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Discussione: Nuovo comprensorio Cadore-Civetta

  1. #271

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    Certo che andrò all'incontro e prenderò appunti, poi vi esporrò tutti gli argomenti trattati...Pensa smara, avevo un appuntamento domenica ma l'ho annullato, voglio sapere tutto quello che c'è da sapere sull'argomento. Egon, vedremo come andrà, comunque credo che i contrari vogliano proporre delle alternative, ovviamente non possono spendere 85mila euro per un progetto, però anche loro vogliono fare qualcosa per migliorare.
    Ultima modifica di murphy; 25-02-2011 alle 04:18 PM

  2. #272

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    Speriamo bene ... il CADORE ne ha bisogno!!!!!!!

  3. #273
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    Se avessi io la possibilità di andarci, vorrei chiedere due cose:

    1)** come si concilia l’art. 3 dello statuto delle Regole di San Vito (“ Il patrimonio collettivo delle Regole è costituito: a) da beni materiali costituiti in terre a destinazione agro-silvo-pastorale di originaria acquisizione, od acquistati anche successivamente ed aventi identica destinazione che costituiscono il cosiddetto patrimonio antico della Comunità regoliera che è inalienabile, indivisibile e inusucapibile e vincolato in perpetuo alle attività agro-silvo-pastorali e connesse. Il vincolo è annotato nel registro dei beni immobiliari”);

    2)** come si concilia il progetto con* la normativa sulle aree protette. Infatti, come si legge sul sito del ministero della'ambiente, se*nel sito interessato ricadono habitat naturali e specie prioritari (come in questo caso) l'intervento puó essere realizzato solo per esigenze connesse alla salute dell'uomo e alla sicurezza pubblica, o per esigenze di primaria importanza per l'ambiente, oppure, previo parere della Commissione Europea, per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico (DPR120/2003, art. 6, comma 10). In tutti gli altri casi (motivi interesse privato o pubblico non rilevante), si esclude l'approvazione.

  4. #274

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    Cara smara, è una cosa che ci chiediamo in tanti, infatti credo che un regoliere prima di votare dovrebbe rileggere lo statuto, perchè è una bella responsabilità. Qesto è soltanto i mio parere,che non conta nulla, ma secondo me, visto lo statuto questo progetto dovrebbe essere respinto a priori, non dovrebbe essere neanche messo ai voti. Non volio che nessuno prenda male quello che ho appena scritto, ma un comprensorio sciistico in quella zona va contro tutti i principi per cui sono state fondate le Regole.

  5. #275
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    Ma che bel forum... me lo sono letto tutto, intervento dopo intervento ed ho deciso di iscrivermi. Ne avrei molte risposte da dare però, al momento, preferisco non risollevare vecchie questioni.

    Una cosa però vorrei chiederla:
    Le regole sono a conoscenza che documentazione a loro indirizzata viene inviata a persone estrenee alle regole ed alla comunità sanvitese ?
    Sono a conoscenza che alle stesse viene anche comunicato la data di protocollo ?

    Forse sarà il caso che agli impiegati delle regole, e trattandosi di "un'amica" non può che essere l'impiegata, venga ricordato quali sono le sue mansioni.

    Ci sarà da divertirsi su questo forum :-)

  6. #276
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    Citazione Originariamente Scritto da murphy Visualizza Messaggio
    Caro egon, per una volta ti do ragione... Sono un pò troppo complicati questi 2... Oggi è uscito un bell'articolo sul Corriere delle Alpi: "Collegamento col Civetta, le Regole alla finesra" con sottotitolo "Il presidente C. Belli Codan:nessuno ci ha mai chiesto la disponibilità dei nostri terreni". Parla del fatto che domenica ci sarà una conferenza illustrativa, sarà tenuta da un legale e da un perito forestale che spiegheranno cosa comporta la costruzione delle piste in progetto. In primavera ci sarà la votazione dei Regolieri. La giornalista chiede:" Non c'è nessuna richiesta? Ma se i terreni sono dei regolieri, e il progetto è stato fatto su questi terreni e se si è già più volte sottolineato che saranno i regolieri a decidere? Di cosa si è parlato in tutti questi mesi?". Belli risponde che alle Regole non è mai pervenuta alcuna richiesta, quando arriverà l'iter sarà quello previsto per legge ossia che l'assemblea regoliera decida. Se le Regole di S. Vito diranno "si" allora si farà la stessa richiesta alle Regole di Selva e Borca, proprietari di una piccola parte del terreno. Poi verranno coinvolti i privati, proprietari del 18% . Se le Regole di S. Vito diranno "no" non si procederà oltre. L'appuntamento è alle 15 in sala polifunzionale.




    Le Regole, in via ufficiosa, erano a conoscenza del progetto ancora la scorsa estate.
    Chiedere il parere ufficiale sulla loro disponibilità, in assenza di un progetto che chiarisse i termini dell'iniziativa, l'ubicazione degli impianti, l'estensione e la proprietà dei terreni interessati, sarebbe stata un'inutile perdita di tempo.
    Bene ha fatto l'amministrazione a presentare un progetto di massima, sufficentemente dettagliato, prima di chiedere la disponibilità o meno delle Regole; in caso contrario qualsiasi richiesta che fosse stata formulata non avrebbe permesso loro di esprimere alcun parere, favorevole o meno, per manifesta carenza di informazioni.

  7. #277
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    Citazione Originariamente Scritto da sten Visualizza Messaggio
    Ma che bel forum... me lo sono letto tutto, intervento dopo intervento ed ho deciso di iscrivermi. Ne avrei molte risposte da dare però, al momento, preferisco non risollevare vecchie questioni.

    Una cosa però vorrei chiederla:
    Le regole sono a conoscenza che documentazione a loro indirizzata viene inviata a persone estrenee alle regole ed alla comunità sanvitese ?
    Sono a conoscenza che alle stesse viene anche comunicato la data di protocollo ?

    Forse sarà il caso che agli impiegati delle regole, e trattandosi di "un'amica" non può che essere l'impiegata, venga ricordato quali sono le sue mansioni.

    Ci sarà da divertirsi su questo forum :-)
    Ciao Sten, se ti riferisci al modo in cui ho avuto io le relazioni che non erano state pubblicate sul sito, puoi stare tranquillo, gli impiegati delle Regole non sono stati coinvolti. E' stata la mia amica di San Vito (che non è regoliera) a farsi dare una copia delle relazioni da un regoliere.

  8. #278
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    [QUOTE=smara;4130]Se avessi io la possibilità di andarci, vorrei chiedere due cose:

    1)** come si concilia l’art. 3 dello statuto delle Regole di San Vito (“ Il patrimonio collettivo delle Regole è costituito: a) da beni materiali costituiti in terre a destinazione agro-silvo-pastorale di originaria acquisizione, od acquistati anche successivamente ed aventi identica destinazione che costituiscono il cosiddetto patrimonio antico della Comunità regoliera che è inalienabile, indivisibile e inusucapibile e vincolato in perpetuo alle attività agro-silvo-pastorali e connesse. Il vincolo è annotato nel registro dei beni immobiliari”);
    Forse basta leggere il succcessivo art. 4
    Art. 4 (cambi di destinazione e usi diversi)
    Il cambio di destinazione e gli usi diversi anche temporanei del patrimonio antico vincolato sono
    regolati dalla legge.
    L’assemblea generale della Regola Generale o Granda può consentire che, a modeste entità dei beni
    agro-silvo-pastorali vincolati, sia data diversa destinazione, valutato caso per caso in base a motivate
    esigenze sociali o economiche delle famiglie regoliere o della popolazione, a condizione che non venga
    ostacolata la buona conduzione del fondo e che venga compensato con l’imposizione del vincolo su
    altri beni di pari consistenza affinché i diritti regolieri non abbiano restrizioni.
    Nel caso che la diversa utilizzazione sia fatta da terzi, dovranno essere stabilite le garanzie opportune
    affichè alla scadenza del contratto i beni siano riconsegnati nel pristino stato.
    Le deliberazioni sui cambi di destinazione e gli usi diversi, e i pareri sulle scelte urbanistiche e
    ambientali previsti per legge sono di competenza dell’assemblea straordinaria valida con la
    partecipazione di un terzo dei regolieri iscritti nell’elenco e assunte con il voto favorevole di tre quarti
    dei presenti
    Ciao.

  9. #279
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    Riporto un post che Erwin Kostner ha pubblicato sul sito del comitato dei contrari al progetto. Ho trovato particolarmente interessante leggere cosa pensa un gardenese. Buona lettura.

    "Abito a Funes in Val Gardena ma ho molti cari amici di Università in Cadore e Ampezzano che vado spesso a trovare. Mi hanno parlato di questo nuovo progetto di collegamento sciistico e sono rimasto positivamente meravigliato, che finalmente qualcuno avesse il coraggio di cambiare decisamente direzione. Mi hanno anche parlato delle difficoltà che tale idea sta suscitando e sono così finito in questo indirizzo web. Devo dire sinceramente che diversi miei compaesani gardenesi, io per primo, stentavano a credere a un comitato del No Impianti (soliti Italiani – tante parole,pochi fatti! ma hanno paura che dopo si debba lavorare troppo ?!! alcuni dei commenti più discreti).
    La Val Gardena ha i comprensori sciistici più ampi delle Alpi (che vuol dire tra i più ampi del mondo), ha una vocazione prettamente turistica (l’allevamento di bestiame è sicuramente molto diffuso(immensamente più che in Cadore) – le mucche spesso pascolano nei prati che d’inverno ospitano gli sciatori- ma ovviamente poco redditizio, ed è tenuto in piedi dalle ingenti sovvenzioni provinciali di cui abbiamo la fortuna di godere). Questi comprensori che la Provincia ci ha “regalato” sono stati il punto di partenza(inizialmente avevamo solamente la stagione invernale) di un percorso turistico che , grazie alla genialità, alla professionalità, al sacrificio e al coraggio di svariate famiglie locali, unitamente ad una accorta amministrazione pubblica, ha reso la nostra Valle una delle capitali del turismo montano a livello internazionale. Attualmente molti hotel lavorano almeno 10 mesi l’anno. La società gardenese è cresciuta con il turismo, ed è cresciuta a 360 gradi : l’ospitalità e la ristorazione si sono fatte sempre più raffinate e moderne e di conseguenza sempre più professionali si sono fatti gli artigiani e i dipendenti che vi lavorano. La mole e la qualità del lavoro richiesto è sempre in aumento, anche in questi anni di crisi globale, che qui non si avverte per nulla.
    Sfido comunque chiunque a sostenere che tutta questa ricchezza sociale ed economica sia stata acquisita a discapito dell’ambiente montano (invito a vistare i nostri paesi) : il panorama urbano è curatissimo (le seconde case o i condomini sono oggetti pressochè sconosciuti), altrettanto dicasi per il panorama montano con prati e boschi puliti e ben tenuti. Il risconto comunque maggiore è dato dal sempre maggior numero di turisti in tutto l’arco dell’anno che apprezzano il nostro ambiente, nonostante gli alti prezzi richiesti.
    Alla base di questo successo vi è sicuramente un forte aiuto economico proveniente dalle casse provinciali, ma un ristorante o un hotel di fama mondiale non è un risultato che si ottiene solamente con i soldi. L’indirizzo turistico ha saputo tirare fuori l’estro e la genialità dei miei compaesani ed è senz’altro l’unica via per poter far vivere una comunità di persone nelle terre d’alta quota. Se attualmente ci fosse un’altro tipo di sostentamento a lungo termine (la speculazione edilizia per le seconde case con svendita del territorio non è considerata essendo una modalità nociva già a breve termine) l’amministrazione locale e/o provinciale l’avrebbe perseguito, dati i fondi di cui dispone.
    Gli amici cadorini mi hanno fatto notare come alcuni paesini abbiano chiuso bottega nel vero senso della parola (chiuse le scuole, l’asilo, l’ufficio postale, i negozi, la bottega alimentare appunto, anziani deambulanti ma senz’auto, costretti a farsi portare la spesa minima da parenti o conoscenti dai paesi limitrofi), mi hanno fatto notare preoccupati come il degrado e la sfiducia nel futuro si stia sempre più diffondendo, con pericolose ripercussioni sociali.
    L’ambiente montano è fatto non solo da selle, vette e forcelle, ma anche dai paesi che ne occupano le valli e dai loro abitanti, se queste comunità non hanno modo di sostenersi SI CHIUDE PURTROPPO BOTTEGA!
    Il turismo da noi ha iniziato a decollare con i caroselli sciistici, che vengono tutt’ora aumentati e perfezionati e sono benaccetti dalla gente del posto.
    Un SI netto per il collegamento CADORE – CIVETTA !
    Un saluto dalla Val Gardena.
    E.Kostner"

    pubblicato su pelmo-mondeval.it il 25 febbraio 2011

    Non entro nel merito delle varie questioni, praticamente quelle di smara, perché credo -come ormai avranno capito tutti- che i suoi interventi non riguardino tanto il progetto del nuovo comprensorio quanto l’amministrazione comunale con cui deve avere qualche dissapore…
    Ciao a tutti!

  10. #280
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    [QUOTE=egon;4139]
    Citazione Originariamente Scritto da smara Visualizza Messaggio
    Art. 4
    L’assemblea generale della Regola Generale o Granda può consentire che, a modeste entità dei beni agro-silvo-pastorali vincolati, sia data diversa destinazione, valutato caso per caso in base a motivate esigenze sociali o economiche delle famiglie regoliere o della popolazione, a condizione che non venga ostacolata la buona conduzione del fondo e che venga compensato con l’imposizione del vincolo su altri beni di pari consistenza affinché i diritti regolieri non abbiano restrizioni.
    Nel caso che la diversa utilizzazione sia fatta da terzi, dovranno essere stabilite
    le garanzie opportune alla scadenza del contratto i beni siano riconsegnati nel pristino stato. Ciao.
    Ciao Egon, anch'io avevo letto l'art. 4, a me sembra di difficile applicazione. Intanto si parla di modeste entità di proprietà, poi si parla di motivate esigenze sociali o economiche. Se queste esigenze devono essere motivate, presumo, si debbano fondare su dei dati certi: ci sono? Poi, la cessazione del fondo dovrebbe essere compensata con l'imposizione del vincolo su altri beni di pari consistenza: chi li ha? Senza contare che a termine del contratto si richiede il ripristino dei luoghi: si riescono a ripristinare ettari ed ettari di alberi abbattuti?

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