporto così impattanti e possano addirittura riscontrarvi delle opportunità di lavoro. «Metto le mani avanti perché già sento questi discorsi» conclude un sempre più preoccupato, ma anche risoluto Carrer.


    Riporto l'articolo pubblicato sul Corriere delle Alpi del 2 Ottobre dal titolo”Il CAI dichiara battaglia all'elitaxi”.A parte il titolo roboante e minaccioso vorrei far notare al presidente regionale Carrer che da molto tempo in Cadore è praticato d'inverno l'eliski su montagne come le Marmarole e l'Antelao e che inoltre ,da sempre,l'uso delle motoslitte usate come taxi è pratica usuale e consolidata nel comune di Auronzo e precisamente a Misurina.
    Da Natale a Pasqua per tutti i giorni le motoslitte transitano in continuazione verso le TreCime o Monte Piana disturbando in maniera molto più significativa le persone che procedono a piedi,con le ciaspe o con gli sci.Altro che pochi minuti di un elicottero che vola sopra le nostre teste!
    Inoltre il fetore che lasciano al loro passaggio è insopportabile.E infine,oltre al disturbo provocato dal rumore dei motori,i gas di scarico ,sono pericolose,vista la velocità con cui transitano,per le persone che transitano a piedi.
    Tornando all'articolo è evidente che il riferimento all'elitaxi riguarda il Rif.Carducci,nell'alta Val Giralba. Come spesso succede si critica e si minaccia senza conoscere come stanno le cose .
    Gli eventi organizzati quest'estate al Carducci dal gestore Beppe Monti sono stati eventi di grande successo e partecipazione e se ,per portare su in quota strumenti musicali,musicisti e poche parsone impossibilitate ad affrontare una salita estenuante come la Val Giralba si usa per poche decine di minuti (parliamo di poche decine di minuti!!!!!) l'uso dell'elicottero questo non deve essere demonizzato come il male peggiore.
    Siamo tutti d'accordo che l'uso di tale mezzo sia da limitare ma ,se usato con parsimonia,diventa un valore aggiunto alle proposte turistiche del territorio.
    Si parla nell'articolo del pericolo che le “Dolomiti possano diventare un grande eliporto”.Mi sembra un'osservazione esagerata e fuori luogo.Ben altri sono i problemi da risolvere per tutelare il nostro ambiente! E poi la chicca finale:”IL Cai prenderà provvedimenti sanzionatori,addirittura con la rottura dei contratti dei rifugi” Questa affermazione è di una gravità e miopia assoluta!
    E' remare contro,è mettere il bastone tra le ruote a chi si dedica anima e corpo a portare novità,innovazioni e proposte.E' il CAI o i loro rappresentanti che dovrebbero essere sanzionati per queste assurde minacce!

  2. #2
    Senior Member L'avatar di heimat
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    Mio parere:
    1 l'articolo è un articolo di giornale e di questi tempi vale l'uso che ne facevano una volta letto, i nostri nonni.... Il titolo è assurdo il contenuto ancor di più....
    2 il commento di Super Anima è condivisibile in linea di principio. Da anni si scorazza con jeep furgoni (estate), motoslitte (inverno) su e giù per le strade carrabili che portano ai rifugi (e che spessissimo intersecano o fungono da sentieri per gli escursionisti). Il Cai come una vergine alla fonte, sembra accorgersene solo ora....mah! Tutti sti mezzi noia la danno eccome: smog e inquinamento acustico in primis. L'elicottero sarebbe la ciliegia sulla torta, una torta che francamente trovo disgustosa: perchè se da un lato si vorrebbe rendere possibile a tutti usufruire delle bellezze della natura (si chiama accessibilità), dall'altro questo comporta degli innegabili compromessi ambientali, economici, etici ect. ect ect.
    In poche parole: la slitta o jeep si e l'elicottero no, perchè?
    L'elicottero solo in alcuni casi: e qui vorrei vedere chi e come potrebbe normare in modo obbiettivo e superpartes....Già nel suo piccolo Super Anima "sdogana" l'uso dell'elicottero pe portare in quota strumenti musicali e "poche persone impossibilitate" con l'attenuante dei "parliamo di poche decine di minuti!!!!"
    Insomma trovo la discussione una grande e profonda ipocrisia all'itaGliana!

  3. #3
    Senior Member L'avatar di giovanni
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    le solite banali demagogiche risposte sull elitaxi e tutto quello che va a motore...non c'è verso i cadorini debbono rimanere paradossalmente immersi in una sorta di LIMBO in cui non possono progredire al passo coi tempi anzi casomai regredire (I FATTI LO DIMOSTRANO) le chiaccchre di questi signori che scrivono sui quotidiani a senso unico purtroppo fanno da ulteriore freno a un cadore che portebbe crescere ma manca la volontà...e poi come ciliegina sulla torta per chi prova a fare qualche iniziativa di elitaxi e quant'altro viene stroncato sul nascere,,,da bigotti locali e pure incredibilmente da gente che non vive quotidianamente le difficoltà della montagna ...(quando si dice il paradosso)
    giò73

  4. #4

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    Sono ormai diversi anni che si sta cercando di individuare attività e iniziative innovative per vivacizzare il turismo in montagna. L’obiettivo non è sicuramente facile. La montagna di per sé attrae per alcune caratteristiche (silenzio, pace, ambiente incontaminato, tranquillità , il profumo dell’aria, …) che non facilitano il compito di chi vorrebbe aumentare il numero dei turisti, con attrazioni e servizi che agevolino lo spostamento delle persone (e non dimentichiamo che già lo spostamento delle persone è di per sé un business).

    Egoisticamente vorrei lasciare la montagna così com’è. Se mi spingo verso riflessioni più ampie, rimango comunque combattuto. A tendere - sono sicuro - quelle comunità che saranno riuscite a mantenere incontaminato il proprio territorio, si ritroveranno più ricche di quelle comunità che, invece, lo hanno già compromesso irrimediabilmente. D’altro canto, occorre intervenire per aiutare le popolazioni della montagna a trovare una forma di sostentamento della propria economia. In primo luogo, forse, occorrerebbe chiedersi perché il turismo di montagna è in crisi. Da quello che si apprende dai sondaggi, ad essere in crisi è un po’ tutto il settore del turismo. E chi vive in città ne ha piena evidenza. In altri periodi storici recenti, le città si spopolavano in estate, soprattutto in agosto. Ora non è più così. Quindi puntare al turismo di massa, in quest’epoca, potrebbe non essere una soluzione, visto che le “masse” rimangono a casa. Puntare ad un turismo costoso, potrebbe essere fallimentare a causa della crisi che ha ridotto notevolmente i margini di spesa delle famiglie. Un servizio di elicotteri (che personalmente reputo una contraddizione rispetto allo spirito che spinge i turisti in montagna) potrebbe davvero risollevare le sorti economiche dei rifugi? Ma è stato calcolata anche la perdita a fronte di un servizio di questo genere? Sicuramente gli amanti del silenzio, non raggiungerebbero più quei rifugi se infastiditi dal rumore degli elicotteri. Tanti turisti arrivano ma tanti se ne vanno. Non so, non credo che possa essere considerata una soluzione.

    Se potessi intervenire, come politico, nel rilancio del turismo di montagna, inviterei le comunità montane a mantenere intatti i propri ambienti nello spirito della tradizione. In cambio adotterei una politica fiscale agevolata, molto agevolata, che dia ai piccoli imprenditori ed esercenti di montagna la possibilità di sostenersi con la propria attività senza dover stravolgere la propria natura e il proprio ambiente.

  5. #5
    Senior Member L'avatar di sanvito25
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    Nel turismo, come in tutte le attività economiche, occorre considerare quali sono i modelli di successo e ad essi ispirarsi, tenendo nella giusta considerazione (nè troppo nè troppo poco) le proprie specificità.
    Perchè se lo si fa troppo, considerarsi sempre e comunque una realtà atipica è un'alibi per non fare nulla di innovativo.
    Se lo si fa troppo poco si rischia di importare modelli teorici che non hanno nulla a che fare con la propria realtà.

    E se è vero che il turismo è un attività economica, non vedo perchè non fare un po' di sano benchmarking.

    e dunque: i servizi di elitaxi sono fattori chiave di successo per il turismo di montagna che tira?
    Si? facciamolo anche noi
    No? lasciamo perdere

    Tutto il resto sono discorsi teorici ed idealisti che non sfamano la gente.

  6. #6
    Senior Member L'avatar di sanvito25
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    BELLUNO. «I safari in elicottero? Sono un’offesa alle montagne patrimonio naturale dell’umanità». Chi parla è uno dei più noti alpinisti, oltre che ambientalisti, italiani, Carlo Alberto Pinelli, presidente del movimento “Mountain Wilderness”.
    Riguarderà proprio l’eliski il primo capitolo del libro nero delle Dolomiti, che l’anno prossimo sarà presentato all’Unesco. La pratica aveva per teatro, fino a qualche tempo fa, il ghiacciaio della Marmolada. La famiglia Vascellari ha avuto la forza di rinunciare, applaudita proprio da Mountain Wilderness e da altre associazioni. Altri operatori no. Anzi, «hanno incrementato questa “vergogna”», come la chiama Pinelli. «La vergogna della pratica dell’eliski e dell’eliturismo sulle Dolomiti svilisce i contenuti della stessa e sta trasformando le Dolomiti in un grande circo sportivo e turistico privato di ogni passaggio culturale, di rispetto e del senso del limite. Si viene così a perdere definitivamente la visione, l’immaginario e lo scenario reale delle Dolomiti per sposare ogni iniziativa che sia tesa a costruire un banale marketing: le Dolomiti sempre più simili a un qualunque villaggio balneare».
    Sulle Dolomiti accade, invece, che questo sport venga ormai sostenuto da tutte le realtà amministrative. Mountain Wilderness, lo scorso anno, aveva duramente criticato la modifica della legge provinciale trentina sull’eliturismo, che portava il limite dei decolli e degli atterraggi dai 1000 ai 1500 metri di quota. «Non era necessario essere dotati di grande lucidità per comprendere come quel passaggio del Consiglio provinciale avrebbe portato le Dolomiti a essere invase dai voli in elicottero, cosa che infatti è puntualmente accaduta».
    Accade, addirittura, che guide alpine e maestri di sci, partendo da Canazei, da quest’anno propongano voli che dal Sella invadono i gruppi del Sassolungo e della Marmolada. Non solo, in Alto Adige la pratica dell’eliski non ha mai avuto tregua, grazie alle deroghe che gli elicotteristi hanno ottenuto dalla Provincia autonoma, i voli partono regolarmente da Passo Gardena e da Pontives, violando le vette tutelate dall’Uunesco: Catinaccio, Odle, Puez, Marmolada fino alle Tre Cime di Lavaredo e al Cristallo. «Nel Bellunese misere scelte di alcune amministrazioni comunali permettono di raggiungere, sempre accompagnati da compiacenti guide alpine e addirittura con il sostegno del Cai, i grandi canaloni dell’Antelao e di sorvolare i gruppi più affascinanti delle Dolomiti», sottolinea, con amarezza, Pinelli. «Addirittura questa pratica viene proposta con regolarità anche nel periodo estivo, vedasi quanto accaduto sul Civetta (rifugio Tissi) e nel Centro Cadore».
    Mountain Wilderness chiede al consiglio di amministrazione della Fondazione Dolomiti Unesco di «far cessare, da subito, questa pratica turistica e di avviare in tempi brevi pratiche di frequentazione della montagna e degli ambienti naturali che siano coerenti con il significato del patrocinio Unesco e, come conseguenza diretta, rispettosi dell’insieme del patrimonio naturale e paesaggistico di queste splendide montagne».
    Io non sono favorevole all'eliski, nel senso che non lo pratico e non mi interessa, ma sono piuttosto allergico ai divieti.

    E MW come sempre è in prima linea per le battaglie che contano: tanto loro sono sovvenzionati da chissachi, e che gliene frega a loro se poi il turismo va in malora?

  7. #7

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    Ma ci sono dei dati certi sul numero reale dei voli ?
    A me non sembra che ci siano tutti questi servizi di elisi , almeno in Centro cadore.

    Quanto alle motoslitte che salgono al Rifugio Auronzo , beh, la contestazione è RIDICOLA.
    ci preoccupiamo di 2 motoslitte che nella giornata di maggior traffico faranno una dozzina di salite quando questo rappresenterà si e no 2 MINUTI di una qualsiasi giornata d'estate?
    E poi, se i rifugi grazie alle motoslitte (non credo proprio agli elicotteri visto il costo...) riescono a tenere aperto e guadagnare qualcosa in più (o meglio, a non rimetterci troppo) non è forse un fatto positivo anche per l'ambiente ?
    Qui vedo troppo integralismo privo di contatto con la realtà.

    Danno fastidio le motoslitte sulla strada per l'Auronzo? ma con le ciaspe o gli sci non ti conviene proprio fare la strada..., perchè allungare e fare più fatica ed avere viste più brutte?

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