Risultati da 1 a 10 di 10

Discussione: Sono Cadorino e ci tengo

  1. #1

    Thumbs up Sono Cadorino e ci tengo

    Che dire, mi sembra proprio una bella iniziativa questa di aprire un luogo dove far incontrare i Cadorini e chi crede in questa terra.

    Le primarie del PD che si terranno il 25 di questo mese mi impongono di farvi conoscere la mia candidatura con la lista Franceschi-Causin

  2. #2
    Administrator L'avatar di ecko
    Data Registrazione
    Oct 2009
    Località
    Cadore e Milano
    Messaggi
    1,078

    Predefinito

    Ben venuto Pino. In futuro prenderemo in considerazione l'apertura di una stanza dedicata alle discussioni politiche. Per ora è ancora presto, ed essendo un argomento delicato è meglio aspettare.

  3. #3

    Predefinito

    caro cadorino, ti senti solo cadorino o anche regoliere?
    e se si perchè non ne parliamo?
    ti ricordo che essere cadorini vuol dire essere anche regolieri e comportarsi di conseguenza.
    noi auronzani, cadorini e regolieri ci comportiamo di conseguenza?
    ciao mario.vecellio

  4. #4

    Predefinito

    essere Cadorino significa tenere a questa terra e alle sue tradizioni. So bene qual'è la storia del Cadore e da sempre lo stesso è stato regolato da leggi dettate a livello di Magnifica Comunità e quello a cui tengo è che si ritorni a una idea comune di Cadore il che significa anche rinunciare ad un campanilismo esasperato a favore di impegni comuni da portare avanti con la forza contrattuale che da l'Unità del Cadore. In ogni caso sono interessato a capire cosa intendi per comportarsi da Regolieri

  5. #5

    Predefinito essere regolieri

    caro pino, quando chiedi cosa significa essere regolieri, vuol dire fare parte di una comunità che ha la responsabilità di gestire un territorio con proprie leggi e regolamennti chiamati " laudi o statuti " da trasferire possibilmente ampliandola alle future generazioni.
    queste "regole o comunioni famigliari" risalgono al 1200 e intendono amministrare e godere del patrimonio agro-silvo-pastorale e non, con forme di democrazia partecipata, sottraendole al''attuale amministrazione dei comuni, a cui il potere le aveva consegnate durante l'avvento di napoleone.
    nel cadore non tutti i paesi hanno rivendicato il loro patrimonio,
    lasciando in gestione ai comuni a volte la gestione , ed a volte addirittura la proprietà.
    in pratica i comuni da amministratori sono nella sostanza diventati proprietari.
    quando una comunità rinuncia ai propri diritti e subisce l'arroganza del potere, sia pure locale e liberamente eletto viene da chiedersi se i cadorini non siano geneticamente portatori di quel virus che ha portato loro la fama di gente sottomessa e divisa.
    ora si riparla di autostrada che dovrebbe transitare nei nostri paesi.
    farebbe parte anch'essa del patrimonio universale dell'umanità da tutelare e promuovere e non piuttosto di un modo moderno di razziare le uniche risorse che abbiamo e che sono l'aria, l'acqua e l'ambiente.
    forse che i nostri amministratori si sono attivati a chiedere alle popolazioni residenti il loro consenso?
    non è necessario, perchè questa democrazia camuffata a delegato ad altri il potere di programmare, realizzare, e decidere della nostra vita.
    ho divagato e per tornare alle regole esse avevano lo scopo di amministrare il patrimonio collettivo con la partecipazione di tutti i componenti, nessuno escluso in base a criteri di onestà, capacità e responsabilità.
    chi sbagliava pagava e non come ora che chi sbaglia anche volutamente è premiato.
    a presto mario.vecellio
    Ultima modifica di mario.vecellio; 24-10-2009 alle 04:34 PM

  6. #6
    Junior Member
    Data Registrazione
    Oct 2009
    Messaggi
    7

    Predefinito

    Il desiderio di far conoscere il passato del Cadore, per me, non ha il sapore della nostalgia o tanto meno della restaurazione. Mi accontenterei che i nostri giovani conoscessero dai "vecchi" quello che siamo stati, nel bene e nel male. E dei tempi in cui sapevamo fare fronte comune. Soltanto una delle tante stanza in cui parlare, vecchi e nuovi "abitanti" del Cadore. Pertanto un benvenuto a chi desidera utilizzare "mezzi moderni" per una sfida moderna (anche se sono d'accordo col moderatore di tenere fuori la politica).

    Saluti
    Ultima modifica di ZMP; 25-10-2009 alle 10:57 PM

  7. #7

    Predefinito

    giusto utilizzare mezzi moderni per comunicare, giusto sentir raccontare dagli anziani come si viveva nel passato nel bene e nel male.
    non concordo nel consiglio di lasciare da parte la politica.
    la politica è l'arte del possibile e quì intendo la vera politica, ossia il confronto delle idee, il rapportare le esperienze, insomma dialogare.
    è questa politica che in cadore è cosa rara perchè siamo stati educati a delegare ad altri le decisioni importanti, limitandoci a piangere e lamentarsi sottovoce se le cose non vanno bene, perchè gridare la propria rabbia non è da persone educate e servili come noi siamo.
    mario.vecellio

  8. #8
    Junior Member
    Data Registrazione
    Oct 2009
    Messaggi
    7

    Predefinito

    La politica che è nell'interesse di tutti tener fuori è quella becera che impera ultimamente: quella delle contrapposizioni frontali... bla.. bla.. bla... dei preconcetti e della negazione del dibattito... bla... bla...
    Per il resto ti prego di spigarmi la parte dei cadorini servili... io francamente non capisco. Negli ultimi anni (quelli del benessre) ci siamo smarriti, questo è certo! Ma fare come Tafazzi certo non è la risposta giusta.

    Saluti

  9. #9

    Predefinito

    Concordo con ZMP che in Cadore ci siamo smarriti e che abbiamo perso cognizione dei tempi in cui sapevamo fare fronte comune. Io non credo che la risposta ai problemi futuri della gente che vive in montagna si possano risolvere ritornando Regolieri. Non credo che possiamo affrontare le sfide del futuro rivendicando ai soli regolieri l'amministrazione di un patrimonio comune che oggi trova nelle amministrazioni comunali organismi democraticamente eletti e sufficientemente rappresentativi.
    Sono l'individualismo, il campanilismo oggi i fattori frenanti per la individuazione di una strategia valida per la sopravvivenza dei nostri territori.

    La storia del Cadore ci insegna che il nostro popolo faceva fronte comune sentendosi prima di tutto Cadorini, solo successivamente si sentivano da Pieve o da Borca piuttosto che da Auronzo. Ritornare ad essere una comunità vera e unita è questa la sfida che i vecchi regolieri ci esorterebbero ad affrontare.

  10. #10
    Member
    Data Registrazione
    Jan 2010
    Località
    Pieve di Cadore
    Messaggi
    63

    Predefinito

    Non so come funzioni o funzionasse la regola ad Auronzo, so per certo che a Pieve le regole non erano di certo un esempio di collaborazione. Le regole sono enti privati e chiusi, più in passato che ora, talmente chiusi che si entrava per diritto di nascita. Praticamente una piccola nobiltà. Ora gli statuti regolieri sono più permissivi e permettono di entrare nella regola dopo tot anni di residenza nel paese, pagando una quota più altre regole e regoluccie che variano da statuto a statuto. Direi che l'essere regolieri corrispondere all'essere una minoranza, anzi, corrisponde all'essere prima di tutto regolieri, poi di Borca o di Pieve, infine cadorini.

    Non dico che le regole non abbiano una loro valenza, che possano fare per il territorio curando quello che i comuni hanno dimenticato negli anni, ma rappresentano una associazione di persone piccola, chiusa e privata.

    Non tutti i cadorini sono regolieri.

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  


Privacy Policy Cookie Policy