Le Torbiere a Danta di Cadore: ecosistema millenario

Il Comune di Danta, a 1400 metri di altitudine e attorniato da boschi di larici e abeti, è un Museo Naturale all’aperto: infatti è qui che possiamo trovare una zona molto particolare denominata Torbiera. Le torbiere sono ambienti caratterizzati da grande abbondanza di acqua in movimento lento all’interno dei quali si sviluppa una vegetazione bassa di interesse geobotanico dove si possono trovare diverse specie di vegetali e animali: alghe, muschi, sfanghi, piante carnivore, licheni, funghi e anfibi. Il processo che porta alla nascita di una torbiera è molto lungo, complesso e delicato e la formazione di questo ambiente in Comelico risale al quaternario (2-3 milioni di anni fa). Danta ospita quattro diversi ambienti di questo tipo: Torbiere Val di Ciampo, Torbiera di Palù Mauria, Torbiera di Cercenà e Torbiera di Palù Longo che occupano circa 200 ettari del territorio del Comune e sono inclusi nel Sito di Interesse Comunitario (SIC) identificato con il codice IT3230060 e denominato “Torbiere di Danta”. I SIC, insieme alle Zone di Protezione Speciale (ZPS), costituiscono i nodi della rete Natura 2000, un sistema coordinato di aree di particolare interesse ecologico istituito dall’Unione Europea nel 1992 come principale strumento di attuazione delle politiche di conservazione della natura e della biodiversità. Il SIC IT320060 “Torbiere di Danta” tutela il complesso delle torbiere insieme a quello della zona di Coltrondo in Comelico, tra i più rilevanti del Veneto e dell’intero arco alpino per quanto riguarda le specie vegetali rare presenti, la loro distribuzione e lo stato complessivo di conservazione. Il SIC è a sua volta incluso nella Zona di Protezione Speciale identificata con il codice IT3230089 “Dolomiti del Cadore e del Comelico” per alcune importanti presenze di volatili come il falco pecchiaiolo, il francolino di monte, il gallo cedrone, il re di quaglie, la civetta nana, la civetta capogrosso, il picchio nero, l’averla piccola.

lago sant'anna danta di cadoreLa zona protetta arriva fino al Lago di Sant’Anna, un piccolo bacino d’acqua incastonato in un terrazzamento di depositi glaciali circondato da conifere e dalle torbiere. Ed è qui, ad un’altitudine di 1380 metri sul livello del mare, che troviamo la specie di maggiore interesse e tutelata da severe normative: l’Astacus astacus ovvero il gambero d’acqua dolce. Crostaceo inserito nella lista rossa delle specie in via d’estinzione, vive isolato nel bacino lacustre immerso nelle Torbiere e protetto dall’ambiente favorevole al suo sviluppo. Nell’ambito del progetto di gestione di questo vasto patrimonio naturale delle Torbiere, è stato realizzato un sentiero didattico che consente la visita ai siti lungo un percorso di passerelle che tutelano l’ambiente. Il sentiero, progettato e realizzato dal Servizio Forestale Regionale di Belluno, si snoda per circa 3 km e lungo il percorso sono collocati pannelli illustrativi degli aspetti più interessanti dei luoghi visitati. Sono poi individuati, con appositi ceppi, alcuni specifici punti di osservazione e a seconda delle stagioni si possono cogliere le fioriture delle principali specie erbacee delle torbiere. A ciascuno di questi corrisponde una traccia registrata su un audio guida che il visitatore può gratuitamente prendere presso il Museo Paleontologico “Le Radici della Vita”. Il sentiero può essere percorso in circa un paio d’ore anche accompagnati da una guida naturalistica o da un volontario del gruppo “Danta Viva”. Bruno Berti, che da molti anni svolge ricerche naturalistiche nel territorio di Danta, sottolinea l’importanza delle sue incontaminate Torbiere e la presenza di ben 26 specie di orchidee spontanee, raggruppate in 16 generi, che testimoniano l’unicità e l’interesse dei questo ambiente. “Danta infatti è uno scrigno prezioso di rare specie floristiche e faunistiche in un ambiente ancora integro tutelato e salvaguardato attraverso diverse politiche di conservazione della natura e della biodiversità”.

Tratto dalla Tesi di Laurea “Val Comelico, due proposte di sviluppo: la Rete Museale del Legno e la valorizzazione del Patrimonio Artistico” di Marta De Zolt, Relatore prof. Dario Maran, Correlatore prof.essa Stefania Portinari, Università Ca’ Foscari Venezia, AA 2012/2013, CdL Magistrale Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali

Sito Web www.torbieredanta.info

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Author: Marta De Zolt

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