Museo dell’Occhiale a Pieve di Cadore

Nel 1956, in concomitanza con i Giochi Olimpici Invernali, fu inaugurata a Pieve di Cadore la prima “Mostra dell’occhiale attraverso i secoli”, poi riproposta nel 1959 all’Università di Padova. In quell’occasione il curatore, Enrico De Lotto, auspicò l’istituzione di un Museo Nazionale dell’Occhiale in Cadore. Il sogno dello studioso cadorino si sarebbe realizzato anche grazie all’impegno di Vittorio Tabacchi, presidente della SAFILO, appassionato collezionista di occhiali, che si attivò per l’acquisizione di alcune importanti collezioni. Grazie a numerosi enti finanziatori nel 1990 si tenne l’inaugurazione del Museo dell’Occhiale a Tai di Cadore e nel 1996 venne istituita la Fondazione Museo dell’Occhiale riconosciuta come ONLUS. La volontà di dare una collocazione più adeguata a questo ricco patrimonio oggettuale e documentario portò, nell’agosto 2007, all’apertura del nuovo Museo dell’occhiale nel palazzo denominato COS.MO (Centro Operativo Servizi Museo dell’Occhiale) a Pieve di Cadore.

museo occhialeLa collezione presente nel museo fu acquistata nel 1987 dall’ottico belga Georges Bodart. Si tratta di 1600 pezzi tra occhiali, lenti, astucci, binocoli, insegne, cannocchiali, ventagli, statuette e volumi d’epoca, provenienti soprattutto dalla Francia. L’arco temporale rappresentato dagli oggetti è compreso tra il XVI secolo e gli anni Cinquanta del ‘900. Successivamente il patrimonio venne incrementato con la donazione della raccolta di De Lotto che già a partire dagli anni Cinquanta si dedicò allo studio dell’origine e dell’evoluzione dell’occhiale, raccogliendo reperti e documenti. Qualche anno più tardi il patrimonio oggettuale venne arricchito da materiali (tra cui numerosi esemplari di occhiali orientali) provenienti dalla raccolta dello studioso Luca Moioli.
Per documentare gli aspetti legati alla storia dell’ottica dal secolo XIX agli anni ’60 del Novecento vennero acquisite, a fine anni ’90, la collezione dell’ottico parigino Jean Bernard Weiss, con materiali di prevalente provenienza tedesca, e quella della fabbrica di lenti dell’Esercito Italiano di Roma. Altrettanto importante per la documentazione dell’evoluzione tecnologica nella produzione di occhiali, astucci e lenti in Cadore tra la fine del secolo XIX e gli anni Sessanta del ‘900, è la collezione di Giuseppe Del Favero, di Calalzo di Cadore, diventata proprietà del Museo nel 2001. Si tratta di macchine, strumenti, un’intera fucina, prodotti semilavorati, occhiali e astucci raccolti dal Del Favero a partire dai primi decenni del 900 e fino agli anni Sessanta.

Articolato su due piani, il percorso di visita presenta oggi, al piano terra, la narrazione dell’evoluzione delle forme, dei materiali e dell’uso sociale degli occhiali e degli altri strumenti basati sull’impiego delle lenti (cannocchiali, binocoli, lanterne magiche, ecc.). Il tema si sviluppa, nelle sale successive, legandosi a quello degli occhiali e al loro sviluppo nell’ambito della scienza e della tecnica. Ampio spazio è stato dedicato anche all’astuccio come testimoniano gli eleganti astucci in madreperla, in argento inciso o in avorio traforato. Accompagna gli oggetti, contestualizzandoli, un ricco apparato iconografico costituito da riproduzioni fotografi che e stampe d’epoca.
Al secondo piano trova spazio la storia del territorio. Si deve ad Angelo Frescura, venditore ambulante, e a Giovanni Lozza, arrotino e meccanico, l’apertura nel 1878 della prima fabbrica di occhiali a Calalzo di Cadore. L’esposizione segue un itinerario cronologico dove fotografi e storiche, documenti d’archivio, vecchi macchinari, filmati, occhiali, lenti e astucci narrano il lavoro dell’occhialeria in questa valle e, successivamente, in altre zone della provincia di Belluno. Un’ampia sala accoglie attrezzature e strumenti, risalenti gli anni ’50 del ‘900, dove sono illustrate le tecniche di fabbricazione degli occhiali in metallo e in celluloide.

Indirizzo: Via Arsenale 15, Pieve di Cadore
Contatti: 0435 32953
Apertura tutto l’anno
Ingresso a pagamento
Servizi laboratori didattici, visita guidata
Sito Web www.museodellocchiale.it

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Author: Marta De Zolt

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