Museo civico “Vittorino Cazzetta” a Selva di Cadore

Il Museo civico di Selva di Cadore custodisce uno dei ritrovamenti archeologici più importanti avvenuti sulle Alpi: la sepoltura di un cacciatore del Mesolitico a circa 2200 metri di altitudine, battezzato l’Uomo di Mondeval. Durante una campagna di scavo archeologico, promossa da una segnalazione di Vittorino Cazzetta, a Mondeval de Sora a 2.150 metri di quota, nel Comune di San Vito di Cadore, venne alla luce nel 1987 una sepoltura mesolitica. Sotto un riparo formato da un masso erratico, un cacciatore tra gli ultimi rappresentanti del tipo Cro-Magnon, vissuto circa 7.500 anni fa, venne sepolto con tutto il suo ricco corredo, praticamente sotto il pavimento di una capanna allestita da cacciatori mesoliti, che hanno frequentato il sito a partire da quasi 10.000 anni fa. Vi è stato scoperto anche il corredo funerario: poste all’altezza delle spalle si sono trovate delle lame di selce, accanto al collo alcuni denti di cervo forati che componevano presumibilmente una collana e, sul lato sinistro, utensili litici e in corno di cervo. Tra i reperti spicca in maniera particolare l’arpione in osso abilmente lavorato a denti alterni. La perfetta conservazione dello stesso scheletro e di altri reperti organici è già un fatto eccezionale, unico per la quota, quando normalmente si conserva solo la selce. Il museo di Selva è dedicato proprio allo scopritore Vittorino Cazzetta, studioso autodidatta e profondo conoscitore del territorio.

La visita inizia con la presentazione delle fasi di formazione delle Dolomiti e la Val Fiorentina con l’esposizione di una ricca varietà di campioni di rocce, minerali e fossili che raccontano la storia del territorio durante il Triassico (251-199 milioni di anni fa). Spicca in questa sala la ricostruzione della grande parete di Dolomia Principale sulla quale una proiezione olografica evidenzia le orme di dinosauri ritrovate ai piedi del Monte Pelmetto. Individuate negli anni museo_vittorino_cazzetta_selva-cadore_dolomiti_stars (92)Ottanta, le “piste del Pelmetto”, furono le prime tracce di dinosauri rinvenute sulle Alpi italiane. Le sale che si succedono sono dedicate all’archeologia e alla presentazione dell’ambiente di Mondeval de Sora frequentato, durante il Mesolitico, da gruppi umani di cacciatori e raccoglitori. Vi trovano posto numerosi reperti di selce lavorata, ossa di animali cacciati e di carbone, immagini e pannelli illustrativi. Ed è qui che si può ammirare il cuore della museo: la teca contenente l’Uomo di Mondeval. Uno schermo propone in 3D l’ipotesi di ricostruzione del volto del cacciatore, mentre un’immagine a grandezza reale suggerisce l’abbigliamento e gli accessori che lo accompagnavano. Un diorama sonoro illustra una scena di vita domestica con un uomo e una donna del Mesolitico a grandezza naturale. Al piano superiore, si trova la sezione protostorica e storica: nelle vetrine sono esposte selci di epoca tardo-neolitica e dell’eta del rame e alcuni frammenti di vasi e un’olla, completamente integra, provenienti dallo scavo di Mandriz, in territorio di Selva di Cadore; la stele paleoveneta rinvenuta nel 1866 sul monte Pore e le iscrizioni rupestri provenienti dal monte Civetta che informano del confine tra i municipia romani di Bellunum e di Iulium Carnicum. Di grande interesse anche le pergamene di mappe medievali che documentano la storia di Selva di Cadore e dei territori limitrofi.

Indirizzo: Via 4 Novembre, Selva di Cadore
Contatti: tel. / fax 0437 521068
Informazioni: info@museoselvadicadore.it – www.museoselvadicadore.it
Orari: Apertura tutto l’anno con orari differenti in bassa e alta stagione; chiuso il lunedi e il mese di novembre
Ingresso a Pagamento
Servizi: visite guidate, laboratori didattici

museo vittorino cazzetta

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Author: Marta De Zolt

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