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Risultati da 651 a 660 di 938

Discussione: Nuovo comprensorio Cadore-Civetta

  1. #651
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    Basta con le discussioni,numeri,statistiche,opinioni,articoli,d ichiarazioni,valutazioni,!!!
    Basta!
    Cercate di capirlo tutti il vero e unico valore per il futuro è lasciare l'ambiente integroooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo ooooooooooooooooo!
    Questo è quello che dobbiamo lasciare ai nostri figli,nipoti: L'AMBIENTE! non comprensori,cemento,tralicci !
    BASTA! E' arrivato il momento di cambiare rotta!
    Si può fare turismo in altri modi,più redditizi per tutti e non per pochi.
    Basta con i costruttori,speculatori,cementificatori,asfaltator i!
    BASTA!
    Loro non si arrenderanno mai(ma gli conviene?).Noi neppure.

  2. #652
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    Citazione Originariamente Scritto da SuperAnima Visualizza Messaggio
    Basta con le discussioni,numeri,statistiche,opinioni,articoli,d ichiarazioni,valutazioni,!!!
    Basta!
    Cercate di capirlo tutti il vero e unico valore per il futuro è lasciare l'ambiente integroooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo ooooooooooooooooo!
    Questo è quello che dobbiamo lasciare ai nostri figli,nipoti: L'AMBIENTE! non comprensori,cemento,tralicci !
    BASTA! E' arrivato il momento di cambiare rotta!
    Si può fare turismo in altri modi,più redditizi per tutti e non per pochi.
    Basta con i costruttori,speculatori,cementificatori,asfaltator i!
    BASTA!
    Loro non si arrenderanno mai(ma gli conviene?).Noi neppure.
    Al di là del sereno e pacato ragionamento di superanima, debbo riconoscere che anch'io non amo particolarmente gli impianti a fune e preferisco decisamente il teletrasporto, come in star trek. Al momento però le alternative sono le motoslitte, l'elicottero o lo skilift a cavalli, come sull'armentarola. Tutti mezzi di trasporto decisamente improponibili per il turismo di massa. E' peraltro vero che non sta scritto da nessuna parte che orde di turisti sciatori, preferibilmente ricchi, giovani e in buona salute, come ha detto qualcuno, debbano devastare il mondeval e deturpare il pelmo; si può sempre ripiegare "nell'immersione psicofisica all'interno di un tale paesaggio culturale incontaminato" con enormi benefici per l'economia della valle e risparmi per gli albergatori che magari si sono indebitati per offrire agli ospiti immersioni.... nella iacuzzi.

  3. #653
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    Senza dimenticare, caro Egon, che al di là della decisione che prenderanno le Regole, stiamo parlando di un'area protetta, con habitat prioritari, per i quali vale questa norma di legge:

    "Se nel sito interessato ricadono habitat naturali e specie prioritari, l'intervento puó essere realizzato solo per esigenze connesse alla salute dell'uomo e alla sicurezza pubblica, o per esigenze di primaria importanza per l'ambiente, oppure, previo parere della Commissione Europea, per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico (DPR 120/2003, art. 6, comma 10). In tutti gli altri casi (motivi interesse privato o pubblico non rilevante), si esclude l'approvazione."

    Continuo a dire, che la cosa più grave di tutta questa vicenda è che sia stata un'amministrazione pubblica a proporre un progetto che, invece di salvaguardare - come prescritto dalla normativa vigente - un'area protetta, si fa promotrice di un'impresa che tutto* fa fuorché proteggere un ambiente raro e di così alto valore naturalistico che persino i signori dell'UNESCO si sono preoccupati di riconoscerne l'importanza.
    Un comportamento così è decisamente più assimilabile a quello di una ditta privata che non di un tutore di un bene pubblico.

    Mi chiedo: ma appena verranno inseriti nel codice penale gli artt. 727-bis e 733-bis (relativi ai reati ambientali, tra cui il danneggiamento delle aree protette), coloro che propongono dei progetti all'interno di habitat prioritari, potranno essere accusati di istigazione a delinquere?
    "Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ma per quelli che osservano senza dire nulla."

  4. #654
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    Citazione Originariamente Scritto da smara Visualizza Messaggio
    Senza dimenticare, caro Egon, che al di là della decisione che prenderanno le Regole, stiamo parlando di un'area protetta, con habitat prioritari, per i quali vale questa norma di legge:

    "Se nel sito interessato ricadono habitat naturali e specie prioritari, l'intervento puó essere realizzato solo per esigenze connesse alla salute dell'uomo e alla sicurezza pubblica, o per esigenze di primaria importanza per l'ambiente, oppure, previo parere della Commissione Europea, per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico (DPR 120/2003, art. 6, comma 10). In tutti gli altri casi (motivi interesse privato o pubblico non rilevante), si esclude l'approvazione."
    A me risulta una norma un pò diversa:
    10. Qualora nei siti ricadano tipi di habitat naturali e specie prioritari, il piano o l'intervento di cui sia stata valutata l'incidenza negativa sul sito di importanza comunitaria, può essere realizzato soltanto con riferimento ad esigenze connesse alla salute dell'uomo e alla sicurezza pubblica o ad
    esigenze di primaria importanza per l'ambiente, ovvero, previo parere della Commissione europea, per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico
    .
    Comunque, continuiamo sempre a girare attorno agli "impedimenti dirimenti", mentre il nocciolo della questione, almeno per me, è se questo comprensorio s'ha o non s'ha da fare, in primo luogo sotto il profilo dell'interesse generale della popolazione di queste valli che è anche - particolare non trascurabile - proprietaria dei terreni.

  5. #655

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    Purtroppo ci sarà sempre qualcuno contro, qualcuno che pensando di salvare capra e cavoli alla fine mummifica le cose bloccando l'economia, perdendo opportunità che verranno sfruttate da altri...

  6. #656
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    A Bosk

    magari vivessimo nel paese dei balocchi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! !!!!!!!!!

    Farei la firma!

    Viviamo invece nel paese degli speculatori ,dei disonesti,dei corrotti,dei ladri,dei delinquenti,di politici inquisiti e condannati,di puttanieri di pedofili di ignoranti di lobotomizzati di mafiosi, di creduloni,...........e via dicendo.

  7. #657
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    Citazione Originariamente Scritto da egon Visualizza Messaggio
    A me risulta una norma un pò diversa:
    10. Qualora nei siti ricadano tipi di habitat naturali e specie prioritari, il piano o l'intervento di cui sia stata valutata l'incidenza negativa sul sito di importanza comunitaria, può essere realizzato soltanto con riferimento ad esigenze connesse alla salute dell'uomo e alla sicurezza pubblica o ad
    esigenze di primaria importanza per l'ambiente, ovvero, previo parere della Commissione europea, per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico
    .
    Nella relazione sulla VincA (R/07) puoi leggere da te che impatti sono negativi, si parla anche di danni irreversibili. E siamo di fronte ad una relazione "di parte". Se poi la Commissione dovesse fare una valutazione diversa, dichiarando che non è vero, beh allora, A PARERE MIO, ci può essere solo una spiegazione....
    "Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ma per quelli che osservano senza dire nulla."

  8. #658
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    Predefinito Gli studiosi sono per il sì

    Se a qualcuno fosse sfugggito, segnalo l'articolo pubblicato sul corriere delle alpi di ieri, e contemporaneamente apro l'ombrello per ripararmi da quello che mi verrà lanciato contro da qualche forumista. Pazienza, il 22 maggio è vicino. Si accettano scommesse.
    http://corrierealpi.gelocal.it/crona...-il-si-4194456

  9. #659
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    Ad una settimana esatta dal voto delle Regole, pubblico un intervento del prof. Van der Borg che, assieme al suo gruppo di lavoro del dipartimento di economia dell'università di Venezia, ha realizzato uno studio sulle ricadute socio-economiche che il nuovo comprensorio genererebbe sul territorio. E' lo stesso intervento che egon ha pubblicato attraverso l'articolo del Corriere, ma questo è completo!


    Morte Sicura o Nuovo Comprensorio?

    L’economia veneta, ed in particolare quella della provincia di Belluno, si trovano in un momento di grande difficoltà. Da un lato i processi di delocalizzazione che stanno smembrando molti distretti industriali, anche quelli di successo, erodendo la base economica di molte aree, dall'altro il fatto che la competività produttiva si giochi sempre più su scala globale. Le prospettive socio-economiche sono tutt'altro che buone. L'unico settore che sembra resistere alla crisi e ai processi di riordino del sistema economico mondiale e' quello turistico.

    Anche per il Cadore l'unico settore sufficientemente dinamico per poter dare un futuro diverso dall'abbandono e dal declino è proprio quello turistico. Non è certo una garanzia assoluta quella dello sviluppo turistico. Per poter consolidare l'attuale posizione competitiva e per reggere una sempre più intensa concorrenza con altre località montane, italiane e non, occorre continuare ad investire in nuove attrazioni, nei servizi complementari ed accessori oltre che nel brand, e naturalmente in accessibilità. In effetti, in particolare in termini di presenze turistiche, il prodotto turistico del Cadore dimostra segnali di una certa saturazione.

    L'idea di sviluppare un nuovo comprensorio sciistico, che ha in San Vito uno dei due terminal, un progetto con un respiro sicuramente più ampio della località stessa, ci è apparso un ingrediente di fondamentale importanza per mantenere ed addiritura far crescere la competitività del Cadore e, quindi, per contrastare l'andamento verso il declino sia turistico che socio-economico.

    Alla luce di quanto accaduto in altre località con simili investimenti e, pur non essendoci un sistema informativo turistico in grado di fornire anche i più essenziali degli indicatori socio-economici a livello locale, la nostra stima realizzata 2010, rilevava una spesa turistica aggiuntiva attorno ai 14 milioni di Euro all'anno. Una spesa in grado di attivare poi una produzione indiretta ed indotta di circa 22 milioni di Euro. Si tratta di cifre di tutto rilievo, avvalorate dall'occupazione aggiuntiva e al netto dell'occupazione legata alla gestione del comprensorio, stimata in circa 400 posti di lavoro a tempo pieno. Inoltre, solo dando un reale impulso alla base economica del Cadore possono essere contrastati gli attuali movimenti speculativi che caratterizzano la fragile economia montana e si può dare una solida prospettiva alle località coinvolte nel progetto.

    Va considerato come le stime da noi realizzate siano state prudenziali e che saranno superate nel corso dei prossimi anni qualora la ripresa economica porti a rivedere verso l'alto i tassi di crescita attuali dell'affluenza e della capacità di spesa. Va anche notato come il "comprensorio" da solo, non risolverà tutti i problemi di competitività. Sarà opportuno lavorare, ad esempio, anche sul fronte dell'offerta alberghiera, per garantire agli ospiti maggior flessibilità nelle strutture. Evidentemente, per approfitare pienamente da questo impulso unico nel suo genere occorre che il Cadore internalizzi al meglio questo impatto, non solo investendo in strutture ricettive in grado di trasformare l'attuale e previsto afflusso escursionistico in turismo stanziale ma anche facilitando investimenti in tutte quelle attività economiche anche non turistiche ma complementari ed a sostegno dell'industria turistica stessa e in accessibilità esterna ed interna.

    Insomma, la realizzazione del nuovo comprensorio sciistico non va ostacolata, ma anzi, crediamo sia opportuno iniziare il più presto possibile, per poter beneficiare dei primi frutti prima che sia troppo tardi. Chiunque proponesse una strada alternativa, dall’ancora minor impatto ambientale e dalla maggiore ricaduta socio-economica, si faccia pure avanti.

    Jan van der Borg e Anthony La Salandra
    Dipartimento di Economia, Università Ca’Foscari di Venezia

  10. #660
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    Citazione Originariamente Scritto da Cri_SanVito Visualizza Messaggio
    ...........Evidentemente, per approfitare pienamente da questo impulso unico nel suo genere occorre che il Cadore internalizzi al meglio questo impatto, non solo investendo in strutture ricettive in grado di trasformare l'attuale e previsto afflusso escursionistico in turismo stanziale ma anche facilitando investimenti in tutte quelle attività economiche anche non turistiche ma complementari ed a sostegno dell'industria turistica stessa e in accessibilità esterna ed interna.
    Questo intervento del prof non aggiunge nulla di nuovo a quanto già descritto nel progetto.
    Ho enucleato quello che è, secondo me, uno dei messaggi più importanti.

    La scommessa, ammesso e non concesso che le Regole si pronuncino per il sì, è che poi i cadorini ne sappiano approffittare, sappiamo tradurre l'opportunità in business.
    E da quel che leggo in altri thread su questo forum, i cadorini per primi ammettono di essere sazi di un benessere effimero ed ormai agli sgoccioli, che però toglie stimoli per una crescita ed una ripartenza.
    Se ci fosse il sì, ma poi non ci fosse la capacità di approfittarne .... allora sì che sarebbe un delitto.

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