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Discussione: Colleghiamo Auronzo al Comelico

  1. #1
    Senior Member L'avatar di sanvito25
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    Predefinito Colleghiamo Auronzo al Comelico

    da Corriere delle Alpi

    Aldo Corte Metto (“Auronzo d’Inverno”) lancia un’idea che non è solo una provocazione: «O resteremo isolati per sempre»


    AURONZO. «Il mio sogno? Poter collegare anche Auronzo al Giro delle Cime che sta organizzando l'imprenditore Franz Senfter con la sua Sextner Dolomiten, già attivo con qualche tratto in skibus e che, fra un paio d'anni, consentirà di partire da Padola ed arrivare, sci ai piedi, fino a Versciaco in Pusteria».
    Un progetto realistico?
    «So bene che qualcuno potrebbe darmi del visionario, ma se non si comincia a ragionare sul serio sul nostro futuro, il rischio è di trovarci ben presto isolati. E allora sì che sarebbero guai grossi per noi».
    Aldo Corte Metto, consigliere d'amministrazione della società Auronzo d'Inverno e responsabile marketing del Consorzio turistico Auronzo Misurina & Centro Cadore, mette in queste considerazioni tutto l'entusiasmo dei suoi 27 anni.
    E magari anche l'esperienza maturata negli anni passati in Val di Fiemme, o no?
    «Sicuramente. Oggi hanno futuro solo gli impianti sciistici collegati ad un cosiddetto carosello, vedi Cortina, Plan de Corones, Monte Elmo-Croda Rossa appunto. Se riuscissimo a far comprendere la portata strategica di una cabinovia che, partendo da Auronzo, raggiungesse il Passo di Sant'Antonio, consentendo poi con una pista ed un impianto di risalita di collegarsi con Padola, potremmo anche noi dare uno sviluppo ulteriore al nostro turismo, e non solo a quello d'inverno. Basti pensare alla suggestione di salire su un impianto che allarga la vista dal lago di Auronzo alle Tre Cime...».
    E monte Agudo?
    «La nuova seggiovia quadriposto di monte Agudo è stata un investimento importante e certamente anche assai utile; e ricordo anche che in estate il Fun Bob attira tantissimi turisti e concorre in buona parte al fatturato della Auronzo d'Inverno. Ma è innegabile che, con questa nuova prospettiva che guarda al Comelico, potremmo garantire ai nostri turisti un'opportunità in più, una motivazione in più per scegliere Auronzo, e diciamo tutto il Centro Cadore, per fare le proprie vacanze».
    Intanto Auronzo ha stretto un accordo con la Comunità montana del Centro Cadore attaverso il quale, dall'inizio di gennaio, tutti i residenti negli otto Comuni di Pieve, Perarolo, Calalzo, Domegge, Lozzo, Vigo, Lorenzago ed Auronzo possono pagare lo skipass giornaliero 18 euro invece di 26.
    «Siamo molto contenti di questa opportunità che consacra le piste di monte Agudo come gli impianti di tutto il Centro Cadore e che credo li possa fare apprezzare anzitutto proprio ai locali. E’ un passo sulla strada giusta, ma bisogna certamente fare ancora di più».
    Ma torniamo all'ipotesi di collegamento con il Comelico: bisognerà vincere l'ostilità degli ambientalisti, che di impianti non ne vogliono più sentir parlare...
    «Per carità», dice Aldo Corte Metto, «sono posizioni anche comprensibili, ma non ci possono portare a ridurre la montagna ad un museo. Io ho scelto di tornare a vivere qui, dopo aver fatto esperienze lavorative altrove, ma quanti sono i giovani che oggi possono fare altrettanto? Se non si creano opportunità di lavoro collegate soprattutto al turismo, dopo la grande crisi dell'occhialeria, non mi pare vi siamo molte altre chance. Va bene il turismo sostenibile, vanno bene le ciaspe d'inverno e le mountain bike d'estate, va bene tutto: ma gli impianti di risalita sono ancora oggi un volano fondamentale; non a caso, chi ce li ha non solo se li tiene stretti, ma cerca anche di renderli più efficienti anno dopo anno e di collegarci un'offerta turistica appetibile. E non ci vogliono delle “aquile” del marketing per capire che è così che si deve fare se si vuole stare nel mervato. Credo che anche Auronzo, insieme a tutto il Centro Cadore, oggi debba programmare un nuovo futuro e quindi metto sul tavolo questa proposta, con la speranza che possa essere presa in seria considerazione dalla politica e dal tessuto economico locale».
    Chissà che questo che ha "studiato" in Trentino non porti qualche idea.

    Questa, per chi conosce la zona, è fantafantascienza o ha un suo perchè?

  2. #2
    Senior Member L'avatar di heimat
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    Voto per la fantascienza!
    Avete presente cosa bisognerebbe smuovere per un progetto simile? ....in termini di complessità peggio di Mondeval e poi.....che fine farebbero le famosissime torbiere di Danta, meta ogni hanno di pellegrinaggi da ogni parte del mondo? Neanche il geyser di Yellowstone.....
    Ultima modifica di heimat; 03-02-2014 alle 05:22 PM

  3. #3
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    beh in realtà basterebbe un impianto fino al Passo Sant'Antonio senza pista di rientro verso Auronzo... e poi un altro impiantino che si unisca al versante di Padola... roba da niente, in località con abitanti che abbiano un minimo di lungimiranza... ma stiamo parlando del Cadore...quindi questa proposta che è molto intelligente andrà nel dimenticatoio o eventualmente cassata dalle Regole...

  4. #4
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    Predefinito Addavenì l'Enterprise e il cap. Kirk

    Sarà perché ho cominciato a sciare in Piemonte-Valle d'Aosta, dove i collegamenti intervallivi sono la norma, e non scandalizzano nessuno, che mi sorprendono i comprensori del Cadore a macchie di leopardo: nella stessa Cortina ci sono aree disgiunte tra di loro. Però il collegamento Auronzo Comelico non è neanche previsto dal Piano Regionale Neve e quindi è più facile credere al teletrasporto, tipo Star Trek, per intenderci, che alla sua futura realizzazione. Liberi comunque di sognare ad occhi aperti.
    Ultima modifica di egon; 03-02-2014 alle 11:46 PM

  5. #5

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  6. #6

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    Scusate , ecco l'immagine che volevo postare, ho provato a tracciare delle linee

  7. #7
    Senior Member L'avatar di heimat
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    forse non ho capito....
    Ma esiste già un progetto?
    L'idiea vista così non mi pare proprio pellegrina....figurati: auronzo collegata con sesto, un sogno!!!

  8. #8
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    altra considerazione data dallo schema di @giorgio...in Italia lo slittino è cosiderato "un gioco da bambini", si regala al proprio figlio quando ha 4 anni che lo usa fino all'adolescenza se va bene....poi basta. In Austria nei paesi di montagna, la gente ci va a lavorare o ci esce la sera (non sempre chiaro, ma l'approccio è totalmente diverso). E lo slittino sembra assurdo dirlo, crea turismo: ho diversi amici austriaci a Zell am See, Matrei, Leogang, Flachaue tutti fuori di casa da Novembre a Marzo hanno almeno 4/5 Rodeln, pronte all'uso....e d'inverno dopo lo sci spesso si va a fare una passeggiata su sentieri/piste illuminate con semplici lampadine per ridiscendere poi con la slitta. Lungo i percorsi vi sono pub bar o rifugi sempre pieni di gente grazie anche a questo diversivo... La prima volta ne rimasi impressionato e mi chiedo, ma perchè li si e da noi no???

  9. #9

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    Heimat ha ragione , io ho pensato agli slittino quando mi hanno detto che fanno quasi un 35% dei passaggi della cabinovia di Moso Croda Rossa … e sono tutti aggiuntivi , non alternativi a quelli degli sciatori

    Il versante Aiarnola-Passo S. Antonio è ripido ed orientato a sud sud-ovest, realizzare piste sarebbe difficile e sarebbe ancora più difficile (e costoso) tenerle innevate, invece una stradina ciclopedonale estiva/pista da slittino d'inverno è realizzabile sfruttando le mulattiere ed i sentieri che servivano le miniere , mentre sul lato di padola si possono realizzare un paio di piste blu/rosse senza disboscare forsennatamente , passare vicino a posti bellissimi come il laghetto Aiarnola senza rovinarli, recuperare Casera Aiarnola anche ad uso turistico e rivitalizzare anche d'estate queste zone.

    Una possibilità da valutare sarebbe anche quella di fare una stazione intermedia ad Auronzo paese per permettere specialmente agli ospiti degli alberghi di andare a sciare senza muovere l'auto.

  10. #10
    Senior Member L'avatar di sanvito25
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    C'è chi cerca appositamente stazioni sciistiche con piste da slittino.

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