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Discussione: Federalismo Demaniale: montagne venete in vendita....???

  1. #1
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    Predefinito Federalismo Demaniale: montagne venete in vendita....???

    Solo una cosa: che schifo.....


    Federalismo Demaniale: 4 cime delle Dolomiti a 11mila euro e il Monte Cristallo "vale" appena 259mila euro.

    Stime minuscole in denaro per vette giganti dal valore naturalistico inestimabile. Le Dolomiti sono un patrimonio dell’umanità protetto dall’Unesco ma nei calcoli del Demanio il gruppo di vette Croda del Becco, Col Rosà, Lavinores e Croda d’Antruiles (all’interno del Parco d’Ampezzo) valgono tutte assieme appena 11.929 euro ovvero quanto un’automobile senza molte pretese. Una valutazione che soprende soprattutto se si considera che un appartamento medio nella vicinissima Cortina d’Ampezzo, meta storica dei vip della montagna, vale 25 volte tanto. Vi avevamo parlato, infatti, a fine giugno della lista provvisoria di beni che potranno essere ceduti agli Enti locali.


    La valutazione del monte Cristallo, secondo lo Stato, è di 259 mila euro; per le cime Tofane e Rocchette il calcolo è di 175 mila euro, per il Faloria con il Sorapiss 22 mila euro. “Ci interessa solo che ritornino ai legittimi proprietari. Noi le montagne non dobbiamo pagarle, ci verranno attribuite a titolo gratuito e di certo, una volta nostre, non le venderemo” ha detto al Corriere il sindaco di Cortina Andrea Franceschi, rivendicando la capacità del Comune di tutelare il territorio.


    Amareggiato invece il direttore dell’Istituto culturale ladino delle Dolomiti, Ernesto Majoni: “La cosa mi colpisce profondamente, capisco che il demanio abbia i suoi metodi per calcolare i valori, ma la cosa ha del grottesco. Questi monti sono patrimonio dell’Unesco, i valori delle nostre montagne non sono misurabili in termini di ambiente, storia, patrimonio culturale, fruibilità turistica. Mettere in mano ai Comuni la possibilità di disporre di questi beni mi preoccupa. Se qualche Comune ha bisogno di far cassa utilizzandoli, magari troverebbe anche chi li compra. Mi auguro che la vigilanza sia attenta”.


    Dolomiti, il Monte Cristallo "vale" appena 259mila euro

    Venezia - AAA, vendesi Monte Cristallo, gioiello delle Dolomiti, 3.221 metri d’altezza, veduta panoramica su Cortina d’Ampezzo. Prezzo da saldo, a partire da 259.459 euro. Telefonare in municipio non appena il parlamento avrà formalizzato il trasferimento dei beni demaniali ai comuni e alle regioni.

    Tu chiamalo, se vuoi, federalismo demaniale, roba da fare invidia alle più quotate agenzie immobiliari, quelle che riescono a piazzare una casa a schiera a prezzi da urlo. E che sognano di mettersi in affari proprio con i Comuni, magari per fare loro proposte indecenti, approfittando delle voragini dei bilanci pubblici. Vuoi vedere che non si riesce a trovare una star di Hollywood a cui piazzare una delle tante cime delle Dolomiti? E se il Cristallo dovesse essere ritenuto troppo caro, basta sfogliare il dettagliato e corposo catalogo messo in rete dall’agenzia del demanio e proporre, in alternativa, le Tofane a 175.707 euro. Se poi la star volesse fare cappotto e acquistare l’arenile degli Alberoni, al Lido di Venezia, con poco meno di un milione e mezzo di euro potrebbe ospitare amici e colleghi in grande stile a settembre, quando infuria la Mostra del cinema.

    Si fa per scherzare, ma neanche tanto. Da mesi è online il listino, pardon l’elenco dei beni demaniali che, grazie al federalismo fiscale, dovrebbero presto passare dallo Stato a Comuni e Regioni. Il fatto che, accanto alla descrizione e alla localizzazione dei beni in questione, ci sia anche la valorizzazione in euro sta dando la stura a interpretazioni varie. Per dirne un’altra, sempre riferita al Veneto, se il Comune di Verona, guidato dal leghista, e quindi iper-federalista, Flavio Tosi, si trovasse in difficoltà finanziarie, potrebbe decidere di vendere il bene che è valutato al prezzo più alto in tutta la regione, vale a dire l’Educandato agli Angeli, fondato nel 1812 da Napoleone Bonaparte in pieno centro storico della città scaligera, che oggi ospita scuola, collegio e parco secolare: per portarselo via bisognerebbe firmare un assegno di quasi 13 milioni di euro.

    L’elenco è lungo, lunghissimo. Restando in Veneto, una regione che aspetta il federalismo come l’oro, i beni in fase di trasferimento sono circa 1.800, per un valore complessivo, tra terreni e fabbricati, di oltre 364 milioni di euro. Prezzo base, come si usa dire. Basta poi lasciare fare al mercato per moltiplicare almeno per 100 (perché non può essere che il Cristallo valga 259mila miseri euro) e per iniziare a scrivere un capitolo nuovo e glorioso della contabilità pubblica.
    Fate questo ragionamento a Luca Zaia, il governatore che ha fatto del federalismo il suo manifesto elettorale, e vi troverete un metaforico schiaffone stampato in viso. «Con il federalismo demaniale - ha sempre detto - i beni pubblici tornano semplicemente ai legittimi proprietari. Per capirci, le spiagge del Veneto tornano ai veneti, le Dolomiti del Veneto tornano ai veneti e così via».
    E se i veneti dovessero vendere i gioielli ritrovarti di famiglia? «Nessuno si sogna neanche lontanamente di vendere arenili o cime dolomitiche, che restano un nostro patrimonio che vogliamo valorizzare al meglio e che mettiamo a disposizione di tutti. Chi paventa vendite, ad esempio, delle Tofane a russi o cinesi dice solo sciocchezze. Forse venderemo qualche vecchia caserma dismessa, anche per evitare che possa diventare alloggio improprio per clandestini. Ma i beni, quelli veri, sono e rimarranno dei veneti».

  2. #2
    Moderator L'avatar di deryls82
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    storia da brivido! sai che bello farsi una passeggiata su un sentiero di montagna ed a un certo punto trovi un recinto con scritto "propietà privata divieto d'accesso" siamo prpio alla frutta.....

  3. #3
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    Io spero sempre nel buon senso della gente, delle istituzioni e di chi ci governa.... ok, prepariamoci ad aree recintate con divieto di accesso...

    Scherzi a parte la faccenda è davvero seria solo che è presto per trarre delle conclusioni, bisogna vedere come si evolverà la cosa anche se temo sarà "all'italiana" purtroppo.

  4. #4
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    Assolutamente contrario all'idea che le montagne possano essere vendute; il problema ha profonde radici storiche che risalgono all'Impero Austrungarico.
    All'epoca Anpezo godeva di facilitazioni fiscali oltre a tanti altri privilegi risalenti a quando aveva contrattato il suo passaggio dalla repubblica di Venezia all'Austria ( ad esempio gli abitanti di Cortina non potevano essere chiamati alle armi se non per difendere Cortina) .
    Fatto stà che un bel giorno, dopo circa 300 anni, l'Imperatore si mette in testa di far cessare una parte di questi benefici; tra le tante cose impone a tutte le città e paesi dell'Impero di dichiarare quali fossero le loro proprietà; su quelle avrebbero pagato le tasse. Tutte le proprietà non dichiarate come proprie sarebbero passate all'Impero. Gli Ampezzani a quel punto cos'hanno pensato di fare ? Non hanno dichiarato come loro proprietà le montagne.. perchè mai avrebbero dovuto pagare tasse su un qualcosa che nessuno avrebbe mai potuto spostare e che comunque non produceva reddito? Di conseguenza le montagne insite nel territorio comunale di Anpezo vennero dichiarate proprietà dell'Impero. Scoppia la prima guerra mondiale, gli Austrungarici la perdono e l'Italia conquista con le armi il territorio all'interno dei confini naturali. Le proprietà dell'Impero passano alla Stato Italiano, al pari di edifici e costruzioni pubbliche, e cosi arriviamo ai giorni nostri dove le montagne di Cortina ( solo quelle) possono essere vendute.
    Visto che il tutto dipende da una precisa scelta degli Anpezzani fatta due secoli fa il Comune di Cortina dovrebbe semplicemente ricomprarsele... i mezzi di certo non gli mancano.
    Possono far finta di dover pagare oggi le tasse che non hanno voluto pagare all'Impero per oltre un secolo.
    Un vecchio proverbio recita " chi è causa del suo mal pianga se stesso"

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