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Discussione: Nuovo comprensorio Cadore-Civetta

  1. #891
    Senior Member L'avatar di sanvito25
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    a Venezia l'unica neve che conoscono .....
    vabbè, ci siamo capiti

  2. #892
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    troppi "dilettanti allo sbaraglio", sia a Venezia sia il loco!!!
    Quando dici NO ad un progetto, te ne assumi la responsabilità per la frazione di secondo che lo dici. Dire SI' implica ben altri impegni, competenze ect.

  3. #893
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    Talking Senza parole

    Finalmente ho capito perchè le Regole di San Vito si sono opposte al progetto del nuovo comprensorio: c'erano da valorizzare il Mondeval e i suoi siti archeologici! (v. infra la notizia riportata dal Corriere delle Alpi).

    SELVA DI CADORE. «Le Dolomiti sono da qualche anno “patrimonio dell'Umanità' decretato dall'Unesco”, ma i suoi due maggiori siti archeologici appaiono, agli occhi di tanti visitatori, in uno stato di semi abbandono».

    Parole che apparivano qualche giorno fa sul sito dell’Ansa. Il comunicato, in particolare, faceva riferimento a due zone ben specifiche: quella delle orme di dinosauro sul Pelmo e il sito di sepoltura dell’uomo di Mondeval.

    «Il primo non ha neppure un'indicazione, un cartello che ne spieghi la natura, il secondo mostra una vecchia tabella arrugginita con informazioni ridotte all'osso», si legge nella nota.

    «I turisti e gli appassionati di montagna che anche in questa estate arrivano a visitarli restano increduli di fronte all'assenza di valorizzazione dei due siti preistorici. La situazione peggiore appare quella del masso alla base del Pelmo. Il sentiero teoricamente agevole, che in circa un'ora-un'ora e 30 porta da Passo Staulanza al sito, è quasi impraticabile nell'ultimo tratto. Ripido e scivoloso, su ghiaione e sfasciumi, non ha un cartello che ne indichi la pericolosità, soprattutto per le famiglie con bambini che vi si avventurano, ed in alto è privo di segnalazioni».

    I due siti bellunesi, senza dubbio, rappresentano un patrimonio d’eccezione, nel panorama italiano e non solo.

    Le impronte dei dinosauri sul masso del Pelmetto, nel territorio di Zoldo Alto, furono scoperte da Vittorino Cazzetta all’inizio degli anni Ottanta. Fu lui ad aprire la strada a tutti gli studi successivi. Agli stessi anni, precisamente al 1987, risale il ritrovamento dell’archeologo Antonio Guerreschi, che riportò alla luce, a Mondeval de Sora in Comune di San Vito di Cadore, una sepoltura preistorica risalente a oltre 7 mila anni fa. I reperti trovati, oltre 40, fanno di quella di Mondeval la più importante sepoltura di epoca mesolitica rinvenuta in Italia.

    A entrambi i siti archeologici il Museo “Vittorino Cazzetta” di Selva di Cadore ha dedicato delle aree di esposizione: una riproduzione del grande masso che porta impresse le impronte dei dinosauri, i reperti e i resti mummificati del cacciatore di Mondeval.

    «Si tratta di siti che necessitano di una manutenzione regolare e che vanno valorizzati», sottolineano i sindaci di Selva di Cadore e di Zoldo Alto Ivano Lorenzo Dall’Acqua e Roberto Molin Pradel, che sono a conoscenza del comunicato apparso sull’Ansa, nel quale si evidenziano anche le «rimostranze che ospiti italiani e stranieri inoltrano al museo “Vittorino Cazzetta” di Selva di Cadore» in merito alla gestione dei due siti.

    Da parte sua Molin Pradel annuncia interventi che saranno realizzati per il prossimo anno.

    Il sindaco di Selva ricorda come la competenza per la gestione del sito di Mondeval non sia di competenza del suo Comune, ma della Regola di San Vito di Cadore.

  4. #894
    Senior Member L'avatar di sanvito25
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    Tutti quelli che hanno frequentato questi siti - io li ho visti entrambi negli ultimi 5 anni - non possono che confermare quanto sopra.
    Una cosa vergognosa ....

    Il sentiero che raggiunge il masso con le orme è davvero disagevole: niente di che per l'escursionista abituato, ma visto che questa attrazione dovrebbe attirare anche l'escursionista occasionale, non è proprio il massimo.

    Quanto a Mondeval .... beh è talmente bello il contesto ed i luoghi della passeggiata che quando arrivi al nulla rappresentato dal sito vero e proprio ti dici: ah beh, tutto qui? Per fortuna che mi sono fatto una passeggiata in un posto meraviglioso.

  5. #895
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    Talking Ritorno al futuro passato

    Dopo essermi scolato, come d’abitudine, la mia mezza bottiglia di grappa, sono casualmente finito sul sito face book del nuovo comprensorio, dove, con sorpresa, ho visto che qualcuno si lamentava perchè altrove (in val Pusteria) si protesta per il diritto a realizzare un collegamento sciistico, mentre a San Vito, dopo la bocciatura del nuovo comprensorio da parte delle Regole, non è stato partorito nessun progetto alternativo. Niente di meno vero! Ho casualmente trovato su you tube il filmato “Borca di Cadore -Ritorno alla mia valle” www.youtube.com/watch?v=oy2Zo4aIprk che risale a metà degli anni ’50 (quando a Borca Gellner e Mattei realizzavano il villaggio Eni, che non è patrimonio dell’umanità, come le dolomiti - unesco, ma ha soltanto un posto in mostra al MAXXI - Museo di arte moderna di Roma, diretto dalla “comunista” Melandri e quindi può essere tranquillamente abbattuto) dove sono invece presenti tutte le possibili alternative al faraonico progetto del nuovo comprensorio che, come ha già detto qualcuno, sarebbe vergognosamente frequentato soltanto da ragazzi/e giovani, sani, belli e ricchi che vi dilapiderebbero allegramente i soldi faticosamente guadagnati (?) dai loro genitori. Ed infatti nel filmato c’è il trenino delle dolomiti, che tanto piace ai lettori di questo forum, ma c’è anche il casellante con il berrettino e la bandierina; ci sono le attività agro-silvo-pastorali, autentico pilastro dell’economia moderna, che certamente risolleverebbero l’economia della valle del boite (la raccolta delle patate, l’allegra fatica del fieno, il taglio e trasporto con i cavalli dei tronchi d’albero), e ancora la caccia, la pesca, le donne che lavano i panni al lavatoio, di modo che si potrebbero rottamare anche quelle odiose ferraglie denominate “lavatrici”. Insomma, da stropicciarsi gli occhi dalla meraviglia. Se a tanto aggiungiamo anche la supercazzola delle immersioni psicofisiche nel Mondeval, e il gallo cedrone (quest’ultimo a dire la verità c’entra poco, ma fà tanto folclore) avremo un quadro completo di tutte le alternative al nuovo comprensorio, che soltanto la cieca amministrazione comunale di San Vito si ostina a non vedere! E finalmente i cadorini potranno vivere felici e contenti….ma in America, come la protagonista del cortometraggio.
    Ultima modifica di egon; 26-10-2013 alle 05:26 PM

  6. #896
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    http://corrierealpi.gelocal.it/crona...miti-1.8467982

    notare i toni democratici che usa questo individuo... le risposte date al giornalista sono tragicomiche...
    «Noi siamo contro l'antropizzazione alle alte quote; la montagna va vissuta nelle valli, dove si possono costruire i servizi. Non è una posizione contro gli impianti sciistici, come qualcuno dice; prova ne sia l'accordo fatto in Marmolada per rilanciare quella zona. Gli impianti vanno bene dove sono, semmai si deve migliorarli, farli più efficienti; ma assolutamente nessuno nuovo».
    insomma bisogna fare quello che dice lui, hanno mille iscritti in tutto ma Comanda lui...! Io so solo che questo Natale me lo sono fatto a Pozza di Fassa distante dai blackout e con impianti e servizi ottimi... e l'anno prossimo col nuovo impianto da Alba al Col dei Rossi (senza pista di rientro e senza alberi abbattuti) da Pozza con gli sci ai piedi si sarà collegati al Sellaronda, lasciando la propria macchina a casa... forse qualcuno dovrebbe imparare ... Ci sono anche i cittadini di Nova Levante che si sono autotassati per la costruzione della nuova cabinovia che collega il loro paese al comprensorio Carezza... e che permetterà ai turisti di fermarsi li con le proprie auto senza inquinare fino al passo....... E in Cadore? anzi, nel nuovo Cadore?

  7. #897
    Senior Member L'avatar di sanvito25
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    Infatti ve la prendete anche con quello che unirà la Croda Rossa a Monte Elmo, in Pusteria, dando vita a quel Giro delle Cime cui è legato lo sviluppo economico del Comelico.

    «Uno scempio, una sciagurata dimostrazione di assoluta arroganza degli amministratori locali e di quelli bolzanini».

    Scusi, ma lei c'era alla manifestazione di Sesto, quando buona parte della popolazione è scesa in piazza per dire sì proprio a quell'impianto? Non dovrebbero essere i locali a decidere del loro futuro?

    «Non siamo fondamentalisti, non vogliamo chiudere la montagna, ma la vogliamo vissuta in un certo modo. Il patrimonio va gestito dai residenti non in funzione propria, la montagna appartiene a tutti».
    Non sono fondamentalisti, no no

  8. #898

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    Veramente a me non sembrano affatto fondamentalisti, anzi! Come si fa a pensare ad una funivia in zona Tre Cime? Il problema delle associazioni ambientaliste è che troppo spesso scendono a compromessi. L'ambientalismo non può scendere a compromessi, per questo sarà sempre una partita persa, visto che il peggior nemico dell'ambiente è l'uomo.

  9. #899
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    Citazione Originariamente Scritto da edradour Visualizza Messaggio
    Veramente a me non sembrano affatto fondamentalisti, anzi! Come si fa a pensare ad una funivia in zona Tre Cime? Il problema delle associazioni ambientaliste è che troppo spesso scendono a compromessi. L'ambientalismo non può scendere a compromessi, per questo sarà sempre una partita persa, visto che il peggior nemico dell'ambiente è l'uomo.
    Su per la Val Marzon... se ne parla da mezzo secolo... avrebbe molto senso invece farlo, e sarebbe molto più rispettoso dell'ambiente di quella vergognosa strada a pagamento che tanto fa comodo al Comune di Auronzo..

  10. #900

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    Sicuramente la situazione attuale e' talmente grave, che persino l'installazione di una funivia limiterebbe i danni e la rovina (in corso) di un'area cosi' pregiata. E' proprio la constatazione che una funivia possa "giovare" all'ambiente che mi preoccupa e mi spinge verso posizioni piu' integraliste.

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