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Discussione: Dolomiti Superski o Bosco?

  1. #1
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    Predefinito Dolomiti Superski o Bosco?

    N.B. L'AUTORE NON PRENDE ALCUNA POSIZIONE IN MERITO IL POST SERVE SOLO PER STIMOLARE IL DIBATTITO.


    Dolomiti Superski o Bosco? Sfruttamento turistico o natura? quale la prospettiva per il Comelico? partendo da un editoriale denuncia firmato Gian Antonio Stella...voi che ne pensate?

    Gian Antonio Stella: Il blitz delle motoseghe
    Settembre 2013 “SETTE” (inserto Corriere della Sera)

    "In Val Pusteria la società che vuole realizzare nuove poste sciistiche ha abbattuto un bosco senza aspettare l’ok del Tar. Ma le leggi vanno rispettate, non solo sulla Sila…

    Fosse successo sulla Sila o sull’Etna, apriti cielo! «Ecco, i soliti terroni che se ne infischiano della legge!>>. Ma ve l’immaginate se le ruspe fossero entrate in azione a Camigliatello o a Nicolosi per prendere in contropiede i gudici del Tar chiamati a emettere una sentenza su un ricorso degli ambientalisti?

    Quanto è successo a Sesto in Val Pusteria, invece, dimostra una volta di più, purtroppo, che l’indifferenza nei confronti delle regole minime del vivere civile è diffusa su tutta la penisola. Dovete dunque sapere che da molti anni, come ha raccontato sul suo blog per Internazionale Gerhard Mumelter, corrispondente del quotidiano austriaco Der Standard, l’a1ta Val Pusteria “sogna un complesso sciistico che possa competere con il Dolomiti Superski e collegare le piste della valle a quelle del Comelico, nel Bellunese”. Un progetto tenacemente voluto dagli albergatori ma contestatissirno dagli ambientalisti. Quest’estate la cosa, grazie all’okay della giunta provinciale di Luis Durnwalder “a un collegamento degli impianti di Monte Elmno e Croda Rossa, progetto da 28 milioni di euro di cui 8,8 a carico della provincia”, pareva essere passata.

    Subito dopo la firma della concessione edilizia da parte del sindaco di Sesto, avvenuta il 9 agosto, però, gli ambientalisti e Wwf avevano risposto con un ricorso urgente al Tar di Bolzano. Ma prima che i magistrati potessero leggere le carte, valutare e decidere, le motoseghe e le ruspe della società incaricata di costruire l’impianto sono entrate in azione. E con un blitz hanno buttato giù dieci ettari di bosco. Cosa fatta capo ha. Alla faccia degli ambientalisti: tiè!

    IL RAID, UNA VERA PORCHERIA Quale delle due fazioni (che da giorni si scontrano sui blog locali) abbia ragione non ci interessa. Conosciamo il tema: da una parte ricordano come sia necessario ampliare l’offerta perché è assurdo che l’Italia con quasi un terzo del territorio alpino abbia solo il 5% degli sciatori delle Alpi, dall’altra contestano che la montagna non si può stupraxe con la violenza dimostrata in questi anni, basti pensare all’orrore delle Torri del Tonale. Gli uni e gli altri, diamolo per scontato, hanno delle buone ragioni. Ma non è questo il punto.

    Il punto è che un blitz prepotente e arrogante come quello, non diverso da quello che avrebbe potuto decidere una cosca di camorristi o ‘ndranghetisti, è inaccettabile. Punto. Tanto che perfino Elmar Pichler Rolle, assessore provinciale all’Ambiente di una giunta accusata da anni di dare troppo spazio ai cementieri, ha dovuto censurare il colpo di mano: “Il Comune è favorevole al collegamento, ma ho ribadito che l’abbattimento di alberi, a ricorso pendente, non avrebbe dovuto essere permesso”. Parallelamente lo stesso Tar bolzanino, irritato per il blitz, ha ordinato l’immediata sospensione dei lavori. Spingendo i favorevoli a una manifestazione in piazza: “Ah, ma così perdiamo tempo! Abbiamo già le prenotazioni!”.

    Ma come può oggi un sindaco come Fritz Egarter, che porta la fascia tricolore e rappresenta lo Stato, sorvolare sul raid delle ruspe e dire “siamo sereni e attendiamo il giudizio del Tar di Bolzano con la tranquillità di chi sa di aver fatto i passi giusti”? Erwin Lanzinger, l’albergatore che ha appena ospitato Giorgio Napolitano, sostiene che la sospensione dei lavori è un danno e che “è giunta l’ora di dare voce e visibilità a coloro che vivono di turismo e che si dissociano dalle posizioni sempre più radicali di gruppi ambientalisñ che si arrogano il diritto di insegnare a tutti ciò che è bene e ciò che è male”. Ma non è questo il punto.

    Mettiamo anche che abbiano ragione, che quegli impianti vadano fatti, che gli ambientalisti come Hans Peter Stauder siano dei pazzi fanatici e che la loro tesi sia insensata. Mettiamo tutto questo: cosa cambia? Quel blitz è stato una porcheria inaccettabile. E c’è da sperare che lo stesso presidente della Repubblica che su queste cose è un pilastro, la prossima estate cambi montagne. Un piccolo segnale per dire: le leggi vanno rispettate, carissimi amici sudtirolesi, anche in Val Pusteria."
    Ultima modifica di MartaDZ; 06-11-2013 alle 10:27 PM

  2. #2

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    Questa volta non sono d'accordo con Stella. La storia di questo progetto è ben più lunga , c'è già stato un ricorso al Tar degli ambientalisti un paio d'anni fa superato dal fatto che il progetto è stato riveduto completamente.

    D'altra parte, se è stata ottenuta una concessione , vuol dire che il progetto è stato valutato , e se chi ha presentato il progetto vuole iniziare subito i lavori è sua facoltà e non vi è nulla di illegale.

    Sono sempre più perplesso sulle posizioni di questi ambientalisti. A dire il vero, starei ancora aspettando di vedere anche solo una delle tante proposte ed idee alternative ai nuovi impianti San Vito-Civetta che sembravano così valide...

  3. #3
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    Predefinito Nimby

    I lavori sono stati effettivamente sospesi fino al 4 dicembre (v. estratto). Però non vedo cosa ci sia di illegale se effettuo dei lavori per i quali sono in possesso di regolare concessione. Caso mai passerei dalla parte dell'illegalità se non rispettassi l'ordine di sospensione. Ma se poi il TAR dovesse dare ragione al nuovo comprensorio, chi pagherà i danni conseguenti alla sosta forzata? Gli ambientalisti? Uno dei motivi per cui l'Italia è in ritardo nelle infrastrutture è che ogni volta che si decide di fare qualcosa, ecco pronto il ricorso al TAR e la richiesta di sospensione. E poi il costo delle opere raddoppia o triplica per le "opere compensative". Comunque in Cadore il rischio non c'è. Qui è tutto fermo da anni ed anzi sembra che anche il Boite stia cominciando a scorrere da valle verso monte...

    ************************************************** *****
    dal Coriere delle Alpi del 27-09-2013:
    Il Tar conferma lo stop ai lavori tra Monte Elmo e Croda Rossa
    Il blocco agli interventi durerà almeno fino al 4 dicembre, quando è fissata la prima udienza Alla soddisfazione degli ambientalisti si contrappone la rabbia di impiantisti e associazioni turistiche
    di Ezio Danieli
    .SESTO PUSTERIA. Accogliendo il ricorso degli ambientalisti, il Tar di Bolzano ha confermato lo stop ai lavori per il collegamento fra Monte Elmo e Croda Rossa. Il blocco dell'intervento durerà almeno fino al 4 dicembre, quando i giudici del Tribunale amministrativo regionale terranno la prima udienza per entrare nel merito della loro decisione.
    Immediata la reazione del Dachverband. Klaus Dissinger ha espresso la soddisfazione per la decisione del Tar "che ha accolto il nostro ricorso. A metà agosto, sia sul versante di Monte Elmo che su quello della Croda Rossa è stato fatto un vero e proprio scempio con l'abbattimento di numerosi alberi e senza il minimo rispetto delle zone protette. I giudici, evidentemente, hanno tenuto conto anche di questo particolare. Non sono riuscito, per il momento, a parlare con il nostro avvocato, ma lo stop dei lavori è confermato".
    Ha reagito anche la società degli impianti a fune, la Sextner Dolomiten Ag che, per bocca del suo direttore Mark Winkler, ha detto "di rispettare la decisione dei giudici e di attendere la discussione che in seno al Tar verrà fatta a partire dal 4 dicembre".
    Seccato Erwin Lanzinger, presidente sia dell'associazione turistica di Sesto che del Consorzio turistico Alta Pusteria: "Prendo atto della decisione dei giudici del Tar. La rispetto, ma non la condivido. Sono anni che si pensava di realizzare il collegamento Monte Elmo-Croda Rossa e, finalmente, dopo aver modificato diversi progetti, avevamo avuto l'autorizzazione anche dalla Forestale. Adesso, a causa dello stop, siamo costretti a rinviare ulteriormente i lavori, che pensavamo di completare entro Natale. Questo rinvio finirà per avere pesanti ripercussioni anche sul piano occupazionale, visto che le varie ditte incaricate dovranno, per forza di cose, mettere in cassa integrazione i loro dipendenti, che avrebbero lavorato per il collegamento".
    Secca la reazione di Hansi Pichler presidente del Wirtschaftsringo altoatesino, che evidenzia, in una nota, l'amarezza per la decisione del Tar e per il contraccolpo per l'economia di Sesto e di tutta l'Alta Pusteria "per questo prolungamento dello stop ai lavori per un collegamento che è irrinunciabile per tutto il comprensorio".
    Il mese scorso, le forze economiche pusteresi e provinciali avevano risposto, in gran numero, alla manifestazione di informazione (che poi si è rivelata anche di decisa protesta) tenuta a Sesto. Nell'occasione, tutti i presenti avevano criticato l'intervento del Tar che aveva deciso la sospensione dei lavori di disboscamento a seguito del ricorso degli ambientalisti. Ieri il prolungamento dello stop ai lavori

  4. #4
    Administrator L'avatar di ecko
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    Checché se ne dica questo articolo che abbiamo pubblicato di recente, risulta già uno dei più letti e più apprezzati (oltre 2.500 like) di NuovoCadore, di sempre: Cadore: la natura è un patrimonio da tutelare per il futuro

    Un motivo ci sarà…

  5. #5
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    ho letto i vari articoli riportati, ho fatto un pò di ricerca in rete sull'argomento e cosa ne ricavo?
    ITALIA

    e purtroppo solo "nel male"....
    senza voler dare giudizi su chi ha torto e chi ha ragione, dico solamente che questo è l'esempio classico di cosa è diventato il nostro paese: uffici statati, regionali, provinciali, comunali, soprintendenza, corpo forestale, regole, gruppo ambinetalisti, gruppo albergatori, società impianti a fune, associazione turistica, TAR, consiglio i stato ect. ect. ect. BASTAAAA!!!!

  6. #6
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    @ecko: scusa ma non vedo il nesso....
    ho letto l'articolo che fondamentalmente non dice nulla (ecco spiegato i 2600 like!!); o meglio dice che il Cadore è una zona ancora incontaminata, con pochi insediamenti (e ci voleva l'università di Leeds) e lontano dalle strade trafficate (??) Questo lo posso anche approvare ma poi cito estrapolando: "La natura e la sua tutela risultano essere quindi una chiave di successo, non solo nell’ottica di una qualità migliore della vita, ma anche sotto l’aspetto turistico.
    Se guardiamo alla zona del Cadore il suo patrimonio naturalistico sta alla base dello sviluppo turistico e pertanto va protetto e valorizzato..."

    Ma quale, ma dove sviluppo turistico!! Ma successo de che??!!Ma se passiamo il tempo qui a dire che è proprio questo che manca....Mi sono perso qualcosa? L'articolo per me risulta invece fuorviante proprio perchè dà per scontato (e vuole far passare il messaggio) che il "modello cadore" funziona nell'ottica di uno sviluppo turistico. Non sono d'accordo. Niente di più falso.
    Area Val Montina? Quanti ci sono stati almeno una volta? Quale turismo? Ma ci sono mai stati i signori che scrivono?
    Area Pelmo Croda da Lago (leggi Mondeval) Quanti ci sono stati almeno una volta? Quale turismo? Ma ci sono mai stati i signori che scrivono?
    Area Dolomiti Friulane e d'Oltre Piave (aha aha). Credo mai stato nemmeno io, per carità non vuol dire, ma non prendiamoci in giro.
    Torbiere di Danta? E perchè non quella di Malga Ciauta?? Altra sonora risata!
    Foresta di Auronzo? Idem
    Insomma cosa c'entra questo col turismo? Se poi si intende turismo le 50/100 dai! persone che complessivamente ogni anni visitano questi siti, alzo le mani e mi arrendo....
    Ultima modifica di heimat; 07-11-2013 alle 05:31 PM

  7. #7
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    scusate ma non riesco ad astenermi.....
    Gian Antonio Stella: il blitz delle motoseghe
    Gian Antonio Stella

    Ma ha mai non dico tenuto in mano accesa, ma almeno sentito il rumore che fa un HusqVarna in azione?? Come si fa usare il termine blitz vicino alle parole "abbattimento di un bosco".
    Tirar giù un bosco con la motosega è come scatenare una piccola guerra mondiale!! Come fai a parlare di blitz, che in tedesco vuol dire lampo/fulmine.... Come di fa??? Con quale interesse a usare certi titoli??! Gian Antonio Stella

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da ecko Visualizza Messaggio
    Checché se ne dica questo articolo che abbiamo pubblicato di recente, risulta già uno dei più letti e più apprezzati (oltre 2.500 like) di NuovoCadore, di sempre: Cadore: la natura è un patrimonio da tutelare per il futuro

    Un motivo ci sarà…
    Siamo tutti d'accordo sul fatto che la natura è un patrimonio da tutelare (ma anche il bipede della specie umana fa parte della natura, o no?), ma per favore qualcuno dica agli studiosi dell'Università di Leeds che ciònonostante il turismo in Cadore è da anni in costante flessione. Comunque, nulla da dire sulla serietà degli studi dei professori dell'Università di Leeds. In materia, abbiamo sempre presente, per restare in tema Pelmo - Mondeval, che i loro esimi Colleghi di altre vicine e prestigiose università britanniche hanno affermato che i dinosauri sono scomparsi perchè erano degli scoreggioni. In effetti, andando a visitare le orme dei dinosauri sul Pelmo, mi sembrava di sentire una puzza...
    ************************************************** *****
    Così i dinosauri hanno riscaldato la Terra
    La loro flatulenza ha fatto impennare il livello di metano
    I giganteschi dinosauri potrebbero avere riscaldato la Terra con la loro flatulenza: un modello matematico ha calcolato che circa 150 milioni di anni fa questi enormi rettili potrebbero avere emesso una tale quantità di metano talmente grande da riscaldare il clima. E' quanto sostiene uno studio basato su un modello matematico pubblicato sulla rivista Current Biology, dai ricercatori britannici della Liverpool John Moores University, della universita' di St Andrews e dell'universita' di Londra.

    Lo studio si è concentrato sui giganteschi dinosauri sauropodi, caratteristici per le dimensioni enormi, tanto che potevano raggiungere anche 40 metri di lunghezza, e per l'insolito collo allungato. Come le mucche, questi giganteschi erbivori vissuti circa 150 milioni di anni fa ospitavano nel loro apparato digerente microrganismi che li aiutavano nella digestione, facendo fermentare le piante che mangiavano. L'effetto collaterale di questo processo e' stata la produzione di grandi quantità di metano.

    Per riuscire a calcolarla i ricercatori hanno elaborato un modello matematico dal quale risulta che ''i microrganismi che vivevano nell'organismo dei dinosauri sauropodi potrebbero avere prodotto abbastanza metano da avere un importante effetto sul clima del Mesozoico'', come ha osservato uno degli autori della ricerca, Dave Wilkinson della Liverpool John Moores University. I calcoli sulla flatulenza dei dinosauri ''suggeriscono - ha aggiunto - che questi dinosauri potrebbero aver prodotto piu' metano rispetto a tutte le moderne fonti sia naturali, sia industriali, messe insieme''.

    I ricercatori sono stati mossi da una domanda: se le mucche attuali producono abbastanza metano da interessare i climatologi, cosa possiamo dire dei sauropodi? Per cercare di scoprirlo i ricercatori hanno messo a punto delle equazioni che predicono la produzione di metano da animali di diverse dimensioni e per farlo hanno studiato la produzione di metano da una serie di animali moderni, come vacche, capre e giraffe. Ne è risultato che tali calcoli dipendono solo dalla massa totale degli animali in questione.

    Un sauropode di medie dimensioni pesava qualcosa come 20 tonnellate e, considerando che poche decine di individui occupavano circa un chilometro quadrato, i ricercatori hanno calcolato che le emissioni globali di metano dai sauropodi devono essere state circa 520 milioni di tonnellate per anno: una quantita' maggiore rispetto a quella delle moderne emissioni totali di metano, sia naturali, sia dalle attivita' industriali.
    Ultima modifica di egon; 08-11-2013 alle 09:36 AM

  9. #9
    Senior Member L'avatar di sanvito25
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    Stella ha perso un'ottima occasione per ... tenere in mano la penna (o non pigiare i tasti del PC).
    E non è la prima volta.

    Qualche mese fa scrisse un altro articolo sempre sul tema turismo (di cui ahimè non ricordo il tema ... l'età ) per il quale mi sono registrato al corriere.it per poter postare un commento.

    Davvero non ricordo il tema esatto, ma ormai Stella è pieno del suo giornalismo d'inchiesta/populista che gli fa scrivere cose inesatte e qualunquiste.

    Non hanno fatto nulla di illegale!!

    Inoltre - anche se oggettivamente il taglio degli alberi per una pista da sci è uno sfregio al paesaggio - in quel che scrive conta nell'apprezzamento dell'uomo di pianura che non sa che uno dei pochi problemi che non abbiamo in Italia è la perdita di superficie boschiva.

  10. #10
    Senior Member L'avatar di heimat
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    Citazione Originariamente Scritto da sanvito25 Visualizza Messaggio
    ....dell'uomo di pianura che non sa che uno dei pochi problemi che non abbiamo in Italia è la perdita di superficie boschiva.
    Giusto, anzi, abbiamo il problema inverso....
    I "falsi" ambientalisti, anzi scusate ritiro, i disinformati ambientalisti accolgono da sempre il teorema: uomo del passato=rispettoso e in sintonia con la natura, uomo moderno=distruttore, barbaro ect.
    Abbiano lor signori la pazienza di andare ad osservare alcune fotografie dei paesi e delle vallate di inizio 900 nelle ns alpi; resteranno stupiti di come erano "rapate" e povere di alberi tutte le cime da fondo valle sino al limite boschivo(a tal proposito allego questo link molto interessante a parer mio www.taidicadore.com). Il bisogno primario era quello che tutti sappiamo: si costruiva, ci si riscaldava, si viveva di legname da vendere, insomma era la principale risorsa in montagna. Si sfruttava il bosco pesantemente enormemente più di ora, ma la maggioranza degli esperti "da salotto" continuano a sostenere che un tempo c'era simbiosi con l'ambiente più di ora, c'era rispetto ect. Ancora una volta non mi tornano i conti.

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