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Discussione: Portale Regione: vetrina per i comuni (?)

  1. #1
    Administrator L'avatar di ecko
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    Exclamation Portale Regione: vetrina per i comuni (?)

    Oggi sul Corriere delle Alpi c'era questo articolo...



    Incuriosito lo leggo e poi vado a vedere di cosa si tratta digitando l'unico indirizzo web presente, ovvero http://uce.regione.veneto.it/falcadechannel
    1° perplessità: questo dovrebbe essere uno strumento facilmente accessibile a tutti, per la promozione turistica, ecc. L'indirizzo web è complicatissimo e impossibile da ricordare.

    Ma andiamo avanti...

    Si apre una pagina con una lunga raccolta video.
    2° perplessità: questa cosa non ha nulla a che fare con un "portale". E' una semplicissima pagina html con una lista di video tra l'altro disordinati, perchè è scomodissimo dover scorrere l'intera pagina per vederli tutti.

    Ne guardo alcuni. Ad esempio quello intitolato "fal 01-08-10 facebook e youtube"
    3° perplessità: i video non sono certo lo strumento adatto per diffondere queste informazioni, in quanto non possono contenere link diretti, né testo copiabile/incollabile. Inoltre i video in questione non sono "condivisibili" su forum e social network.

    Ma ora inizia il "bello"...

    Seguo comunque le istruzioni del video e leggo: "Digita Minimamedia nel sito Vimeo (piattaforma video simile a youtube) e troverai molte nostre clip da scaricare".
    Ok, ci provo! Vado su Vimeo, cerco Minimamedia ...e indovinate un po'?! Trovo la bellezza di 3 (tre!) video.
    4° perplessità: mi aspettavo MOLTI video da scaricare.
    5° perplessità: i video sono stati caricati 5 mesi fa e hanno totalizzato 15 (quindici!!!) visioni. Tutti 3 insieme. Uguale: zero visibilità.

    Ma andiamo avanti...

    Provo allora ad andare sulla pagina Facebook (sempre come indicatomi nel video citato qui sopra) e cerco FalcadeChannel.
    6° perplessità: c'è un errore! Hanno aperto l'account personale di FalcadeChannel, mentre avrebbero dovuto aprire la pagina. Gli account su Facebook, per regolamento, dovrebbero essere solo per persone fisiche.

    Guardo i contenuti inseriti e trovo pochissimo/niente di Falcade, anzi, l'ultima cosa inserita è un link a un sito commerciale (ovvero Minimamedia, l'azienda
    che produce i video).
    7° perplessità: come ha scritto sulla stessa pagina un altro utente: "PENSAVO FOSSE UNA PAGINA CULTURALE......MOLTO MOLTO DELUSA !!!"
    8° perplessità: i riferimenti e il link all'azienda ci sono anche nella descrizione dell'account, che a questo punto, non ha praticamente nulla a che fare con la promozione turistica di Falcade.
    (l'account di Lorenzago Channel è pressochè identico)

    A questo punto mi pongo una domanda: mettiamo che la pagina di video possa essere utile e interessante per qualche visitatore... come ci arriva quel visitatore alla pagina in questione?
    Allora penso, essendo all'interno del portale della Regione Veneto, ci si arriverà dalla home del portale: http://www.regione.veneto.it/
    E invece no! Ho cercato senza trovare nulla. Anche utilizzando il campo di ricerca in alto a destra, come risultati ci sono link esterni al sito e che comunque non portano a destinazione.
    9° perplessità: che utilità ha una "vetrina per i comuni" che è quasi impossibile da trovare?

    Tutto ciò, nell'articolo viene definita "UNA GRANDE OPPORTUNITA' A DISPOSIZIONE DI QUANTI OPERANO NEL TURISMO PER FORNIRE NUOVI SERVIZI AI LORO CLIENTI".

    E il tutto, costa 500 euro al Comune, per l'acquisto dell'apparecchiatura necessaria per il caricamento dei video.
    Su youtube è gratis (e tra l'altro, si ha molta più visibilità).

    E' così, che vogliamo rilanciare il turismo?!

    Mi dispiace per la mia "brutalità", ma passatemi il termine per una volta...
    questa "vetrina per i comuni" è SPAZZATURA.
    E sinceramente è frustrante veder buttar via soldi e risorse in progetti del genere quando noi qui con NuovoCadore.it ci si fa il mazzo, anche a gratis!
    NuovoCadore staff
    > matteogracis.it

  2. #2
    Junior Member L'avatar di Federico
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    Gli strumenti internet che la regione dà ai comuni sono alquanto obsoleti. Un esempio è il progetto myportal che a quanto pare, oltre ad avere una grafica alquanto triste, non è nemmeno poi tanto facile da gestire, sentendo parlare chi dovrebbe aggiornare le pagine. Sono i soliti lavoretti fatti alla c...o di c..e, perchè qualcuno ha trovato dei fondi e qualcun'altro se li deve mangiare. Meglio 100 volte una pagina gestita da persone motivate fatta esclusivamente con strumenti gratis, piuttosto che stè prese in giro.
    SEMPRE AVANTI

  3. #3
    Senior Member L'avatar di Enrico Tabacchi
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    dio mio dio mio dio mio...

    troppi pensieri, meglio non dire niente e prenderne atto...

    dico solo che è incredibile, al posto che darci un pò più di aiuto aprono questi siti potenzialmente inutili.
    NuovoCadore Staff
    www.enricotabacchi.it

  4. #4

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    che razza di pagliacciate!

  5. #5
    Member L'avatar di NONO DE PAE
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    veramente spazzatura, incuriosito sono andato a cercare: inutilmente. Quanto tempo perso.

  6. #6
    Administrator L'avatar di ecko
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    A proposito di regione Veneto e di web, ecco l'ennesima figuraccia.
    Questa gente andrebbe mandata a casa in quanto palesemente incompetente! E invece no, teniamocela stretta e avanti così.

    Turismo, un flop il sito regionaleStracciati da Friuli e Trentino Alto Adige
    Prima regione italiana ma nessuno clicca sul portale


    VENEZIA «Il web e la Rete si confermano gli strumenti più seguiti per orientarsi nelle scelte della vacanza, delle località e delle strutture ricettive, anzi, le percentuali ne indicano un costante aumento del ricorso. Il mercato indica indiscutibilmente che la maggioranza dei turisti che vengono in Veneto consultano internet per informarsi, conoscere e vedere le offerte delle diverse località turistiche. Una percentuale sempre più rilevante (circa il 40%) sceglie internet anche per la prenotazione e il pagamento delle vacanze». Tutto giusto, una sacrosanta verità, quella messa nero su bianco dalla Regione nel suo Piano turistico, venti pagine che delineano la «strategia d’attacco » che permette al Veneto di resistere in vetta alla classifica delle Regioni predilette da chi va in ferie.


    Che il web sia imprescindibile nell’industria della cultura e della natura (quella su cui dicono di voler puntare forte sia il premier Matteo Renzi che il governatore Luca Zaia) lo dimostra anche un recente studio del Politecnico di Milano sul turismo digitale: le transazioni online registrano in Italia un aumento del 10% e valgono ormai 9 miliardi di euro; un viaggio su cinque viene acquistato in Rete e cresce in modo esponenziale il settore «mobile », tanto che già oggi il 5% della spesa digitale nel settore (340 milioni di euro) viene fatta attraverso uno smartphone, con un più 40% rispetto al 2013. Ce n’è quanto basta per rimanere sconsolati di fronte ai dati registrati negli ultimi 6 mesi (dicembre escluso) dal s i to , il sito ufficiale allestito dalla Regione per promuovere le bellezze di questa terra. Dove il «.to», com’è noto, sta per Tonga, le sperdute isole del Pacifico che nel 2005 l’allora vicepresidente della Regione con delega al Turismo Luca Zaia volle come dominio per protestare contro la burocrazia e l’ente statunitense Icann che gli impedivano di registrare il sito («Ne porto integralmente la responsabilità» rivendica ancor oggi). Ad agosto, picco della stagione turistica estiva, veneto.to è stato visitato da 55 mila persone, contro le 370 mila di visittrentino.it e le 170mila di turismofvg.it. Non è andata meglio a novembre, mese in cui solitamente si inizia a ragionare sulla settimana bianca, ma in ogni caso il confronto è impietoso sempre, non ci va bene un mese che sia uno. «I nostri vicini sono stati meno fantasiosi ma più efficaci - sentenzia il consigliere regionale di Verso Nord Diego Bottacin - il sito di Tonga, testimonianza del provincialismo di Zaia, è inadeguato e confonde gli internauti già di per sé abbastanza spaesati».


    Si dirà: vabbè, ma il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia sono Regioni a statuto speciale, possono investire sul turismo dieci volte quel che investiamo noi. Verissimo ma l’esito non cambia se si prendono a parametro Regioni simili alla nostra per dimensione, popolazione e attrattiva turistica come l’Emilia Romagna o la Toscana. A novembre ci hanno superato perfino il Piemonte e la Puglia (la Puglia, a novembre) mentre possiamo tirare un sospiro di sollievo specchiandoci con la Campania: 20 mila visitatori pari, Dolomiti contro il celeberrimo comprensorio sciistico del Laceno. I soldi a disposizione dell’assessore di reparto Marino Finozzi per la promozione sono precipitati ad appena 5 milioni, e questa è un’altra verità. Ma nell’anno appena trascorso sul sito «divenuto ormai l’unico punto di riferimento di tutto quello che è il turismo veneto», sono stati comunque investiti 200 mila euro, con risultati altalenanti. E’ stata fatta la traduzione in russo, ad esempio, ma mancano ancora il cinese e l’arabo; è stata creata l’area dedicata agli operatori e implementata la sezione «Dove alloggiare» ma non esiste una app per tablet e smartphone (c’è solo quella ufficiosa del Touring Club) e la presenza è pressoché nulla sui social network (solo lo 0,68% dei visitatori approdano al sito da lì, per metà da Pinterest e per metà da Facebook). E’ più efficace, e non stiamo scherzando, la ricerca su Google della ricetta della «pasta e fasioi». Porta più gente. E poi il web non serve per aprirsi al mondo? L’86% dei visitatori arriva dal resto d’Italia. Chissà, forse in tempi di crisi nera sarebbe più utile concentrare qui quel poco che c’è. O davvero pensiamo di raggiungere i turisti del terzo millennio sponsorizzando a pioggia sagre, fiere e mercatini, mille euro cadauno?


    03 gennaio 2015 - Corriere del Veneto
    NuovoCadore staff
    > matteogracis.it

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