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Discussione: Perché si continua ancora a costruire edilizia residenziale?

  1. #1
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    Angry Perché si continua ancora a costruire edilizia residenziale?

    Mi chiedevo, che benefici possono avere le comunità del Cadore a perorare con questo scempio!
    Ormai dovunque si vedono cartelli di immobili in vendita e nonostante questo si continano a vedere nuovi cantieri.
    Quest’anno le poche strutture ricettive turistiche hanno subito un forte calo delle presenze. Segnale questo che si investe poco per attirare turismo in queste terre.
    Le bellezza paesaggistica del Cadore, non ha niente a che invidiare all’Alto Adige, ...anzi...., eppure zone geograficamente così vicine hanno orientamenti completamente diversi nella gestione del territorio, molto più oculata per i vicini altoatesini, che strizzano l'occhio al turismo .
    Con la crisi immobiliare iniziata nel 2007 molte famiglie non hanno soldi per acquistare la prima casa , figuriamoci se hanno le capacità economiche per acquistare la seconda, …………. e allora perche si continua a costruire?

  2. #2
    Senior Member L'avatar di Enrico Tabacchi
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    bella domanda, eccome cavoli...
    credo sarebbe meglio puntare a migliorare gli alberghi che costruire nuove case..
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    www.enricotabacchi.it

  3. #3
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    Verissimo!!! eppoi ci sono degli obrobri in giro scandalosi. E' cosi perchè non guadiamo al futuro e siamo fermi nel passato,dove si costruiva e subito si vendeva. L'assurdita' è che i comuni lascino costruire!

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Enrico Tabacchi Visualizza Messaggio
    bella domanda, eccome cavoli...
    credo sarebbe meglio puntare a migliorare gli alberghi che costruire nuove case..

    Sono pienamente d’accordo sul fatto che sarebbe meglio migliorare o costruire (aggiungo io) gli alberghi, ma prima si dovrà trovare il modo di far vivere i paesi del Cadore 365 giorni l’anno e non solo un po’ nei periodi estivi!

    Nessun imprenditore investirebbe alcun’chè in strutture ricettive senza avere la sicurezza di un ritorno economico a queste legate, e adesso come adesso chi sarebbe quel pazzo! Purtroppo il patrimonio dell’UNESCO non basta certo.

    E’ evidente che si dovrebbe favorire il dibattito trà enti pubblici e privati e dare qualche agevolazione a chi seriamente presenti qualche buon progetto.

    In questo caso gli enti pubblici locali giocano un ruolo molto importante, devono unire le forze e studiare piani congiunti, senza entrare nel merito di chi ne trarrà più o meno vantaggi!
    I migliramenti saranno per tutti!
    La conformazione geografica del territorio, non consente tra comuni vicini di applicare politiche che entrino in conflitto o in concorrenza con gli altri, pertanto tanto vale essere tutti uniti.

    Va comunque tenuto conto che per favorire l’interesse per il Cadore da parte dei turisti, è necessario da prima intervenire a livello di infrastrutture, per agevolare l’accessibilità, quindi migliore viabilità,(in particolare miglioramento della SS51, anche quest’anno, si formavano lunghi incolonnamenti da Longarone fino a Tai, segno evidente che qualcosa non và) e ampliamento zone parcheggio ma questo forse non tutti lo vorrebbero, oltre a saper sfruttare tutte le peculiarità del territorio, che siano naturalistiche in primis, storiche e culturali, gastronomiche, e sportive.
    E nel Cadore non mancherebbero certo le opportunità.

    Un turista tipo che viene in Cadore, vorrebbe avere un ampio ventaglio di possibilità e non vorrebbe certo farsi tanti chilometri per poter praticare alcune attività come:
    Sci e snowboard, fondo, equitazione, arrampicata sportiva, down hill, parco avventura, parapendio, quad, noleggio bike e chi più ne ha più ne metta. Ma se si esclude l’attività di alpinismo ed escursionismo da fare in proprio, purtroppo, sarà costretto a montare in macchina e consumare benzina per andare in tutt’altre zone.

    Non si può puntare solo sulle bellezze naturali, altrimenti non si và proprio da nessuna parte. I turisti spendono, quindi sono esigenti.

    Và da se che tutto questo farebbe da volano ad altre attività commerciali che per indotto trarrebbero indubbi benefici da una presenza non stanziale e disposta a spendere. Tutto comunque dipende dalla volonta e dall’impegno che i nostri amministratori sapranno esprimere d’ora innanzi, con la speranza che non abbiano deciso all’unanimità di far fuggire anche gli ultimi rimasti!

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