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Discussione: Nuovo comprensorio Cadore-Civetta

  1. #241
    Senior Member L'avatar di smara
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    In attesa di capire se la giunta poteva decidere di proporre un progetto in barba a quanto stabilito dal piano regolatore, se le affermazioni dell'assessore de lotto, sull'esatta ubicazione del progetto, siano corrette o se è lo studio di fattibilità a sbagliare, possiamo visionare altri aspetti.

    Sempre nella relazione forestale (R/04) si legge che una delle caratteristiche grazie alle quali quest'area (Pelmo-Croda da Lago) è stata riconosciuta dall'UNESCO è proprio la condizione in cui si trova, ovvero una condizione di integrità, autenticità e conservazione già sottoposta a validi strumenti di tutela. Ovviamente, tra i fattori che sono riconosciuti come una minaccia dell'integrità c'è il turismo. Ed infatti nella relazione forestale c'è scritto:
    "Possiamo aspettarci che la realizzazione di un complesso di piste e impianti da sci aumenti la fruizione turistica a discapito, però, di una conservazione dell'integrità dell'ambiente e del paesaggio che, in qualche modo, subisce delle macro modifiche che in parte vengono mitigate da adeguati interventi di ripristino ambientale".
    .... "Sulla base di tutto ciò è presumibile che non si possano fare interventi che aumentino il numero di turisti molto oltre il valore attuale". (!!!!!!!)
    Il paragrafo si chiude con queste testuali parole:

    "Qualora nel sito si siano manifestati fattori che hanno fatto venir meno l'eccezionale valore universale, nonché le condizioni di integrità e/o autenticità dello stesso, lo Stato deve darne comunicazione alla Commissione per il Patrimonio dell'Umanità che, dopo adeguata verifica dello status quo, può optare per il depennamento del sito dalla lista mondiale."

    A questo punto mi chiedo: ma i 5 governatori l'hanno letta la relazione prima di votarla? Se sì, allora perché hanno approvato lo studio di fattibilità? L'unica risposta con un filo logico è: " perché non gliene importa niente di mantenere il riconoscimento dell'UNESCO", ma allora, perché non l'hanno detto chiaramente a tutti? Temono di perdere consensi? Ma nascondere i fatti come stanno non porta alla stessa perdita di consensi? O speravano che nessuno leggesse la relazione?

  2. #242
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    Citazione Originariamente Scritto da bosk Visualizza Messaggio
    Se anche fosse che non viene riconoscuta più zona Unesco??? Quale è il problema??? non ho mai sentito che l'Unesco ti dia lavoro, quindi??? Da quando siamo unesco, è cambiato qualcosa qua? no, e continuerà a non cambiare nulla, quindi quale è il vantaggio di questo unesco? un bel niente.
    Qui puoi trovare delle risposte:

    http://www.provinz.bz.it/natur/downl...1275895659.pdf

    http://issuu.com/guidedolomiti/docs/...lomiti_unesco1

  3. #243
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    Citazione Originariamente Scritto da bosk Visualizza Messaggio
    Quindi???? non ho letto da nessuna parte che questo comporta aumenti di posti di lavoro. se c'è scritto fammi sapere dove perchè proprio non l'ho visto.
    Caro Bosk, la lettura di quei documenti, avrebbe dovuto ottenere, come risultato, la constatazione che un riconoscimento UNESCO non ha niente a che vedere con i consueti principi della merce di scambio. Diciamo che il principio della mercificazione di un bene, qui non viene applicato.

  4. #244
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    Citazione Originariamente Scritto da bosk Visualizza Messaggio
    Appunto, ti sto docendo che a molta gente, in modo particolare a me, non ce ne può fregare nulla di questo unesco dal momento che è solo un riconoscimento che non ti porta a nulla.... e se fare il conprensorio comporta quel territorio ad essere escluso dall' unesco, ben venga, chi se ne frega se in cambio si può dare lavoro a 50 persone (solo per gli addetti agli impianti) senza contare all'indotto, perchè non si tratta solo di 50 persone, ma 50 famiglie.
    Se pensi che un riconoscimento, come quello dell'UNESCO, sia importante solo in funzione dei posti di lavoro che dovrebbe dare in cambio, allora va bene così, vuol dire che siamo su due posizioni diametralmente opposte.
    I posti di lavoro, per carità sono importanti, ma non c'entrano niente con il riconoscimento. Al di là del fatto che il marchio UNESCO porta, di per sé, l'attenzione di tutto il mondo, e per questo motivo turisti da tutto il mondo saranno attratti da questi siti, l'importanza del riconoscimento ha soprattutto una valenza scientifica e culturale. Se fossi una sanvitese sarei onorata di poter essere considerata una custode di un patrimonio di tale portata!

  5. #245
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    Ma torniamo alla relazione forestale. La seconda parte, prende in esame gli aspetti ecologici, flora e fauna e, rispetto alla prima parte (quella dedicata alla normativa), cambia subito di tono e cerca in maniera, talvolta molto forzata, di salvare capra e cavoli. In sostanza si legge che questo progetto determinerà uno sconvolgimento ecologico (si parla anche di schianti ed aumento dell’erosione con gli inevitabili dissesti “anche di una certa importanza”) e che verranno intaccati habitat primari tutelati dalla Rete Natura 2000, che la fauna verrà cacciata dal proprio territorio ma che (forse) dopo ritornerà (magari incoraggiata dai turisti desiderosi di foraggiarli tra una sciata e l’altra).
    Sul finire della relazione si evidenzia quanto sia importante, per scongiurare il fenomeno dell’erosione, ripristinare il cotico erboso una volta finiti i lavori. Che in poche parole significa: prima passi la ruspa e poi risemini il prato. Che se si parlasse del giardino di casa mia potrebbe anche andar bene, solo che qui parliamo di praterie d’alta quota (particolarmente pregiate e delicate) per cui non possono essere ripristinate buttando giù qualche semino. E allora ecco che propongono un’idea grandiosa: si tolgono le zolle, una per una, si adagiano delicatamente da una parte, poi si eseguono i lavori (in fretta però, altrimenti la zolla si sciupa), quindi si riprendono le zolle, si dà una spolveratina e si ricompongono! Grandiosi! Sono così attenti agli aspetti ambientali che piuttosto che tutelare le praterie d’alta quota sono disposti a lavorare frettolosamente, a discapito della qualità degli impianti! Ecco come si riconoscono i veri ambientalisti!

    Io non me la posso prendere con chi ha scritto questa relazione, perché si capisce benissimo che ha dovuto arrampicarsi sugli specchi. Da una parte non poteva non evidenziare il pregio ecologico dell’area, però dall’altra doveva pur dire che il lavoro si poteva fare. Certo, basta non modellare troppo il terreno, spostare qualche pista e soprattutto rimettere tutto a posto una volta finiti i lavori! Io me la prendo con chi ha approvato questa relazione.

  6. #246
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    Citazione Originariamente Scritto da bosk Visualizza Messaggio
    Porterà anche turisti da tutto il mondo ( tutto da verificare) ma essendo un'area come quella delle dolomiti inmensa, anche se un piccolo angolino viene escluso non muore nessuno, però comunque, guarda caso, la maggiorparte dei turisti vanno tutti in quella della zona unesco trentina, chissà perchè??? forse perchè ci sono inpianti e piste bellissime o panorami più belli e incontaminati??? Anche chi se ne dovrà andare in cerca di lavoro altrove sarà onorato di raccontare di essere originario e ex custote di un patrimonio di tale portata.....
    Mica ti ho detto che sbagli a pensarla così rispetto al riconoscimento UNESCO, ho solo detto che io la penso diversamente. Del resto a pensare che questo riconoscimento sia solo una scocciatura siete già in sei: tu e i 5 governatori di San Vito.

  7. #247

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    Citazione Originariamente Scritto da smara Visualizza Messaggio
    Mica ti ho detto che sbagli a pensarla così rispetto al riconoscimento UNESCO, ho solo detto che io la penso diversamente. Del resto a pensare che questo riconoscimento sia solo una scocciatura siete già in sei: tu e i 5 governatori di San Vito.
    Wow!!!!!novità novità...smara tira in ballo di nuovo i"governatori" di San Vito!!!!Che innovazione che freschezza di argomenti....perfortuna che c'è qualcuno che da oltre 100 messaggi continua a parlare dell'amministrazione...ma come fai ad essere così sicura di quello che dici?Se vuoi parlare del riconoscimento Unesco parlane ..ma non nominare sempre sta amministrazione...rischi di fare brutte figure!!!

  8. #248
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    Citazione Originariamente Scritto da Heidi Visualizza Messaggio
    Wow!!!!!novità novità...smara tira in ballo di nuovo i"governatori" di San Vito!!!!Che innovazione che freschezza di argomenti....perfortuna che c'è qualcuno che da oltre 100 messaggi continua a parlare dell'amministrazione...ma come fai ad essere così sicura di quello che dici?Se vuoi parlare del riconoscimento Unesco parlane ..ma non nominare sempre sta amministrazione...rischi di fare brutte figure!!!
    Cara Heidi, sono un po' di giorni che non ti colleghi, forse non hai letto i post precedenti. Sono arrivata alla triste conclusione che ai 5 governatori sanvitesi non interessi il riconoscimento UNESCo, per il semplice motivo che LORO hanno APPROVATO una relazione in cui c'è scritto, chiaro e tondo, che con questo progetto cadono i presupposti in base ai quali è stato dato il riconoscimento.

    Ti do un consgilio, prima di rispondere, leggi quello che scrivo, perché qui le brutte figure abbondano!

  9. #249
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    Riporto di seguito un articolo uscito oggi 23 febbraio 2011, sul quotidiano TERRA:

    Cadore e il comprensorio
    Alzano la voce i cittadini e le associazioni contro il progetto di comprensorio sciistico fra il Cadore e il Civetta. Come denunciato da Terra il Comune di San Vito di Cadore e la Provincia di Belluno, competente in materia, spingono per la realizzazione
    del comprensorio. In particolare, il progetto che le amministrazioni locali auspicano
    sia realizzato, collegherebbe Geralba in località Chiappuzza (San Vito di Cadore) e Selva di Cadore. Contro il progetto ora è stato creato un portale www.pelmo-mondeval.it per mettere in condivisione tutte le voci contrarie a questo pericoloso
    attacco all’ambiente montano. I promotori scrivono nel sito web che Pelmo-Mondeval devono essere liberi da impianti di risalita e che il sito «intende raccogliere le espressioni di dissenso verso il progetto di impianti sciistici Cadore-Civetta.
    A tal fine diffonde le conoscenze culturali e paesaggistiche indispensabili per valutare il senso e le conseguenze di tale progetto sulle aree dolomitiche comprese fra il monte Pelmo, l’area di Mondeval e le zone circostanti e dà la possibilità di firmare la petizione con la quale cercare di fermare questo ipotizzato scempio». Anche il Club alpino italiano ha preso posizione contro il progetto. Il Cai chiede che la popolazione locale non concordi con l’ipotesi di creare un nuovo carosello sciistico proprio in uno dei siti Unesco, ma soprattutto in uno dei siti più importanti dal punto di vista naturalistico e alpinistico dell’intera catena alpina. Il Cai spera che questo straordinario capitale naturale non venga gettato al vento per il bene immediato di una generazione, ma che venga preservato e che possa essere utilizzato con coscienza e rispetto da tutte le future generazioni come sin qui è stato fatto da uomini responsabili e accorti.
    g.m.

  10. #250
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    Senti bosk, se non partecipi più mi dispiace, anche se me ne hai dette di tutti i colori. Però vorrei che con tutta serenità riflettessi su una cosa: io sono contraria al progetto, ho provato a portare dei contenuti e a commentare articoli apparsi sui quotidiani locali. Inevitabilmente la mia critica si riversa sulla giunta sanvitese, sono loro i PROMOTORI del progetto, con chi altri dovrei prendermela?

    P.S. Ti assicuro che se fosse stato Gheddafi me la sarei presa con lui, anche a rischio di essere bombardata!

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