Citazione Originariamente Scritto da egon Visualizza Messaggio
Avranno ragione "loro" (qui sotto) o gli altri di MountainWilderness? Eh, bei tempi quando si andava in Cadore a disboscare per il legname delle navi della Serenissima! Poi purtroppo si sono inventati le navi "de fero" e non é rimasto che lo sci ...in Alto Adige. Qui, invece, poco anche di quello. Ma se torna la Serenissima...
http://www.lastampa.it/2017/10/29/so...dM/pagina.html
Condivido totalmente il tuo pensiero Egon: tutto intorno a noi (il Comelico, la val di Zoldo, la val Badia, la Pusteria..... persino Cortina!!! .....) si evolve, cresce e migliora, ma a San Vito no: si resta fieri, immobili ed isolati tutori di vette inviolate e boschi abbandonati a se stessi, gelosi custodi di un patrimonio inestimabile che si sta distruggendo per l'incuria, e non certo per il troppo turismo!!!
Nel 1913 Reginald Farrer, noto esploratore e botanico inglese e grande appassionato delle Dolomiti, nell'introduzione al suo libro "The Dolomites, King Laurin's Garden" scriveva: "mi ribello contro la posa sprezzante di quanti si dicono infastiditi dall’intrusione dei turisti nelle “loro” montagne.
“Loro”, certo! E come possono dire costoro che le montagne sono “loro”, se non per averle essi stessi potute visitare ed apprezzare? Ed è forse solo chi raggiunga le vette a piedi e con uno zaino in spalla l’unico soggetto capace di compiere un apprezzamento? può forse qualcuno sostenere seriamente che la capacità di apprezzare qualcosa venga attenuata dalle comodità, e che le Tre Cime siano meno gloriose se contemplate da una comoda loggia, dopo una buona cena, piuttosto che da un sudicio letto di paglia, attraverso le fessure di qualche tettoia per mucche sotto una tempesta di neve, dopo aver sgranocchiato un tozzo di pane nero ed un pezzo di formaggio?
Il tono di superiorità di coloro che lamentano la volgarizzazione delle montagne è puro egoismo; nulla di più, nulla di meno.
Io stesso conosco bene tale sentimento: si vorrebbe che la propria vetta o il proprio passo prediletti rimessero quanto più possibile incontaminati dalla presenza di altri perniciosi turisti, quali noi stessi siamo. Fin qui, tutto bene; tale sentimento è un normale desiderio umano.
Ma è invece una intollerabile caratteristica della nostra umanità quella di voler andare oltre, e mascherare il proprio egoismo sotto le vesti di un nobile e pomposo discorso sulle immacolate solitudini delle montagne (che, peraltro, non sono mai contaminate dalla nostra presenza, ma sempre e solo da quella degli altri, con le loro sorelle, i loro cugini e le loro zie!).
Buoni sentimenti come questo non superano l’esame della ragionevolezza, nemmeno per un attimo.
(...) Pertanto, per quanto vivamente il mio egoismo possa risentire di un picnic affollato a Forcella Lungieres, o sulla cresta di Rocca Longa, riconoscerò con fermezza che questo è solo il frutto del mio egoismo, e nulla di più nobile di questo.
Quando tutti i turisti saranno venuti, si saranno sfamati, avranno fatto i loro giretti e se ne saranno andati, rimarranno sempre e comunque centinaia di migliaia di posti ed angoli remoti tra i monti sui quali i loro piedi non avranno mai interesse a salire. Rifugiamoci lì, se lo vogliamo; e nel frattempo, concediamo generosamente agli altri di accedere alle molte bellezze e comodità che essi apprezzano (...).
(...) ci saranno ancora molte vette famose senza funicolari; il turista opterà per le funicolari, il turista ruvido ed austero si affannerà invece attraverso luoghi incontaminati; quanto a me, io salirò certamente su qualunque funicolare sia disponibile, e lascerò i “veri montanari” a digrignare i denti nei miei confronti, in un disprezzo che io non proverò mai, né ostenterò mai verso chi sia più debole di me."
Sono passati più di cento anni, ma a San Vito pare non se ne siano accorti....