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Discussione: Nuovo comprensorio Cadore-Civetta

  1. #821
    Senior Member L'avatar di bosk
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    Salve assessore, se ha letto qualche mio intervento, se pur in modo burbero, si renderà conto che quello che ha scritto lei in parte è quello che ho sempre detto, cosa dirle, secondo me vi o meglio, i contrari si sono dati la zappa sui piedi da soli, tante belle parole, tipo eco turismo, malghe, vacche, ecc.... come dice lei sulla questione della centrale sono poche le persone che lottano per evitare la realizzazione e da qui si deduce che evidentemente, forse gli interessi siano maggiori per questi contrari al comprensorio, ma resta una mia opinione, comuque peccato, penso che avrebbe sollevato non poco la questione turistica da voi. Non so se ha letto ma ho aperto un topic riguardo il progetto del comune di Auronzo, forse troppo presto per parlarne o forse come dice qualcuno sono solo chiacchere, solo il tempo lo dirà, ma spero che non faccia la vostra fine.

  2. #822
    Senior Member L'avatar di bosk
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    Leggetevi un pò questo articolo......

    http://trentinocorrierealpi.gelocal....ppiate-4152508


    .......sicuramente perchè hanno le vacche al pascolo.

  3. #823

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    Citazione Originariamente Scritto da smara Visualizza Messaggio
    Se l'amministratore delegato di un'azienda facesse una proposta che, a suo dire, risolleverebbe le sorti aziendali e se i proprietari dell'azienda la bocciassero, che dovrebbe fare l'AD? Aspettare la rovina totale dell'azienda o cercare qualche altra strada?
    È un paragone a mio avviso poco calzante, nel caso del comprensorio sciistico i proprietari dei terreni e "l'azienda" non sono la stessa persona... e la decisione non ha ricadute solo ed esclusivamente sulle sorti "dell'azienda" ma molto più ampie.
    Seconda cosa, ma non per importanza, non è una amministrazione comunale che DEVE trovare sempre e comunque le soluzioni ai problemi di natura extra-amministrativa, può proporre quelle che pensa migliori, come è stato fatto, poi chi ha il dovere di decidere se realizzare oppure no decide di cassare la proposta se ne deve assumere la responsabilità, e soprattutto non puntare il dito contro chi le proposte le ha fatte ma se ne ha (e dubito! :-/) fare le controproposte, assumendosi anche l'onere di portare avanti l'iter e far approvare il progetto...
    In questa vicenda mi sento di dire che si è fatto tanto per impedire la realizzazione di ciò che i nostri vicini fanno ogni giorno e nulla per migliorare l'attuale situazione di spopolamento e decremento di lavoro...
    Addirittura si fa dell'ironia sulle spese fatte per lo studio di fattibilità, senza capire che questi soldi sono stati spesi molto bene, molto meglio che in altre circostanze dove di spendono denari pubblici per realizzare opere inutili, che non danno lavoro alle generazioni future ma portano benefici a pochi...
    Vorrei proporre uno studio, che dovrebbe esser fatto da chi ne ha le possibilità, realizzare una lista del lavoro che svolgono i regolieri in forma anonima, una sorta di censimento, credo che la percentuale di impiegati in agricoltura/pastorizia sia molto basso...

    PS: Vorrei segnalare che il link nel post di smara non porta a nulla.
    Ultima modifica di dino; 24-11-2011 alle 02:07 AM

  4. #824
    Senior Member L'avatar di sanvito25
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    Citazione Originariamente Scritto da LDL Visualizza Messaggio
    ..................
    Ludovico De Lotto
    Assessore al Turismo
    Data la mia posizione sul tema in oggetto che ho qui lungamente dibattuto (e che sintetizzo: come sciatore non ne sentivo la necessità, anche se mi faceva comodo, ma lo vedevo necessario per il futuro dell'economi adella valle), non posso che leggere quanto scrive con un misto di soddisfazione e rammarico.
    Soddisfazione, perchè è la conferma che le voci contro erano almeno in parte strumentali ed in realtà non avevano in mente alcuna alternativa (se non quella di continuare ad arricchirsi con vendite immobliari).
    Rammarico, perchè è stata un'occasione persa.
    Seguo molto da vicino le dinamiche del turismo sugli sci e penso di conoscerle ormai bene.
    Gli esempi che lei cita sono solo la punta dell'iceberg ed i più vicini, ma se allargassimo il compasso, vedremmo tanti interventi di potenziamento in tutte le Alpi.

    Nel seguire la questione, io ho avuto l'impressione che si sia rinnovata, su scala "sanvitese", la battaglia politica tra schieramenti che ha attanagliato l'Italia.
    Proprio per non essere influenzato (visto che ho le mie idee politiche) non ho voluto sapere i colori delle giunte attuali nè precedenti. Non mi interessa, anzi NON lo voglio sapere.

    Ma faccio una proposta.
    La tragica situazione italiana ha fatto capire che oggi la contrapposizione politica non permette di fare gli interventi che servono, perchè l'ideologia e la logica degli schieramenti ha la meglio sulle idee.

    Non è possibile "riprovare", facendo sentire che il progetto è della giunta attuale, come della vecchia, come di quella futura?
    Non è possibile unirsi "a progetto", e non per la vita, per poter manifestare che il progetto è di tutti, che dà lustro ad entrambi (o a tutti e 3 o 4 o 100) gli schieramenti?

    E' pura utopia? Dobbiamo sempre essere sconfitti dalla politica?

  5. #825
    Senior Member L'avatar di bosk
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    Condivido tutto quello che hai detto, ma il problema è che fino a che regnerà l'ignoranza sotto forma politica o anche solo per difendere una persona solo perchè ritenuto un idolo non si andrà mai da nessuna parte, quando un'opposizione avrà al coraggio di appoggiare un progetto, non solo in questo caso, ma in tutto, che possa portare reali vantaggi alla popolazione, forse si risolverà qualcosa, ma come in questo caso pur di non darla vinta, oltre ad opporsi tirano fuori anche l'ago nel pagliaglio passando dagli ambientalisti alla questione economica cercando di dimostrare illeciti o quant'altro......tra 15 anni saremo ancora qui a discuterne, però quello che hai detto potrebbe essere una valida favola da raccontare ai bambini dove tutti alla fine vissero felici e contenti.

  6. #826
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    Tanto per rendere l'idea sul fatto che bisogna puntare sull'agricoltura.....

    http://bellunoautonoma.dolomitiregio...nificativi.pdf

    Bhè se ci impegnamo forse nel 2020 raggiungiamo cuota 2,5%......

  7. #827
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    Citazione Originariamente Scritto da LDL Visualizza Messaggio
    A sei mesi di distanza dal voto dell’Assemblea Regoliera che ha respinto la richiesta di disponibilità dei terreni presentata dalla nostra Amministrazione per la realizzazione del nuovo comprensorio sciistico Cadore – Civetta, desidero partecipare alcune considerazioni.
    Ricordo innanzitutto le motivazioni che in occasione dell’assemblea alcuni avevano portato a giustificazione della loro contrarietà.
    Si era detto che lo sci non rappresenta più un settore su cui investire, che il futuro fosse costituito piuttosto dal ritorno all’agricoltura e che quindi si sarebbe dovuto agevolare chi vuole investire in aziende agricole o simili.
    Bene, peccato che nel frattempo, in un periodo di redazione del nuovo PAT come questo, nessuno si sia fatto vivo con richieste di questo tipo, preferendo invece chiedere nuovi terreni fabbricabili a destinazione residenziale. D’altronde chiunque può verificare che fine hanno fatto buona parte di quei volumi che in passato erano stati spacciati per stalle o agriturismo.
    Altri partecipanti all’assemblea, avevano dichiarato che, cito uno per tutti l’ex sindaco, diventato anche lui contrario per l’occasione, “…i Sanvitesi devono ambire a qualcosa di meglio che passare i seggiolini ai turisti…” e che, “…piuttosto che sullo sci, ormai in crisi, bisogna puntare sulle energie rinnovabili”. Come se lavorare sugli impianti non fosse un’occupazione dignitosa, che nel recente passato ha permesso a più di qualche famiglia sanvitese di vivere onestamente. E come se le energie rinnovabili garantissero posti di lavoro come l’economia turistica.
    A proposito di energie rinnovabili, tutti ricorderanno come il progetto del nuovo comprensorio abbia scatenato varie associazioni ambientaliste e abbia fatto nascere a San Vito addirittura un “gruppo di lavoro” che aveva l’obiettivo di “salvare il Pelmo e Mondeval dagli impianti”. Ora mi chiedo, come mai gli stessi che allora parlavano di impatto ambientale insostenibile oggi non dicono neanche una parola sul progetto, in avanzato stato di approvazione, di grande presa d’acqua sul torrente Boite per fini idroelettrici da parte di Enel e En&En che praticamente prosciugherà da dopo Cortina a prima di Vodo il torrente che dà il nome alla nostra valle? Fanno a finta di non sapere? Mi sto convincendo che un certo tipo di ambientalismo si muova solo se spinto dai propri piccoli tornaconti e che sia pronto ad obbedire ai più forti quando gli interessi economici in gioco sono rilevanti. Peccato che, con ragionevole certezza, degli enormi proventi della mega centralina sul Boite qui non rimarranno neanche gli spiccioli e noi ci troveremo, in questo caso si, altro che con le piste sulle Rocchette, “becchi e bastonati”.
    Un altro aspetto che voglio sottolineare è quello dei tanto promessi “progetti alternativi” che alcuni oppositori degli impianti dicevano di essere in grado di proporre. Zero assoluto, dal giorno successivo all’assemblea e alla conseguente notte di festeggiamenti a Chiapuzza, tutti sono precipitati nel consueto menefreghismo.
    Nel frattempo naturalmente la nostra situazione turistica è peggiorata di giorno in giorno, continuano a calare le presenze, dall’assemblea di maggio ad oggi hanno chiuso definitivamente il lavasecco, un fruttivendolo, un ristorante, un’agenzia immobiliare (!), so che alcuni gestori di locali pubblici cederanno l’attività a breve, i nostri appartamenti rimangono spesso sfitti anche in alta stagione, praticamente tutti gli operatori economici si lamentano della carenza di lavoro, dagli artigiani agli albergatori. E tutto questo semplicemente perché la gente va altrove, dai nostri concorrenti (se possiamo ancora considerarli tali) che continuano a migliorare la loro offerta turistica, investendo anche negli impianti di risalita. Senza scomodare la nuova cabinovia con annessa pista, stazione ferroviaria e parcheggio multipiano che da Perca (950 m s.l.m.) sale a Plan de Corones, basta guardare ai nostri vicini del Civetta che inaugurano proprio in questi giorni la nuova cabinovia ad Alleghe (oltre 8 milioni di euro) o il nuovo skilift a Selva (mezzo milione di euro).
    Ribadendo quindi che chi crede nel geoturismo e nell’immersione psicofisica è ora libero di farsi avanti con delle proposte concrete e magari di metterle anche in pratica, così da evitare la chiusura degli alberghi e dei negozi, concludo esprimendo la frustrazione di un assessore al turismo che assiste impotente alla lenta agonia di quell’economia turistica che potrebbe invece rappresentare la nostra vita.
    Rimane naturalmente invariato l’impegno quotidiano, mio e della nostra Amministrazione, per migliorare quello che abbiamo e per sostenere ogni iniziativa in questo senso.
    Ludovico De Lotto
    Assessore al Turismo
    Gentile Sig. Assessore,
    ho letto con interesse il suo scritto. Condivido alcuni punti di vista
    (come quello*sull'ambientalismo "opportunistico") , altri, *invece mi lasciano un po'*perplesso.
    Mi riferisco al calo delle presenze turistiche che lei sembra legare
    al fatto che a*San Vito non si investa negli impianti. Io le parlo da turista, che da*quest'anno*ha già fatto aumentare il numero degli assenti e lo sa perché? Perchè sono in*cassa integrazione ormai da quasi 6 mesi e sicuramente non potrò venire in*settimana bianca, come non sono potuto venire in agosto a respirare un po'*d'aria fresca, ma ho dovuto sopportare, con la mia famiglia, il peso*della cassa*integrazione nell'afa di città. Lei lo sa quante famiglie stanno*soffrendo realmente per via*dell'attuale crisi economica? Lei lo sa quanti padri di famiglia sono rimasti*senza lavoro? Quanti esercizi commerciali hanno chiuso nel resto*d'Italia? Lei lo*sa che razza di periodo di crisi stiamo attraversando? Lei pensa
    davvero che gli*esercizi commerciali stiano chiudendo solo a San Vito per via della mancanza*di impianti? Lei crede davvero che facendo degli impianti di risalita nuovi le*sorti del paese (il suo paese) si risolleveranno? Beati voi che potete
    risollevare le*sorti economiche del posto in cui vivete facendo due impianti. Nel resto*d'Italia, invece, la crisi è tale che nemmeno Rockerduck potrebbe portare un*po' di sollievo economico.
    A me piace San Vito, più di tante località altoatesine, perché a differenza di*quei posti, a San Vito si respira ancora un'aria *genuina, la montagna è*più integra,*
    non so come dire... il paese è "vero". Le località troppo turistiche non mi
    piacciono, sembrano finte. E malgrado i prezzi siano molto alti e malgrado le*litigate con mia moglie (sempre più attenta di me nelle spese), scelgo (anzi,*sceglievo) spesso San Vito come meta di vacanza. Anche se non ci sono mai
    offerte imperdibili e anche se i bambini pagano abbastanza (a differenza di molte altre*località dove vengono ospitati gratis o a prezzi bassissimi). Ma io*ero disposto a*pagare questo prezzo più alto, perché, come le dicevo, San Vito mi piace.

    Se un giorno dovessero fare altri collegamenti, altri impianti
    rovinando la vostra*bella valle, allora andrei sicuramente in Pusteria o in Val Badia, lì almeno, a*parità di brutture, pagherei di meno, ma quel giorno chissà quando arriverà,*ormai

  8. #828
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    Citazione Originariamente Scritto da Wild Visualizza Messaggio
    Gentile Sig. Assessore,
    ho letto con interesse il suo scritto. Condivido alcuni punti di vista
    (come quello*sull'ambientalismo "opportunistico") , altri, *invece mi lasciano un po'*perplesso.
    Mi riferisco al calo delle presenze turistiche che lei sembra legare
    al fatto che a*San Vito non si investa negli impianti. Io le parlo da turista, che da*quest'anno*ha già fatto aumentare il numero degli assenti e lo sa perché? Perchè sono in*cassa integrazione ormai da quasi 6 mesi e sicuramente non potrò venire in*settimana bianca, come non sono potuto venire in agosto a respirare un po'*d'aria fresca, ma ho dovuto sopportare, con la mia famiglia, il peso*della cassa*integrazione nell'afa di città. Lei lo sa quante famiglie stanno*soffrendo realmente per via*dell'attuale crisi economica? Lei lo sa quanti padri di famiglia sono rimasti*senza lavoro? Quanti esercizi commerciali hanno chiuso nel resto*d'Italia? Lei lo*sa che razza di periodo di crisi stiamo attraversando? Lei pensa
    davvero che gli*esercizi commerciali stiano chiudendo solo a San Vito per via della mancanza*di impianti? Lei crede davvero che facendo degli impianti di risalita nuovi le*sorti del paese (il suo paese) si risolleveranno? Beati voi che potete
    risollevare le*sorti economiche del posto in cui vivete facendo due impianti. Nel resto*d'Italia, invece, la crisi è tale che nemmeno Rockerduck potrebbe portare un*po' di sollievo economico.
    A me piace San Vito, più di tante località altoatesine, perché a differenza di*quei posti, a San Vito si respira ancora un'aria *genuina, la montagna è*più integra,*
    non so come dire... il paese è "vero". Le località troppo turistiche non mi
    piacciono, sembrano finte. E malgrado i prezzi siano molto alti e malgrado le*litigate con mia moglie (sempre più attenta di me nelle spese), scelgo (anzi,*sceglievo) spesso San Vito come meta di vacanza. Anche se non ci sono mai
    offerte imperdibili e anche se i bambini pagano abbastanza (a differenza di molte altre*località dove vengono ospitati gratis o a prezzi bassissimi). Ma io*ero disposto a*pagare questo prezzo più alto, perché, come le dicevo, San Vito mi piace.

    Se un giorno dovessero fare altri collegamenti, altri impianti
    rovinando la vostra*bella valle, allora andrei sicuramente in Pusteria o in Val Badia, lì almeno, a*parità di brutture, pagherei di meno, ma quel giorno chissà quando arriverà,*ormai


    Condivido in parte quello che dice e mi dispiace per la sua situazione, ma ciò che dice non è del tutto reale nel senso che in T.A. e non lo dico io ma i grafici pubblicati dalla regione, ogni anno hanno aumenti di turismo, e come ha detto lei, probabilmente è proprio perchè costa meno, i bambini in molte strutture non pagano e offrono servizi migliori, impianti migliori ecc.. ecc.., poi ci sono persone come lei che ai innamorano di un posto e le vacanze le fanno sempre là, ma la maggior parte della gente cerca il compromesso migliore tra costo e offerta e io sono uno di quelli. Sicuramente la situazione attuale in Italia ne crea una conseguenza, ma non vedo perchè si debba stare a guardare o attendere che si risolvano i problemi in giro per l'Italia per poi cercare di risolvere la nostra situazione.

  9. #829
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    Predefinito Proposte alternative. Lascia o raddoppia?

    Ero curioso anch’io di vedere queste benedette proposte alternative. Secondo il Corriere delle Alpi del 24.05.2011 sembrava che fossero le Regole di San Vito ad offrire un’alternativa proponendo un progetto basato su “un turismo ecosostenibile, quindi senza impianti e cementificazioni, ma probabilmente con la creazione di itinerari per ciaspe e mtb”. Infatti l’ex sindaco e regoliere aveva bocciato il progetto del nuovo comprensorio “perchè non era credibile” (quantunque la sua Amministrazione lo avesse inserito – dobbiamo ritenere a sua insaputa – nel Piano Neve regionale… ), Mi chiedo però se queste proposte alternative (che peraltro nessuno finora ha portato avanti) determinerebbero un rilancio del turismo a San Vito. Se il riferimento è all’area compresa tra il Pelmo e le Rocchette, col Mondeval in mezzo, credo proprio di no, perché l’area, anche se i terreni sono delle Regole di San Vito, è raggiungibile molto più comodamente dalla val Fiorentina, sulla quale si affaccia, dal passo Giau o dal rifugio Fiume. Gli escursionisti che salgono al Mondeval da San Vito, per quanto a mia conoscenza, sono rari nantes in gurgite vasto. Questa estate mi sono fatto a piedi la traversata dal passo Giau a San Vito, ma, superata la forcella Ambrizzola, non ho trovato più nessuno: i non molti escursionisti facevano il giro passo Giau – malga Prendera - rifugio Fiume o viceversa. Gli stessi intrepidi sostenitori di MW nella manifestazione “contro” del 13 marzo, a tutela del Pelmo-Mondeval (???), sono saliti al rifugio Fiume dalla val Fiorentina (e lì si sono fermati, causa tempesta di neve; sarà stata la collera del dio delle nevi di Mondeval!). Quindi, anche se si realizzassero queste proposte alternative, andrebbero a vantaggio del turismo…. dei vicini. Ma è San Vito (e la bassa valle del Boite) che ha bisogno di uscire dal suo isolamento, e gli impianti dovrebbero servire proprio a questo scopo. Personalmente, vedrei con favore anche una linea di impianti che, partendo dall’Alpe di Senes, poco sopra il rifugio Larin, dove c’è un ampio spiazzo, salisse alle Rocchette, dove si congiungerebbe con la linea che sale da Geralba. Così ci sarebbe un accesso per chi viene da sud (c’è una comoda strada asfaltata) , e uno da Geralba per chi viene da nord, e si formerebbe un vero e proprio comprensorio, molto più di un “semplice“ collegamento. Ma questo è puro fantaski.

  10. #830
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    Predefinito A pensar male si fa peccato

    Sul Gazzettino di ieri 18/12 era riportata questa notizia che riguardava l'ex sindaco di San Vito che tanto si è speso contro la realizzazione del comprensorio. Ferma restando la presunzione d'innocenza che vale per tutti, è certo che, se l'accusa fosse dimostrata, saremmo in presenza di un comportamento che dà da pensare, anche perchè viene dal fronte che accusava i promotori del Comprensorio di chissà quali inenarrabili nefandezze. Ognuno poi può trarne le conclusioni che crede. A me viene in mente una storiella che raccontava Artemio Franchi, senese, presidente della Federcalcio e anche capo Contrada. Aveva dunque perso un Palio, la sua Contrada. Eppure - raccontava l'Artemio - avevo comprato tutti i fantini delle altre Contrade. E allora, gli chiesero? Ebbene, disse lui, mi sono dimenticato di comprare il mio.
    Questo è l'articolo. Sindaco sotto accusa: tangente da 30milaeuro per l'albergo che diventò residence l'allora primo cittadino di San Vito era stato collaudatore e progettista per la ditta di Montebelluna che realizzò l'edificio di Lauredana Marsiglia BELLUNO - Soldi in cambio di favori urbanistici. Spunta anche l’ombra delle tangenti nell’inchiesta sulla realizzazione dell’albergo Al Sole di San Vito di Cadore (Belluno) che vide l’allora sindaco Gianpietro De Vido, attualmente capogruppo di minoranza, vestire il doppio incarico di pubblico amministratore e libero professionista: con il primo rilasciò la concessione edilizia alla Wolfer di Montebelluna (Treviso) per realizzare quello che avrebbe dovuto essere un albergo, in realtà trasformato poi abusivamente in un residence che avrebbe garantito profitti per oltre un milione 300 mila euro; con l’altro quella di collaudatore e progettista del piano di sicurezza dell’opera. Un favore che De Vido avrebbe concesso abusando del suo ruolo di pubblico amministratore, trovando poi ricompensa, in veste di professionista, in una mazzetta da 30 mila euro legalizzata attraverso una fattura che De Vido intestò alla Wolfer per prestazioni professionali sul progetto di realizzare 5 unità residenziali a Montebelluna. Dura l’accusa della procura che definirebbe "inesistenti" le prestazioni tecniche del sindaco, così come i suoi incarichi di libero professionista ritenuti di pura facciata. A lui si contesta inoltre di aver omesso i controlli. Si è chiusa con risvolti pesanti l’inchiesta che vede indagate sei persone per i reati di abuso edilizio e abuso d’ufficio. La corruzione, invece, viene costestata solo a Bressan e De Vido. Il sostituto procuratore Antonio Bianco ha chiesto il rinvio a giudizio di De Vido, nella sua veste di sindaco, di Pierangelo Bressan, amministratore della Wolfer; Gabriele Sernagiotto, direttore dei lavori; Giuseppe Da Ronch, legale rappresentante della ditta Da Ronch di Longarone, Alberto Garaffa, responsabile dell’ufficio tecnico comunale di San Vito, Arianna Piaia, all’epoca dipendente part time dell’Ufficio tecnico, oggi passata a Cortina, che, al pari di De Vido, avrebbe avuto un doppio ruolo nella vicenda, prestando anche attività professionale per il costruttore Wolfer. L’udienza preliminare è stata fissata per il 6 marzo 2012 davanti al giudice Giorgio Cozzarini. Oltre due anni di indagini, partite da una segnalazione dell’allora minoranza consiliare che di fronte alla tipologia di edificio che stava prendendo forma, fiutò il possibile abuso: non si trattava infatti di un albergo, come previsto dalla concessione edilizia, ma di una residence costruito in violazione della destinazione d’uso dell’area riservata esclusivamente all’alberghiero. Bastò un sopralluogo da parte del Corpo forestale dello Stato per appurare che non si trattava solo di fantasie dovute a ripicche politiche. Nel quadro dei sospetti giudiziari sono finite anche le tre successive richieste di variante in corso d’opera che avrebbero generato, sempre grazie alla presunta compiacenza del sindaco, altrettanti permessi definiti dagli inquirenti "macroscopicamente illegittimi ed illeciti" in quanto rilasciati in violazione della legge e frutto di collusione con i pubblici ufficiali del Comune di San Vito. Il cantiere venne così messo sotto sequestro, mentre in procura cominciavano le audizioni delle persone informate sui fatti. Vennero perquisite anche l’abitazione e lo studio tecnico di De Vido, così come le abitazioni degli altri indagati. Oggi l’inchiesta è al capolinea e le contestazioni che il pubblico ministero muove agli indagati sono pronte per essere affrontate davanti al giudice per l’udienza preliminare. San Vito vive così uno scandalo che riporta ad altre macroscopiche violazione urbanistiche che, a fine anni Ottanta, scatenarono la bufera giudiziaria attorno alle famose e plurimiliardarie multiproprietà di Cortina.

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