Citazione Originariamente Scritto da sanvito25 Visualizza Messaggio
Oggi ho fatto la traversata da Passo Giau a San Vito. L'obiettivo era salire la Rocchetta di Prendera, abbandonato causa nuvole dense.

Però è stata l'occasione per attraversare le famose zone che sarebbero state oggetto di scempio dalla costruzione del comprensorio Cadore Civetta e che invece devono essere conservate così a futura memoria di chi verrà dopo di noi.

Mi sa che saremo noi a dovergli raccontare com'erano quei posti.

Da passo Giau a Forcella Ambrizzola tutto ok, anche una discreta frequentazione nonostante la giornata non certo delle migliori. Sentieri ben tenuti e ben segnalati.
Anche il sentiero di crinale fino al Città di Fiume è un sentiero bello e frequentato, sia da chi sale dalla Val Fiorentina, sia da chi sale da Giau o Rucurto.

Poi però vuoi scendere verso San Vito/Borca?

Acquitrini (e chi ne ha colpa se la zona è piovosissima? Ma anche nevosissima ....). Frane. Erba altissima. Ovviamente nessun punto di appoggio. Nessun escursionista (ok giornata così così, ma siamo al 25 agosto).

Ma chi volete mai che salga su di lì?
Dislivelli elevati e sviluppi lunghissimi.
Nessun rifugio.
Sentieri maltenuti
Frane frequenti.

E chi avrà mai interesse a rendere più acccessibile (o servita) quell'area per tre turisti coraggiosi in croce.

Vi ricordo che il tutto avrebbe comportato anche una riqualificazione in chiave estiva. Impianti, rifugi, contrasto al dissesto idrogeologico avrebbero portato un grande appeal anche per l'estate.

Invece teniamola così quella zona. Per chi? Per i regolieri che in ottobre si vanno a are le loro belle pesseggiate?
Per gli alpeggi? (come se non fossero piene di mucche e pecorele zone prative della Val badia).

E' una zona inospitale, punto.

E non lo scrive un fighetto che vive la montagna con pigrizia, lo scrive uno che in montagna ci va davvero.
Ho seguito lo stesso percorso nell'agosto di tre anni fa, andando dal Passo Giau sul Mondeval e poi giù a San Vito, sbucando nel largo spiazzo erboso vicino al rifugio Senes, dove la strada asfaltata svolta per la discesa verso San Vito (durata del tragitto: circa otto ore). Vedo che la situazione non è cambiata da allora. D’altra parte, il percorso “classico” per chi vuole visitare il Mondeval consiste nell’andare dal Passo Giau al rifugio Fiume, o viceversa. A San Vito -Borca non ci va proprio nessuno, anche perché, oltre a quanto già detto, c’è poi il problema di recuperare l’auto, se l’hai lasciata al Fiume o al Giau. D’inverno poi il giro è improponibile. Anche gli intrepidi adepti di MW, qualche anno fa, partendo dal Fiume si sono fermati subito dopo per le cattive condizioni atmosferiche (forse il Pelmo gli avrà fatto la macumba). Quest’anno avrei voluto rifare il giro, ma mi hanno tradito le ginocchia. E allora, come dice il vecchio adagio: “Se la montagna non va a Maometto, Maometto va… al mare”. Così me ne sono andato a Santa Margherita Ligure. Alla montagna ci ripenseremo quando se ne saranno andati via i talebani e sarà rimasto soltanto il gatto del Sindaco di Vodo con il suo padrone (ipse dixit).