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Discussione: Colleghiamo Auronzo al Comelico

  1. #21

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    Ho avuto modo di ascoltare il signor Senfter sia dal vivo, sia in televisione. È una persona che mi incute timore. È un investitore che ha fatto degli investimenti la sua ragione di vita. E si è visto. Le sue attività spaziano ovunque, dai salumi, all'energia, dagli impianti di risalita alle finanziarie. E il suo piccolo impero è in espansione. Ha lasciato l'Alto Adige per arrivare in Emilia Romagna (per i salumi) e ora si sta dirigendo verso una nuova terra di conquista: il Veneto. Il nostro mecenate ha bisogno delle terre venete, per realizzare il suo sogno, il carosello intorno alle Tre Cime. È così che è riuscito a farsi approvare e finanziare il collegamento con il Comelico. Non mi sorprende che una bella fetta dei fondi Brancher siano stati destinati a quegli impianti. Ed è con quest'animo che si è spinto fino a Padola, dove la Sextner Dolomiten AG ha salvato la società Alta Val Comelico dal fallimento, acquistandola per due noccioline, liquidando i creditori con il 30% delle somme dovute e chiedendo in cambio al Comune di poter cogestire le risorse idriche comunali. Però le cose non stanno andando bene lo stesso e gli impianti di Padola risultano ancora in perdita e probabilmente rimarranno tali fintanto che non si completa il cerchio.
    Gli impianti di Auronzo sono stati proposti proprio nell'ottica di far parte di questo mega progetto. Per questo, a mio avviso, tutto si sta muovendo per agevolare l'attività imprenditoriale del sig. Senfter, che non si ridurrà ai soli impianti di risalita, ma che porterà con sé la realizzazione di altri alberghi. Nella sua società finanziaria gravitano, non a caso, nomi importanti del settore turistico alberghiero.

    Poi c'è anche la questione ambientale, purtroppo sempre perdente in Italia, che sicuramente serve a far ripetere il solito, secondo me inutile, balletto tra i pro-ambiente e quelli che "di-alberi-ne-abbiamo-anche-troppi" (per dirla alla Jannacci). I progetti proposti mi fanno venire la pelle d'oca, per la brutalità con cui hanno iniziato a marcare e marcheranno il territorio. Ma in fondo che male fanno? Del resto, è scientificamente provato che la cura del bosco passa attraverso le piste da sci. È il bosco che lo chiede. E' il bosco che ha bisogno di rinunciare a quegli alberi che, guarda caso, lasciano esattamente lo spazio necessario alle piste, né un centimetro di più, né un centimetro di meno. È il bosco che chiede di essere abbandonato proprio nei tratti in cui le piste non passano. Diciamo pure che è una coincidenza davvero fortunata.

    Ma va bene così. Almeno il comune di Padola, e forse in futuro anche quello di Auronzo, non dovranno rimanere nell'inutile attesa di una proposta alternativa, assumendo quell'autorevole atteggiamento (che tanto apprezzo perché mi riporta alla mia infanzia) di chi, offeso, rimane nel silenzio di un fin troppo facile "non ti ci parlo più", per di più assumendolo come giustificativo delle proprie inadempienze.
    Ultima modifica di edradour; 19-02-2014 alle 11:23 PM

  2. #22
    Senior Member L'avatar di sanvito25
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    Citazione Originariamente Scritto da edradour Visualizza Messaggio

    Ma va bene così. Almeno il comune di Padola, e forse in futuro anche quello di Auronzo, non dovranno rimanere nell'utile attesa di una proposta alternativa, assumendo quell'autorevole atteggiamento (che tanto apprezzo perché mi riporta alla mia infanzia) di chi, offeso, rimane nel silenzio di un fin troppo facile "non ti ci parlo più", per di più assumendolo come giustificativo delle proprie inadempienze.
    Ci fai un esempio di comuni che sono rimasti nell'utile attesa di proposte alternative ... e l'hanno poi ricevuta?

    Esempi concreti sono più utili delle ideologie.

  3. #23

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    Chiedo venia, ho scritto di getto senza rileggere, in realtà volevo scrivere "inutile", ora correggo il post.

  4. #24
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    E quindi? la soluzione sarebbe via Senfter con le sue smanie capitalistiche a fronte di? ma sei andato ad Auronzo o Padola? Vuoi togliergli anche quelle due miserie di impianti già che ci siamo? per caso ti sei accorto che la montagna è sempre meno popolata d'inverno? e che quei pochi italiani che ancora ci vanno scelgono chiaramente le località più attraenti? e la Pusteria attualmente è tra queste, perché li sanno fare turismo... (si si hanno gli aiuti della regione a Statuto speciale bla bla bla...) Non credi che l'opportunità di attaccarsi a loro sarebbe una grande possibilità di sopravvivenza?

  5. #25

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    Il fatto che Senfter sia un avido assetato di soldi piuttosto che un filantropo benefattore non dovrebbe proprio contare, i progetti vanno esaminati e valutati per quello che sono e che possono dare, per tutto il resto ci sono leggi e controlli che basta applicare o far applicare.

    Quindi torniamo al punto : cosa facciamo per creare lavoro in Cadore? io posso capire che a qualcuno sia di qui che da fuori (più facile) una montagna sempre più deserta ed abbandonata piaccia ; quelli di MW ci hanno pure marciato a lungo sul connetto di "wilderness" che da noi è semplicemente una cazzata… ma diventerà pure difficile fermarsi in Cadore se continua il trend attuale …in 20 anni le strutture ricettive si sono quasi dimezzate.

  6. #26
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    http://corrierealpi.gelocal.it/crona...lico-1.8790828

    parere del capo delle guide alpine....

  7. #27
    Senior Member L'avatar di heimat
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    Citazione Originariamente Scritto da Drexel Visualizza Messaggio
    parere del capo delle guide alpine....
    Mi trova d'accordo solo sul progetto....il resto, ovvero il discorso che i "montanari" devono decidere da soli del loro territorio perchè solo loro lo conoscono è la solita e vecchia panzana (cadorina sopratutto).
    Se passa questo teorema, ci ritroveremo piccoli piccoli, ovvero ciò che siamo ora. Mi spiace ancora una volta constatare che in molti credono che la pianificazione del territorio tesa alla ricchezza dello stesso, sia una questione territoriale da sbrigare tra paesani (perchè conoscono il bosco dove hanno fatto legna) e non una vera e propria professione. Questa è esattamente la ragione per cui il Cadore si trova dove sta: all'ultimo posto, in questo campo!! Troppi dilettanti decidono del nostro futuro! Credete veramente che in Alto Adige le cose vengano pianificate solo dai locali? Magari la decisione finale spetta ANCHE a loro ma la lungimiranza di certe realtà, sta proprio nel saper coinvolgere in certe scelte dei professionisti, persone che di lavoro studiano progettano e pensano ad un progetto di sviluppo. Poi la sfida sta nello scegliere le persone giuste e senza secondi fini e qui siamo d'accordo.

  8. #28
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    io la penso esattamente come te... aggiungo che la settimana scorsa l'ho trascorsa in una località del Sellaronda e devo dire che ero sbigottito a vedere quanta gente c'era (sciatori e non) italiana e est europea... di giorno infrasettimanale si facevano code agli impianti... una cosa inimmaginabile per località come San Vito Auronzo o Padola che probabilmente i benpensanti del Cadore, che credono che le Ciaspe siano il futuro, ignorano o forse sanno perfettamente ma remano contro il proprio territorio... non mi riferisco ai regolieri ovviamente, parlo di persone con un minimo di cultura e apertura mentale in più....

  9. #29
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    http://corrierealpi.gelocal.it/crona...sine-1.8880847

    ed ecco il primo genio....
    questo parla ancora dell'impianto di collegamento da Auronzo alle Tre Cime e anche a Cortina (sapendo benissimo che sono siti Natura2000)... se ne parla dagli anni '50.... "vogliono portare via i turisti da Auronzo verso la Pusteria".... ma che turismo invernale avrebbe Auronzo? Se questo andasse a Zelig avrebbe un gran successo... robe da matti... mi raccomando Cadorini restatevene alla larga dalle sirene Alto Atesine... sia mai!

  10. #30

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    Questa poi …
    Con poco, poi, si potrebbe fare il collegamento con Cortina
    Ma come si possono fare queste sparate ed essere credibili?

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