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Risultati da 1 a 10 di 53

Discussione: situazione ferrovia Calalzo

  1. #1
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    Predefinito situazione ferrovia Calalzo

    E' ormai un dato certo che l'industria dell'occhiale in Cadore è morta.
    E' ormai un dato certo che la sopravvivenza di questo territorio è legata al turismo.
    E' altresì vero che la popolazione pare non se ne sia resa conto e le amministrazioni locali ancor meno.
    Abbiamo delle ricchezze,non solo quelle che riguardano l'ambiente,che non sappiamo sfruttare e valorizzare.
    Una per tutte : Un collegamento ferroviario che collega la pianura alla montagna: da 0 mt livello del mare agli 800 mt circa di Calalzo.
    Una stazione ferroviaria tra le montagne!
    Una fortuna incredibile!
    E cosa sta facendo Trenitalia? Sta facendo di tutto per segare questo ramo secco.
    Pochi passeggeri e quindi meglio chiuderla.Questo il loro piano per favorire ancora una volta il traffico su gomma.
    Inquinamento,code,consumi,nuove autostrade ecc.ecc.
    Anni fa i cadorini sono scesi in piazza per bloccare la paventata chiusura della linea ferroviaria.
    Ora tutti zitti e buoni,siamo diventati,amministrazioni in primis un branco di pecoroni.
    Chi ha l'età e memoria può ricordarsi la stazione di Calalzo negli anni '60 e 70.
    Bar,biglietteria ,giornali ecc sempre aperti e frequentati.
    Ora solo sfacelo.
    Per Venezia solo due treni al giorno diretti.Tutti gli altri con cambi a Ponte nelle Alpi o Conegliano,con tempi di percorrenza da treni indiani.
    Per poi non parlare dei treni per Padova che dovrebbero essere usati dai nostri studenti.
    Provate solo ad immaginare se ci fossero treni veloci e frequenti su queste due linee : da Venezia frotte di turisti a visitare le Dolomiti (patrimonio dell'Unesco) cicloamatori a percorrere forse la più straordinaria ciclabile di montagna (non ancora terminata!) ecc.ecc. e forse studenti più invogliati a
    usare un mezzo economico,sicuro e veloce.
    Provate ancora ad immaginare se questa fortuna fosse capitata alla Val Gardena,Val di Fassa,Pusteria o Austria con Venezia a 130Km!
    Cadorini svegliatevi!

  2. #2
    Administrator L'avatar di ecko
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    Riporto all'attenzione questo topic, oggi che per il rientro dal ponte festivo, c'è stata una coda infinita di auto, da Tai all'entrata dell'autostrada di Ponte nelle Alpi...
    Con una ferrovia moderna e funzionante, si potrebbero evitare molti di questi disagi, ecc ecc ecc!

    NuovoCadore staff
    > matteogracis.it

  3. #3
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    da Il Gazzettino di Belluno del 13 Dicembre 2009:

    LA PROPOSTA Il presidente del Comitato nazionale pendolari lancia il ripristino della ferrovia
    Calalzo-Dobbiaco sulla ciclabile
    Il progetto comporterebbe lo spostamento della pista destinata al turismo su due ruote

    Ripristinare il tratto di ferrovia tra Calalzo e Dobbiaco per rilanciare territorio e turismo. Il presidente del comitato nazionale pendolari, Bartolomeo Boscolo, ieri si è presentato con le idee chiare in sala consiliare a Calalzo. In Comune ad accogliere le sue richieste e i suoi progetti c'erano l'assessore provinciale Silver De Zolt, il sindaco di Calalzo Luca De Carlo e il segretario Castiglia della Uil trasporti di Belluno. Idee ardite quelle di Boscolo, che ha sostenuto tra l'altro di inserire tratte metropolitane tra Ponte nelle Alpi e Conegliano e tra Calalzo e Belluno. La linea ferroviaria che dovrebbe congiungere poi il Cadore a Cortina e successivamente al Trentino potrebbe sfruttare il percorso della ciclabile che andrebbe conseguentemente spostata. Più che a ciò che si dovrà fare si è parlato di ciò che realmente manca in stazione e a livello di servizi. A Calalzo infatti un turista che scende dal treno non sarebbe mai in grado di raggiungere la pur vicina ciclabile. «Mi sono mosso subito per realizzare una cartellonistica che permetta di individuare in modo chiaro la direzione della ciclabile - spiega De Carlo - Questi territori devono far risaltare le proprie specificità. La ferrovia è un valore imprescindibile che deve saper muovere anche la nostra economia». Alcuni pendolari presenti hanno evidenziato poi alcuni disservizi e la mancanza di un rapporto di collaborazione tra Trenitalia e Dolomitibus. «Bisogna creare un progetto unitario comune e proporlo a chi di dovere - afferma De Zolt - Dobbiamo creare sinergie compiute che potenzino la velocità commerciale e i servizi per gli studenti». Ma in sala, come spesso avviene, mancavano proprio i diretti interessati: la Regione e i vertici dei trasporti. E il segretario Castiglia ha un po’ aperto gli occhi a tutti: «I comitati vanno bene ma ognuno ha le sue esigenze. La verità è che i treni costano, c'è un chilometraggio prestabilito e dei contratti che vanno rispettati. Potenziare le linee è difficile, al massimo si potranno velocizzare».
    NuovoCadore staff
    > matteogracis.it

  4. #4
    Administrator L'avatar di ecko
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    da Il Gazzettino di Belluno del 14 Dicembre 2009:

    SAN VITO La Comunità Valle del Boite replica a Boscolo sulla Calalzo-Dobbiaco
    «Il treno sulla ciclabile: idea dissennata»

    «La ferrovia Calalzo-Dobbiaco sulla pista ciclabile? Proposta irresponsabile e demagogica»: Eusebio Zandanel, presidente della Comunità montana della valle del Boite, sbotta e non nasconde l’irritazione per l’"uscita", che giudica infelice, del presidente del Comitato nazionale pendolari, Bartolomeo Boscolo, in sala consiliare a Calalzo.
    «Quel Boscolo - dice il presidente riferendosi a - dovrebbe pensare prima di parlare; la pista ciclabile, che ha visto la nostra Comunità montana dare una grossa mano a Veneto strade per i lavori, è un gioiello dei collegamenti ciclo pedonali tra Calalzo a Dobbiaco. È frequentata da un numero crescente di utenti stranieri che provengono da tutta Europa e che puntano, la maggior parte, a Venezia. Ma anche i nostri valligiani sono attratti dalla bellezza del percorso, giudicato insuperabile per emozioni e di grande impatto paesaggistico».
    La ciclabile è stata inaugurata un paio di mesi fa dal presidente della Regione, Giancarlo Galan e dall’assessore Renato Chisso, che l’hanno "benedetta" e inforcando una biclicetta hanno pedalato fino a Valle.
    «Sì, ricordo bene. Ma qualcuno ora se ne esce bel bello dicendo che quel percorso va utilizzato dalla strada ferrata - prosegue - e che la ciclopedonale va spostata. A parte la dissennatezza dell’idea, decisamente fuori dal tempo, sono d’accordo che la ferrovia risolverebbe molti problemi del traffico: la Valboite ne sa qualcosa e guarda con apprensione alle imminenti festività natalizie e allo scontato caos di mezzi sull’Alemagna».
    Una preoccupazione condivisa da tutti comuni interessati ma che sul tracciato divide da sempre. «La presenza del treno - conclude Zandanel - potrebbe aiutare ma credo che il percorso dovrebbe essere realizzato completamente ex novo, soprattutto in galleria, senza interferire nè con la strada nè con la ciclopedonale».


    Bortolo De Vido
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  5. #5
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    Vorrei fare i miei complimenti ad 'Superanima' per l'articolo sulla ferrovia per Calalzo.
    Ciò che ha scritto nasce dall'amore per la natura e il proprio territorio; sono argomenti di enorme importanza certamente condivisi da moltissimi!
    Grazie!

  6. #6
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    Ho partecipato all'incontro di Calalzo sul problema ferroviario alla presenza sia di Boscolo che dell'assessore provinciale Silver De Zolt e il sindaco di Calalzo Luca De Carlo.

    Il problema emerso è molto serio e tutti i cadorini sono chiamati a risolverlo: il numero dei viaggiatori è troppo basso e Trenitalia incassa solo il 10% di quanto spende. Questo per tre motivi: 1- i servizi sono troppo scadenti; 2 -la concorrenza treno - Dolomitibus è troppo forte; 3 - i cadorini preferiscono l'auto o il pullman.
    Come conseguenza, l'azienda ferroviaria non è incentivata a migliorare le prestazioni della linea, innescando il classico <il cane che si morde la coda> senza risolvere nulla. La decisione scaturita dalla riunione è stata quella di accantonare le proposte di Bartolomeo Boscolo perché non attuabili in questo momento, e di procedere, incominciando a razionalizzare le corse all'interno della Provincia di Belluno, rinforzando l'asse ferroviario ed eliminando la concorrenza dei pullman che nel futuro dovrebbero fare solo il servizio di portare i viaggiatori alla linea ferroviaria incrementando in questo modo il numero dei viaggiatori. Qui però s'innesca anche il fatto che è necessario ricreare la cultura ferroviaria tra i giovani che devono, se vogliono mantenere la ferrovia a Calalzo, usare di più il treno lasciando a casa l'automobile.
    Per quanto riguarda la linea Calalzo - Cortina, non se ne parla nemmeno. Si potrebbe parlare di una linea che colleghi Cortina con Venezia, ma in questo caso sarebbe necessario tagliare fuori la stazione di Calalzo, deviando i treni per la Valboite già da Perarolo. In caso contrario la line sarebbe troppo lenta e perciò inutile.

  7. #7
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    Exclamation fate bene i conti

    Chiedo scusa se "ripesco" un messaggio datato, che ho letto per caso, navigando.....
    Io faccio parte degli ormai "antichi" turisti che, negli anni 70 (bambino) e 80 (adolescente) veniva a soggiornare in estate nel bel cadore grazie alla ferrovia Padova-Calalzo.
    Più che un viaggio, nel mio caso, si trattava di una migrazione.
    Si partiva dalla Spezia (raggiunta in auto o bus) con il "fu" accelerato delle 7.45 per Bologna (sopravissuto in tutto e per tutto ad oggi, tempi di percorrenza inclusi), da li, dopo breve attesa, una fugace emozione sul rapido diretto a Venezia (all'epoca spinti dalle Tartarughe, con le carrozze X ancora nuove) giusto il tempo di vedere sfrecciare Ferrara e poi giù, scendere a Padova dove, dopo una attesa tuttaltro che breve (ma era giusto il tempo per mangiare) le littorine marroni (poi seppi essere delle 772, per me era i trenini marroni) ed in seguito le "Micette (al 668) ci conducevano in tutta tranquillità a Calalzo, dove, se non c'erano ritardi e/o problemi in linea) si arrivava in tempo per prendere il penultimo dolomitibus (che prima era Sad) diretto ad Auronzo.
    Quel pellegrinaggio però è uno dei ricordi più forti che ho di quegli anni, ed è stato uno dei "mezzi" che ha reso possibile (assieme al'immancabile bilocale in affito) ad una "nonna" pensionata (e senza patente) di fare soggiorni lunghi un intera estate con i propri nipoti. Le vacanze a quel tempo erano così, non si aveva la smania di girare come trottole per sbalordire chissachì con foto (sempre le stesse) spettacolari o con itinerari temerari, si andava in un posto "bello" e si stava li, "vivendo" il territorio. Villeggianti si era definiti, non a caso.
    A ripensarci oggi sembra preistoria.
    So che queste mie osservazioni interesseranno poco o nulla chi legge, ma mi sono riaffiorate quando ho letto che la Padova Calalzo è (ancora) considerata un ramo secco.
    Trenitalia, brava a giustificarsi nelle tratte poco redditizie ma ugualmente scalcinata anche dove i passeggeri abbondano, non capirà, e soprattutto non saprà, mai invertirte la situazione, almeno finche nel "piatto" della bilancia della convenienza resteranno i costi al km per passeggero trasportato.
    Con quella logica nessuna ferrovia (come quella, o come quella "di casa mia" la Sestri Levante-Genova) avrebbe potuto essere costruita. Troppi investimenti, troppi soldi, e pochi biglietti. E si sa, le imprese stanno alla larga se c'è "poco grano" da prendere
    Già, chissà quali introiti danno invece le carovane di auto che da anni "invadono" le località turistiche (mare o montagna credo cambi poco) dell'intero stivale.
    Strade da adeguare, percheggi da costruire, smog da respirare, ingorghi da subire (anche per chi lavora), abbruttimento dell'ambiente (ma non è il valore da preservare? che vorranno vedere ancora i turisti? un posteggio sotto la roccia??) incidenti.... Tutte cose che, anche ignorando i punti di vista ecologici e filosofici, in questi anni considerati marginali, COSTANO molto alle comuntà. Costano propio tanti soldi.
    Ecco, provare a rifare i conti considerando tra gli introiti (seppur indiretti) della ferrovia anche i soldi risparmiati altrove, ma soprattutto il contributo a mantenere bello ciò che bello è stato, ma che può, con idiote logiche speculative o per ingnoranza, trasformarsi in banale periferia padana.
    Qui da noi, se voleste mai averne prova pratica, provate a verificare quanti turisti (veri, quelli che vengono lasciano i soldi in hotel o affitit e poi vanno via, non finti residenti propietari di seconde case) realizzano le 5 terre (raggiungibili essenzialmente in treno) e che so, Lavgna.....(ex) graziosa cittadina dotata di svincolo autostadale proprio.
    E poi sappiatemi dire.
    Un saluto al Cadore.


    Saul C.
    Ultima modifica di colpoditosse; 25-04-2010 alle 06:57 PM

  8. #8
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    Grazie a tutti di aver creato questa pagina per aggiornare le persone circa gli sviluppi di una delle linee ferroviarie più belle del mondo. Sono di Treviso e frequento il Comelico superiore da 16 anni... la mia età!
    Quando passo per Calalzo e vedo il vecchio tracciato della ferrovia per Cortina, vicino alle gallerie prima del bivio per Pieve, provo un forte senso di malinconia... E' possibile che il massimo che si possa fare in questo bel paese sia una pista ciclabile?
    Quest'estate ho trascorso una settimana sull'altopiano del Renon e non potete immaginare come sia stato male nel vedere una stupida ferrovia di 5km tenuta come se fosse una miniera di diamanti, il Renon è bello... ma volete mettere Cortina? A volte vedo quella scena del film di Sordi "vacanze d'inverno" in cui lui se ne va da Cortina col trenino nella neve: a volte non riesco a trattenere il mio dispiacere.
    Come si può ignorare e soprattutto com'è si è togliere una meraviglia così. Strategica per mille aspetti: il trasporto più immediato dei turisti presso gli impianti più famosi delle dolomiti, collegamenti più rapidi tra Venezia e la Pusteria, ridurre drasticamente le code di traffico e il loro impatto ambientale, creazione di posti di lavoro, incremento dell'economia locale (arrendiamoci al fatto che tra 50 anni non vivrà più nessuno in montagna)... insomma i vantaggi sarebbero infiniti!
    E ora mi rivolgo agli uomini che hanno il potere di dar via alla ricostruzione di questo meravigliosa strada ferrata: "Se resiste la ferrovia del Renon (una ferrovia in giardino a casa mia sarebbe 10 volte più lunga) perchè mai si indugia così tanto?"
    Se la politica e le amministrazioni non riescono a fare il loro dovere è ora che siano gli abitanti di queste valli a dire la loro! Costituiamo un comitato per il ripristino della linea... cambiamo la mentalità delle persone ottuse che non si muovono senza il loro macchinone!! IMPEDIAMO CHE I LIMITI DELLE PERSONE POSSANO DISTRUGGERE SECOLI DI TRADIZIONI!
    Vi prego, affinché TUTTE le forze politiche, sindacali, amministrative, associazioni ecc. collaborino per riportare queste zone al loro antico splendore...
    Mi leverei il pane di bocca perché la ricostruissero!

    Colpoditosse... meraviglioso commento, la penso come te!

  9. #9
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    Riaprire la Calalzo- Cortina non è fattibile, nè i termini di investimenti iniziali per riattivarla, nè in prospettiva di una gestione economicamente valida in cui i ricavi siano maggiore dei costi (a meno che non vogliamo uno dei tanti buchi neri che hanno portato il nostro paese ad un debito pubblico a n cifre.
    Inoltre, sono più gli anni passati dalla sua chiusura (47, dal 1964) che quelli in cui essa ha funzionato (37, dal 1927 al 1964). E' un ricordo di cui andare orgogliosi e tramandare ai nipoti, anche attribuendogli contorni leggendari (tipo "sai figliolo che una volta dei banditi a cavallo assaltarono il treno a Vodo? Ora ti racconto come andò la rapina....), ma nulla più.

    Diverso il discorso per la Padova-Calalzo. Occorre lottare per tenerla aperta, occore stare attenti a non raccogliere nessuna saponetta caduta mentre ci facciamo la doccia, poichè basta un attimo di disattenzione e ZAC!!!! la tagliano proprio come un ramo secco. Qui il discorso dei costi, non deve essere invocato. Anche a fronte di un passivo di gestione la Padova-Calalzo deve essere tenuta in funzione poichè, per un territorio come il Cadore essa rappresenta un'arteria vitale, anche a livello psicologico come strumento di igiene mentale sia per il turista, sia per il residente.
    Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate. (G.K. Chesterton)

  10. #10
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    Scusa ma non capisco il perchè della Padova-Calalzo e non della Venezia-Calalzo che reputo,molto più importante e vitale se vogliamo un rilancio del nostro turismo.E'una linea più diretta e poi a Mestre ogni mezzora passa un treno per Padova.
    Ad ogni modo nonostante i miei appelli,post,discussioni con compaesani e mediocri politici pare che a pochi interessi l'argomento,ancormeno a nostri inetti e incapaci amministratori.
    Una ferrovia che arriva nel cuore delle Dolomiti a 800mt in tanti ce l'invidierebbero,ma noi (cadorini,comeliani,ampezzani) non ci rendiamo conto della potenzialità di questo treno.
    Siamo dei poveri imbecilli!
    Per quanto riguarda la tratta Calalzo-Cortina il discorso è diverso.
    L'ex ferrovia è stata dismessa e ora il vecchio tracciato è percorso dalla ciclabile,non ancora terminata ( altra ricchezza poco valorizzata).
    L'ideale sarebbe spostare tutto il traffico fino a Dobbiaco su una nuova linea ferroviaria....ma questi sono sogni!
    Intanto si tenta,speriamo inutilmente,di costruire linee inutili e costosissime come la TAV!

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