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Discussione: Discussione "Riflessioni sul Cadore e la sua gente"

  1. #31
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    Question

    Tema difficile....credo che ognuno dei messaggi postati contenga una verità o una faccia della verità, quella più sentita da ognuno degli scriventi.
    solo una chiosa: a mio parere le istituzioni sono solo sovrastrutture, non sono qualcosa di altro dalla società, quindi se sono deboli dipende da chi le ha scelte e volute.
    Detto questo, è triste notare come ancora in Cadore si viva in un regime "feudale" e di nepotismo: il valore delle persone viene valutato in base al cognome che portano e le cose incedono sempre col favore dell'amico del parente. Non si amano gli stranieri, che tali non sono solo quelli di pelle diversa, ma anche quelli nati nel paese limitrofo o nella provincia confinante; non c'è solidarietà, non c'è unione, si vuole tutto, ma non si è disposti a nulla.
    Lo dico con la tristezza nel cuore perchè non mi piace tornare tra i monti ove sono nata e vedere strade vuote, luci spente, lamentele, mugugni, malcontenti e nessuna iniziativa, nessun entusiasmo diverso dal "colonel", dall' "ombra", dal bar.

  2. #32

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    Ho letto lo scritto di Igor, lo trovo amaro e per molti versi condivisibile. Ho avuto modo di parlare con una persona che in Cadore ci vive, studiando ogni giorno la storia, anche recente, alla ricerca dei motivi che hanno spinto e spingono altrove tanti giovani.

    Mi parlava di uno studio fatto dall'Università di Padova con specifico riferimento a San Vito. Cerco di recuperarlo e lo posto.

  3. #33
    Junior Member
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    Ritrovo questa discussione, che avevo notato all'epoca...ma alla quale non ero intervenuta. Io, personalmente, mi ritrovo perfettamente in quello che scriveva Igor. A volte mi viene detto: "che bello, beata te che vivi lì!" ...io vorrei rispondere:" provate a vivere qui 365 giorni all'anno, poi ne riparliamo...perché a un certo punto uno se ne frega dei bei paesaggi, se il paesaggio relazionale ed emotivo rasenta la desolazione..." Gli orizzonti mentali sono alquanto ristretti e per questo occorrono molte risorse mentali per "spaziare" e non lasciarsi schiacciare dalla routine e dalla monotonia quotidiana...naturalmente è un discorso che vale ovunque, ma il problema di questo tipo di contesto è che le alternative sono limitate...penso ai giovani: si comportano quasi tutti allo stesso modo: stesso modo di parlare, di camminare, di bestemmiare...sempre parcheggiati davanti al banco del bar a bere...(e se non bevi sei uno sfigato)...e se non vuoi sottostare alle regole di questo modo di essere rischi di isolarti e di vivere una vita da disadattato.
    Qui vedo tanta meschinità, chiusura...paura di aprirsi, di essere giudicati, appiattimento esistenziale...alcune persone sono rozze, becere, volgari, ignoranti...molti si salvano e ci sono anche belle persone...molti giovani sono aperti mentalmente, molto più di com'eravamo noi alla loro età, magari hanno studiato fuori e sono tornati portando una ventata di fresco e di novità, e questo mi fa ben sperare! Anche internet ha sicuramente contribuito a questo processo... Io ho vissuto in passato realtà e momenti davvero tristi, di grande chiusura e aridità emotiva intorno a me, in cui la mia sensibilità è stata calpestata più volte...
    Inoltre per me, che sono una mamma single e ho studiato e vissuto tanti anni fuori, è ancora più difficile...
    In certi periodi provo davvero un senso di allergia nei confronti di questo luogo...non nei confronti del posto, della natura...che amo...ma nei confronti della gente che qui vive e della mentalità...
    A volte rimpiango la città...dove cammini per strada e nessuno ti conosce...quel senso di anonimità...dove frequenti i tuoi amici, le persone che conosci e per il resto ognuno si fa gli affari suoi...qui tutti conoscono tutti...il pettegolezzo è una modalità normale di comunicazione..."hai sentito? hai saputo?"... non lo sopporto.
    Capisco che sia bello venire qui in vacanza, ma vivere qui tutto l'anno è un'altra cosa.
    Poi vedo molti giovani che si danno da fare...ci sono tante nuove iniziative...sport, teatro, arte, ecc....e questo è positivo...
    altrimenti si finisce sempre sui "canèderli" e sui gruppi folcloristici (con tutto il rispetto)
    A volte vorrei andarmene...ma poi mi dico: se non riesco a stare bene e ad essere felice qui, perché dovrei riuscirci altrove? E così cerco di trovare i lati positivi del vivere in questo posto ("ogni pane ha la sua crosta"...e credo che in una grande città non potrei mai vivere)...cerco di investire le mie energie dando un mio contributo positivo, critico e di stimolo...magari piccolissimo...

  4. #34
    Administrator L'avatar di ecko
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    Cadore e Milano
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    Cara Valeria, innanzi tutto benvenuta sul forum e grazie della tua testimonianza, che in parte condivido anch'io.
    Spero continuerai a scrivere qui e dare il tuo contributo, abbiamo bisogno di persone positive e mentalmente aperte!

  5. #35
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    Grazie per il benvenuto, ecko

  6. #36
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    Ma super...va bene tutto quello che hai scritto lo condivido ma allora chi hà i mezzi (mediatici,statali ecc) e il potere potenziale per poter cambiare (o almeno provarci) ,a creare ecc gli eletti stessi che il cittadino hà votato se non sono loro stessi che rappresentano il popolo a dare dei segnali concreti al cittadino chi lo deve fare? il parroco? il macellaio? l'operaio?

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