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Discussione: Prolungamento autostrada A27

  1. #101
    Senior Member L'avatar di bosk
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    Citazione Originariamente Scritto da Adriano Marengo Visualizza Messaggio
    Per cosa intendo sviluppo,io punterei sulla ferrovia che può dare un collegamento con la pianura e può dare un servizio in più alla pista ciclabile delle Dolomiti (vedi la San Candido- Lienz ) inoltre il turismo sulle 2 ruote è in forte crescita e questa soluzione darebbe il collegamento con altre realtà oltre a posti di lavoro nel settore turismo.
    Un’azione strategica per dare nuova linfa al trasporto pubblico bellunese è quella di ricreare il collegamento ferroviario Calalzo-Cortina-Dobbiaco, chiuso il 17 maggio 1964 quando l’ultimo treno partì da Cortina per Calalzo. Ripristinare quei 65 kilometri di percorso – adeguando la tratta agli standard europei sul modello delle altre ferrovie di montagna, come in Svizzera e in Austria – significherebbe aprire la provincia verso gli amici trentini e oltralpe, anche attraverso il collegamento con la ferrovia della Val Pusteria.

    La storia insegna: grazie alla memorabile “Ferrovia delle Dolomiti” Cortina trasse un profondo beneficio in termini di afflusso turistico. Basti pensare che in occasione delle olimpiadi invernali di Cortina del 1956 quel trenino bianco-azzurro riuscì a trasportare 7mila passeggeri al giorno, attraversando vallate dalla natura meravigliosa, località di villeggiatura oggi sempre più trafficate, frequentate da appassionati di montagna e amanti di sport invernali.Recuperare le vecchie abitazioni nei paesi creando delle strutture tipo Bed e Breakfast oppure Albergo diffuso,mantenere il decoro del paese non è poca cosa,creare servizi di vario genere e programmare gli eventi ad inizio anno per dare la possibilità a turisti e valligiani di concedersi dei piacevoli momenti di svago nel tempo libero ,fare sinergia tra comune ed associazioni e commercianti per riuscire a dare dei servizi migliori nei paesi ecc.


    Perfetto, non è sbagliato quello che dici, però adesso ti chiedo, ripristinare come dici tu ( tra l'altro non è possibile perchè sul vecchio percorso sono state costruite strutture) il vecchio percorso andrebbe adeguato a tutte le normative ecc..ecc... in questo caso non si rovina il paesaggio unesco??? se pur semplicemente un treno il danno viene fatto ugualmente, comunque il fatto che sia stato abbandonato a se stesso dovrebbe fare riflettere, senza parlare di costi ecc...si può parlare di ripristinare anche la stazione di Calalzo, cercando di attirare turisti, perfetto, tutto bello, ma adesso parliamo di costi a famiglia per andare in vacanza in treno, per andare a Milano a ritirare l'auto, ho speso 42 euro, se ci metto il ritorno sarebbero 84, moltiplica per 4 famiglia media e siamo a 328 euro, solo per arrivare a Calalzo e questo sarebbe conveniente e attirerebbe turisti??? sul decoro dei paesi sono d'accordo con te, non so quale sia la legge ma c'è una legge che non si possono ristrutturare case vecchie, piuttosto le lasciano cadere ma non si possono toccare, forse è per questo che quando si entra a Domegge lungo la strada sembra di entrare in un paese disabitato.

  2. #102

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    Il fatto che ora andare con il treno costi molto è dovuto al disincentivo a livello nazionale ad usare questi servizi in cambio di usare l' auto,per dare un motivo ai loro interessi. Più auto più benzina uguale dipendenza da petrolio e il mercato lo comandano loro,inoltre più traffico più strade, viadotti, ecc.,questo è il loro gioco creare un sistema che dia i risultati più proficui per loro,il Veneto è ormai al collasso grazie alla cementificazione degli ultimi decenni dove una regione prettamente agricola si ritrova con metà del territorio cementificato vedi le conseguenze avvenute con l' alluvione dello scorso anno ,anche questa è una delle cause inoltre non si mangia cemento e nelle previsioni dei prossimi anni vogliono cementificare per milioni di metri cubi di cemento per opere inservibili alle esigenze attuali. Sono daccordo che certe azioni sono difficili da perseguire visti gli ostacoli che sono stati messi in campo per complicare la vita alle amministrazioni ma da qualche parte bisogna iniziare a cambiare e questo deve partire da noi non possiamo più delegare a questa classe politica nessuno escluso.Oltre alle case vecchie ci sono case chiuse o con 1-2 persone cerchiamo di incentivare perchè si possa dare in affitto o ristrutturare piuttosto che costruire dell' altro, io porto l' esempio di Domegge dove c'è solamente da recuperare e non da costruire,e questo deve partire dal comune che deve avere il coraggio di fare certe scelte e a volte bisogna avere il coraggio di farle

  3. #103
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    Il fatto che ora andare con il treno costi molto è dovuto al disincentivo a livello nazionale ad usare questi servizi in cambio di usare l' auto,per dare un motivo ai loro interessi. Più auto più benzina uguale dipendenza da petrolio e il mercato lo comandano loro,inoltre più traffico più strade, viadotti, ecc.,questo è il loro gioco creare un sistema che dia i risultati più proficui per loro


    Condivido, concetto già espresso anche da me in passato, è evidente, ma qualcuno non ci arriva a capirlo...

  4. #104
    Senior Member L'avatar di bosk
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    Citazione Originariamente Scritto da adf Visualizza Messaggio


    Condivido, concetto già espresso anche da me in passato, è evidente, ma qualcuno non ci arriva a capirlo...
    Infatti io non lo capirò mai, sopratutto fino a che i costi per usare il treno è 5 volte superiore a quello dell'auto, comunque riguardo il petrolio ecc..ecc... come ho già evidenziato si sta andando verso un mercato elettrico dell'auto, anche su questo qualcuno continua a non capire......

  5. #105
    Senior Member L'avatar di sanvito25
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    Citazione Originariamente Scritto da Adriano Marengo Visualizza Messaggio
    Per cosa intendo sviluppo,io punterei sulla ferrovia che può dare un collegamento con la pianura e può dare un servizio in più alla pista ciclabile delle Dolomiti (vedi la San Candido- Lienz ) inoltre il turismo sulle 2 ruote è in forte crescita e questa soluzione darebbe il collegamento con altre realtà oltre a posti di lavoro nel settore turismo.
    Un’azione strategica per dare nuova linfa al trasporto pubblico bellunese è quella di ricreare il collegamento ferroviario Calalzo-Cortina-Dobbiaco,...........
    Sono d'accordo con te, ma solo in teoria.
    I trenini svizzeri sono una cosa fantastica, tra l'altro fanno anche da collegamento sciistico tra comprensorio e comprensorio.
    Anche il treno da San Candido a Lienz ha fatto la fortuna di quella ciclabile, ben più dell'asfittico bike'n'bus della nostra ciclabile .... ma c'è un ma.

    La Val Pusteria e la valle della Drava hanno una conformazione profondamente diversa: lì ferrovia e ciclabile girano "in pianura" in una valle glaciale amplissima.
    Anche le valli dove girano i Glacier Express sono ben diverse.
    Pensa alla val Boite: trenino e ciclabile non possono convivere, se non a costi che definire elevati è un eufemismo. E' una valle ostica, impervia, stretta, dove ogni opera va rubata alla montagna.

    Citazione Originariamente Scritto da Adriano Marengo Visualizza Messaggio
    Il fatto che ora andare con il treno costi molto è dovuto al disincentivo a livello nazionale ad usare questi servizi in cambio di usare l' auto,.....
    No, questa è dietrologia ed un luogo comune: le ferrovie italiane sono sempre state (e credo sia ancora) tra le più a buon mercato in tutta Europa. Provate a prendere il treno in GB ... un salasso!!

    Io non sono convinto fino in fondo del prolungamento dell'A27: non creeo che incentiverebbe più di tanto l'industria perchè la viabilità dei giorni feriali fino al cCentro cadore non è malaccio, non è una cosa che possa scoraggiare più di tanto.

    Vedo più un problema nei flussi turistici, ma il prolungamento dell'A27 sposterebbe solo i problemi più a monte.

    Certo ho il dubbio che certi comuni siano contrari perchè hanno paura di essere tagliati definitivamente fuori dal mondo, come è successo ai paesi già tagliati fuori in questi anni.

    ma poi ci si può ritagliare un proprio mercato: ieri Fadalto era invasa dai biker. Vabbè, non si rilancia l'economia coi soli biker, ma era un esempio

  6. #106
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    Le cose possono cambiare molto in fretta, se a livello politico si decide di incentivare o disincentivare un settore, bisogna vedere quali sono gli interessi che muovono la politica...
    L' autostrada potrebbe essere utile al cadore solo se una parte del pedaggio fosse una tassa che andasse a potenziare le infrastrutture degli enti locali.

  7. #107

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    Sul non far morire la ferrovia concordo pienamente anche io!
    Certo nel 1956 c'era una realtà un pò diversa da oggi...dubito che tutti si muoverebbero in treno.

  8. #108

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    PERALTRESTRADE DOLOMITI
    Comitato Interregionale Carnia-Cadore
    NUOVO PROGETTO DI VARIANTE
    DELL’ AUTOSTRADA
    “PASSANTE ALPE–ADRIA, BELLUNO/CADORE”
    PERALTRESTRADE DOLOMITI SOLLECITA I COMUNI
    AD ESPRIMERE LA LORO POSIZIONE
    Il comitato PAS, continuando nel suo impegno per una viabilità sostenibile e utile a tutti i territori e non solo a quelli terminali o più importanti economicamente, ha preso visione dell’ultima proposta, presentata dalla Regione Veneto, mediante suoi tecnici, di project financing del “Passante Alpe–Adria, Belluno/Cadore” meglio conosciuto come prolungamento dell’autostrada A27 da Pian di Vedoia al Centro Cadore, e del parere di VIA speciale n 866 del 17 febbraio 2012.
    Le novità principali di questo progetto preliminare datato luglio 2011, ma presentato alle Amministrazioni Comunali interessate solo pochi giorni fa stanno:
    _ nello spostamento dello svincolo più a nord di Pian de l’Abate
    _ in un abbassamento di quota del tracciato
    _ nella previsione di una nuova galleria sotto il Col di Caralte.
    Tutto ciò in totale dissonanza con le delibere del Consiglio Comunale di Perarolo.
    I cittadini che si riconoscono in PAS Dolomiti, senza ribadire ancora una volta tutti i motivi per cui sono contrari all’autostrada lungo la Valle del Piave, vorrebbero conoscere e far conoscere alla popolazione del Cadore, del Bellunese e della Carnia le posizioni degli attuali amministratori locali del Centro Cadore, Sindaci e Comunità Montana, riguardo a questa nuova “variante”, al suo significato nel contesto generale dell’opera (presupposto per il proseguimento in sinistra Piave?) nonché, più in generale, che cosa pensano dell’autostrada, se la ritengono utile per lo sviluppo del nostro territorio, il Cadore, o, al contrario, dannosa.
    Il comitato PAS, a tal fine, si dichiara disponibile a degli incontri, anche pubblici, che si vorranno concordare.
    La popolazione dell’alta provincia di Belluno, in progressivo spopolamento ed impoverimento, sta vivendo la più grave crisi socio-economica del dopoguerra che, con ogni probabilità, non si risolverà in pochi anni.
    La crisi costringerà i suoi abitanti, inevitabilmente, ad utilizzare sempre di più i mezzi pubblici. Come siamo messi in Cadore a questo proposito? Si pensi solamente al progressivo abbandono della ferrovia con treni che non partono e con una stazione fantasma certamente non degna di località turistiche importanti come Auronzo, Cortina, Sappada!
    Il Cadore non trarrebbe sicuramente benefici da un’opera infrastrutturale dai costi elevatissimi (oltre 1200 milioni di euro! In momenti di crisi finanziaria come quelli di oggi chi investirebbe tanto su un’autostrada dai flussi di traffico bassissimi? Ci vengono preoccupanti dubbi sulla eventuale provenienza dei fondi privati disponibili) sia per i tempi di costruzione della durata più che decennale, sia per la gestione (chi coprirebbe la prevedibile passività visto il sicuro troppo scarso flusso di mezzi?) sia per il pedaggio che,
    secondo la bozza di convenzione del project financing allegata al progetto, sarebbe tra i più alti d’Italia.
    Un’opera inutile all’economia locale in continua decrescita che necessita di forme innovative e di una progettazione del suo futuro diversificata che valorizzi il suo patrimonio naturale riconosciuto di eccellenza dall’UNESCO. Un’opera dannosa all’ecosistema alpino particolarmente delicato e in preoccupante dissesto.
    La valle del Piave ha bisogno che vengano risolti i punti neri della sua viabilità quali Longarone/Castellavazzo, Tai, Valle di Cadore ed altri, non di un’opera invasiva che miri ad attirare ulteriore traffico pesante transfrontaliero, e una presa di posizione responsabile da parte delle Amministrazioni locali è ormai inderogabile.
    PER ALTRE STRADE DOLOMITI
    Comitato Interregionale Carnia-Cadore
    www.peraltrestrade.it
    27 luglio 2012

  9. #109

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    OSSERVAZIONI AL PROGETTO DI FATTIBILITA' RELATIVO AL PROLUNGAMENTO DELL'A27 DA PIAN DI VEDOIA A PIAN DE L'ABATE, ALLE PORTE DI PIEVE DI CADORE


    Comuni interessati: Soverzene, Longarone, Castellavazzo, Ospitale di Cadore e Perarolo di Cadore



    Vincoli: D.Lgs. 42/2004, art. 142, comma 1, lett. g) e c): F. Piave, T. Vajont, T. Desedan, T.Maè, T. Valmontina, Ru de Pianes, Val de Van.

    Aree ZPS e
    SIC (da Codissago in poi).

    Ambiti Naturalistici, PTRC Regione Veneto.

    Aree di tutela paesaggistica, PTRC, art. 33, Monte Cridola e Duranno.

    Ambiti dell'alta collina e montagna, PTRC, art. 23.



    Biotopi principali:

    Biotopo risorgive del Fiume Piave (area Faè – Fortogna).

    Area naturalistica e di nidificazione (a sud dell'area industriale di Longarone, svincolo).

    Corridoio faunistico del Sistema Fiume Piave – Torrenti Maè e Vajont (l'intera area viene

    diagonalmente attraversata dall'autostrada in viadotto per portarsi in sinistra orografica

    all'imbocco delle gallerie di Codissago).

    Area Wilderness “Val Montina” (viene pesantemente interessata dallo svincolo per Caralte

    con due grossi viadotti che attraversano la valle).

    Rete Natura 2000 ZPS IT3230089 “Dolomiti del Cadore e Comelico” (tutta la tratta a nord

    di Codissago).

    SIC IT3230080 “Val Talagona – Gruppo Monte Cridola – Monte Duranno” (tutta la tratta a

    nord di Codissago).



    Lunghezza intervento: asse principale 20,7 km (comprese le rampe dello svincolo di Pian De l’Abate)



    Svincoli:

    Svincolo di Pian di Vedoia.

    Svincolo di Longarone.

    Svincolo di Pian De l’Abate, in corrispondenza di Caralte (estremamente impattante). L'uscita è in corrispondenza della Valmontina, che viene superata con due viadotti,

    L'ingresso della valle è pertanto irrimediabilmente deturpata, poi sul greto del torrente è prevista pure un'area a cantiere con depositi di materiale.

    Sulla piana è poi prevista l'uscita e l'inserimento con svincolo sulla strada statale.

    Da considerare che c’è già lo svincolo per la la zona industriale al quale va a sommarsi anche quello dell'autostrada con impatto paesaggistico inaccettabile.



    Ponti e viadotti:

    Viadotto Rio del Bus - 126 m

    Viadotto Piave - 1.224 m - molto impattante, è realizzato sopra l'alveo del Piave in area boscata.

    Viadotto Desedan - 666 m - molto impattante, è realizzato sopra l'alveo del Piave in area boscata. Il rimanente percorso costeggia invece parte delle aree industriali di Fortogna, su rilevato che costituisce quindi un nuovo argine artificiale del Piave. Viadotto Svincolo Longarone - 90 m

    Viadotto Vajont carr. Nord - 1.350 m - estremamente impattante, in pratica, dallo svincolo per Longarone, l'autostrada attraversa in viadotto la confluenza tra Piave, Maè e Vajont. E' uno dei punti di maggiore impatto paesaggistico. In corrispondenza del Vajont, l'autostrada deve poi prendere quota per entrare in galleria in corrispondenza di Codissago. Viene quindi irrimediabilmente alterato uno dei principali punti di vista da Longarone verso il

    Vajont e la sua diga.

    Viadotto Vajont carr. Sud - 1.404 m - estremamente impattante. Stessa valutazione di cui sopra in quanto tutti i viadotti e gallerie sono a carreggiate separate ed indipendenti.

    Viadotto Pian de Sas - 90 m

    Viadotto Lutrigon carr. Nord - 90 m

    Viadotto Lutrigon carr. Sud - 180 m

    Viadotto Costamolin carr. Nord - 72 m

    Viadotto Costamolin carr. Sud - 216 m

    Viadotto Val de Van carr. Nord - 378 m - molto impattante e visibile dall'abitato di Rivalgo.

    Viadotto Val de Van carr. Sud - 540 m - molto impattante e visibile dall'abitato di Rivalgo.

    Viadotto Pian de l'Abate 1 - 342 m - molto impattante. Le gallerie si interrompono in

    corrispondenza della Valmontina; da qui due viadotti, uno per senso di marcia,

    sovrapassano la valle per atterrare sul Pian de L'abate, dove viene realizzato lo svincolo

    con la strada statale ed il casello di esazione.

    Viadotto Pian de l'Abate 2 - 180 m - molto impattante, stesse considerazioni di cui sopra.

    Viadotto Pian de l'Abate 3 - 126 m - molto impattante, stesse considerazioni di cui sopra.

    Viadotto svincolo Pian de l'Abate - 72 m - molto impattante, da calcolare che l'area è già

    interessata dallo svincolo per la zona industriale, al quale andrà a sovrapporsi anche il nuovo svincolo autostradale, con un risultato inaccettabile sotto il profilo paesaggistico e visivo.

    Ponte svincolo Pian de l'Abate - 86 m - molto impattante, da calcolare che l'area è già interessata dallo svincolo per la zona industriale, al quale andrà a sovrapporsi anche il nuovo svincolo autostradale, con un risultato inaccettabile sotto il profilo paesaggistico e visivo.

    TOTALE SVILUPPO SU PONTI E VIADOTTI: 4.743 m



    Gallerie naturali: L'impatto è determinato dalle strade di accesso al cantiere ed a tutti gli imbocchi delle gallerie. A lavori ultimati, i percorsi autostradali in gallerie naturalmente non saranno visibili; l'unico danno collegato alle gallerie possono essere intercettazioni di falde acquifere con eventuale conseguente inaridimento di sorgenti in superficie.

    Galleria Codissago carr. Nord - 3.210 m

    Galleria Codissago carr. Sud - 3.143 m

    Galleria Pian Malattia carr. Nord - 1.058 m

    Galleria Pian Malattia carr. Sud - 848 m

    Galleria Costamolin carr. Nord - 3.181 m

    Galleria Costamolin carr. Sud - 3.361 m

    Galleria Col de Caliera carr. Nord - 1.352 m

    Galleria Col de Caliera carr. Sud - 1.242 m

    Galleria Pontesei carr. Nord - 2.347 m

    Galleria Pontesei carr. Sud - 2.334 m



    Galleria artificiale:

    Galleria artificiale Pian De Sas - 90 m

    TOTALE SVILUPPO IN GALLERIA: 11.038 m



    Sezione tipo

    Con riferimento al D. M. del 5 novembre 2001 “Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade” la classificazione della strada è:



    “A – Autostrade Ambito extraurbano”

    Velocità di progetto VP = 90-140 km/h

    Composizione della piattaforma stradale: spartitraffico centrale larghezza min. 2,60 m -

    banchine in sinistra larghezza 0,70m

    corsie: 2 di larghezza 3,75 m - banchina in destra di larghezza 3,00 m



    Interventi di mitigazione

    Sistemazioni a verde, barriere antirumore, raccolta e trattamento acque di prima pioggia di piattaforma con vasche interrate e bacini di sedimentazione.



    Sicurezza

    Piazzole di sosta di emergenza ogni 1000 m, illuminazione svincoli, colonnine SOS, pannelli a messaggio variabile, controllo traffico con ausilio di telecamere, servizio di assistenza alla viabilità, pavimentazione drenante, impianti automatici antincendio e di ventilazione in galleria, piazzole di sosta, by-pass e vie di fuga in galleria.



    Zone di cantiere: vengono realizzate per la durata dei lavori e poi dovrebbero essere eliminate. Certo che fino ad ultimazione lavori, il danno paesaggistico legato agli impianti di betonaggio, stoccaggio inerti, depositi e viabilità di cantiere, creerà un ulteriore danno al paesaggio con particolare riferimento all'asta fluviale del Piave. Quasi sempre realizzati all'interno dell'alveo! Per il raggiungimento delle gallerie naturali, sarà predisposta una nuova viabilità, spesso in zone impervie, per portare in zona operativa i mezzi pesanti per lo scavo ed il trasporto a valle del materiale; si dovranno realizzare strade di larghezza consistente, con sterri e riporti anche considerevoli vista l'elevata pendenza dei versanti da impegnare.



    Da tener presente che dopo il “NO” al proseguimento della Venezia-Monaco, per motivi politici, per l'impatto ambientale e per lo scarso interesse dimostrato dai paesi confinanti (Austria e Germania), l'ANAS presentò un progetto di rettifica della vecchia statale 51 di Alemagna, prevedendo una serie di percorsi extraurbani e di gallerie, al fine di velocizzare e mettere in sicurezza l'intera tratta.



    Il progetto, nonostante un forte impatto paesaggistico in alcuni punti dove il percorso stradale è stato realizzato sull'alveo del Fiume Piave, venne comunque autorizzato anche dalla Soprintendenza con una serie di prescrizioni per limitare al massimo i danni al paesaggio.

    Il nuovo percorso sarebbe stato meno impattante della prevista autostrada e si pensava che una volta migliorato e reso scorrevole il tratto tra Longarone e Tai di Cadore, non avrebbe avuto più senso realizzare anche l'autostrada. L'ultimo tratto ancora mancante della nuova strada statale riguarderebbe la galleria sotto l'abitato di Castellavazzo ed uscita in allineamento con la successiva galleria già realizzata in corrispondenza del “ponte tubo” dell'ENEL.



    Ora, con questo nuovo progetto, sulla stretta valle del Piave, tra Longarone e Caralte, troviamo, oltre naturalmente al Piave: la sede della ferrovia per Calalzo di Cadore, la vecchia strada statale, la nuova strada statale ed ora pure l'autostrada. Il nuovo tracciato autostradale risulta quindi inutile ed invasivo incrementando ancora di più i danni arrecati alla Val del Piave. Per quanto attiene i rimanenti problemi legati al traffico, questi saranno definitivamente risolti quando saranno portati a termine i lavori già “autorizzati” sulla galleria sotto Castellavazzo ed il prolungamento della sede autostradale in zona industriale di Longarone.



    Da tener presente che anche con l'autostrada prolungata fino a Caralte, il traffico continuerà ad impegnare la nuova statale resa scorrevole e “gratuita”, in particolare il traffico pesante che si ritrova un pedaggio da pagare molto più alto rispetto al traffico automobilistico.



    Il costo dell'intera opera ammonta a 1.406.641.680 euro (ovverosia duemilasettecento miliardi delle vecchie lire).



    Infine è da tener presente che il progetto riguarda l'arrivo, per il momento, fino a Caralte. Oltre tale località vengono fornite solo sommarie ipotesi future, tipo il prolungamento verso Lorenzago di Cadore ed il traforo del Passo della Mauria con il raggiungimento della Carnia e quindi dell'uscita in Austria a Tarvisio.



    Il progetto viene anche giustificato come facente parte dell'asse strategico relativo al “corridoio 5”. Infatti il TIR che proviene dal valico di Tarvisio, dovrebbe trovare conveniente, invece che scendere subito in pianura, fare invece altra montagna per passare sotto la Mauria e da qui scendere lungo la Val del Piave verso Mestre a ricongiungersi con l'asse principale del corridoio 5.



    Non è pure giustificato un intervento di questo tipo per il solo traffico locale bellunese, per una Provincia che nell'insieme non riesce a fare gli abitanti della sola Mestre. Per il traffico locale, le numerose varianti, tangenziali e rettifiche già realizzate e in corso di ultimazione e nuova progettazione, risultano più che sufficienti a garantire la normale scorrevolezza e sicurezza, senza dover realizzare ulteriori assi autostradali.

  10. #110

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    1. IL QUADRO GENERALE E LA POSIZONE DI P.A.S. DOLOMITI
    Il seguente volantino, stampato in oltre 6.000 copie nell’aprile del 2007, riassume il quadro
    generale e la posizione di Per Altre Strade Dolomiti:
    Comitato Per Altre Strade Dolomiti Ca
    rnia-Cadore
    COLLEGAMENTO A27-A23:
    UN NUOVO “PASSANTE DI MESTRE” LUNGO LE VALLI DEL PIAVE E DEL TAGLIAMENTO?
    IL PROGETTO
    Da un po’ di tempo alcune forze economiche, espressione dei forti centri industriali del Veneto, stanno
    nuovamente cercando di prolungare l’autostrada A27 verso nord, proponendo una bretella di collegamento
    con l’autostrada A23 diretta a Tarvisio; i lavori dovrebbero unire Longarone con Tolmezzo ed è previsto il
    traforo del massiccio dolomitico del Cridola sotto il passo della Mauria.
    L’opera è inserita in un protocollo di intese in materia di infrastrutture firmato dal Governo Italiano, dalle
    Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e dall’ANAS e dovrebbe venire realizzata con i meccanismi del cosiddetto
    project financing, un metodo per il quale capitali privati intervengono al finanziamento dell’opera traendone
    successivamente profitto con gli introiti dei pedaggi.
    L’ANAS ha realizzato uno studio di fattibilità secondo il quale la grande infrastruttura si svilupperebbe con un
    tracciato di 85 chilometri diviso in tre tronchi (Pian di Vedoia - Caralte 22, 7 km; Caralte - Forni di Sopra 22,8
    km; Forni – Tolmezzo 39,5 km; vari viadotti tra cui quelli di Val Talagona, davanti agli Spalti di Toro, Val di Giaf
    e Suola lunghi circa 300m, due svincoli previsti per il Cadore, Caralte e Lorenzago, tre per la Carnia, Forni,
    Socchieve e Cavazzo) e verrebbe a costare poco più di 3 miliardi di euro (6.000 miliardi di lire).
    Per essere economicamente sostenibile dovrebbe sopportare un flusso di traffico di 32.000/38.000 veicoli al
    giorno (tra gli 11 e i 14 milioni di passaggi all’anno; uno ogni due secondi e sette decimi per 24 ore al giorno
    per 365 giorni all’anno).
    I BENEFICI PROSPETTATI
    L’opera, a detta di chi la propone, rappresenterebbe:
    - una chiave per il rilancio del turismo in Cadore ed in Carnia;
    - una soluzione alle lunghe code che si formano sulla strada statale di Alemagna in certi periodi dell’anno:
    - un supporto indispensabile all’industria locale, che godrebbe di un collegamento con mercati che
    attualmente sono in grande espansione, ed all’industria friulana, i cui rappresentanti premono affinché
    l’opera venga al più presto realizzata.
    IN REALTA’
    La Carnia ed il Cadore diventerebbero un corridoio di attraversamento di migliaia di mezzi per il trasporto
    delle merci che dall’est Europa transiterebbero di qui per andare verso la pianura veneta e viceversa, con una
    moltiplicazione del traffico di transito anche nelle valli vicine del Comelico, della Valle del Boite, di Cortina,
    Dobbiaco e della Pusteria.
    Si riverserebbero nelle nostre valli tonnellate di emissioni nocive (CO, CO2 oltre alle micidiali polveri sottili),
    aggravate dal fatto che nelle valli strette l’aria inquinata ristagna e i rumori rimbombano.
    Ogni ipotesi di sviluppo turistico basato sui pregi ambientali, sulle specificità culturali delle valli del Cadore e
    del Tagliamento sarebbero sepolte per sempre.
    E’ un’idea di sviluppo superata che impoverisce il territorio e espropria la gente della terra, dell’aria e
    dell’acqua anziché conservare questi beni preziosi e valorizzare attraverso questi le nostre terre confinanti.
    3
    ripescare ad ogni occasione le proposte di prolungamento autostradale
    Ha già ottenuto il risultato certo ed immediato di distogliere attenzione e risorse dalla soluzione dei problemi
    della viabilità interna dei nostri paesi e di dividere la gente che non trova la coesione e l’unità necessaria per
    chiedere la realizzazione di opere pubbliche da lungo attese.
    Risulta inoltre in aperto contrasto con i protocolli internazionali che incentivano il trasporto su rotaia e con
    scelte di sviluppo sostenibile diverse, cui dovremmo tendere, imposte dalle limitate risorse energetiche,
    dall’effetto serra e dai cambiamenti climatici in atto.
    Qualora iniziassero i lavori per almeno 15 anni le vallate del Piave e del Tagliamento si tramuterebbero in un
    unico grande cantiere con conseguente paralisi della viabilità ordinaria.
    Uno svincolo a Caralte avrebbe soltanto l’effetto di spostare un po’ più a nord le code che nei momenti di
    punta intaserebbero l’intera Valle del Boite fino a Cortina, e il Cadore centrale fino ad Auronzo, con la
    necessità di aprire continui cantieri e varianti.
    IN SINTESI L’AUTOSTRADA
    NON HA COPERTURA ECONOMICA CERTA, CON IL RISCHIO SIANO POI LE REGIONI /
    I CONTRIBUENTI AD ACCOLLARSI LA COPERTURA DI EVENTUALI VORAGINI, A TOTALE VANTAGGIO DELLE
    BANCHE CHE GARANTISCONO GLI INVESTIMENTI INIZIALI.
    NON SERVE AL TURISMO E NEMMENO ALLA NOSTRA PICCOLA INDUSTRIA ; SCORAGGIA ANZI, CON I SUOI
    38000 PASSAGGI QUOTIDIANI, I TURISTI ALLA RICERCA DI LUOGHI DIVERSI DA QUELLI CHE SOLITAMENTE
    ABITANO.
    NON RISOLVE I PROBLEMI DI TRAFFICO LEGATI ALLA CRESCITA CAOTICA E SCONSIDERATA DEL NORD-EST.
    E’ UNA MIOPE SCORCIATOIA ADOTTATA DALLE RISPETTIVE PROVINCIE E REGIONI PER NON AFFRONTARE I
    VERI PROBLEMI DEL CADORE E DELLA CARNIA ; UNA SCELTA IRREVERSIBILE CHE CONDIZIONERA’
    PESANTEMENTE LE GENERAZIONI FUTURE.
    CHIEDIAMO CHE I PUNTI NERI DELLA VIABILITA’ SIANO RISOLTI LOCALMENTE CON IL MIGLIORAMENTO DELLA
    RETE VIARIA ATTUALE E CON LA REALIZZAZIONE DI ALCUNE CIRCONVALLAZIONI DEI CENTRI ABITATI (IN
    PARTICOLARE QUELLA DI LONGARONE, VERO COLLO DI BOTTIGLIA), OLTRE CHE PUNTANDO SU INNOVATIVI
    COLLEGAMENTI FERROVIARI.
    CHIEDIAMO AI NOSTRI AMMINISTRATORI DI PROMUOVERE UN PROJECT-FINANCING TRA CAPITALE PRIVATO
    E SPESA PUBBLICA IMPIEGANDO QUEI 3 MRD DI EURO NELLE INDUSTRIE E NELL’ARTIGIANATO INNOVATIVO,
    NEI SERVIZI ALLE PERSONE, NELLA RIQUALIFICAZIONE DEL TERRITORIO, NEI COLLEGAMENTI TELEMATICI; PER
    SPERIMENTARE NUOVE TECNOLOGIE SU ROTAIA ED ATTRAVERSO QUESTE CERCARE UN EVENTUALE
    COLLEGAMENTO CON LA CARNIA E LA PUSTERIA, ALLO SCOPO DI VALORIZZARE IN MANIERA RIPETTOSA IL
    PATRIMONIO NATURALE DELLE VALLATE, PRESERVARLO E TRASMETTERLO INTEGRO ALLE FUTURE
    GENERAZIONI, FACENDOLO DIVENIRE VERA RAGIONE DI BENESSERE E VEICOLO TRAINANTE PER LA QUALITA’
    DELLE RELAZIONI, DELLA SALUTE, DEL REDDITO.
    CHIEDIAMO L’IMPEGNO DI TUTTI PER SALVAGUARDARE IL NOSTRO TERRITORIO E RILANCIARE IN MODO
    INTELLIGENTE LA SUA ECONOMIA.
    www.peraltrestrade.it peraltrestrade@libero.it

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