Disastro frane in Cadore: tre morti, danni e problemi alla viabilità

san vito di cadore frana

Quattro grosse frane si sono abbattute dalla Valle del Boite fino ad Auronzo di Cadore dopo il violento temporale che nella tarda serata di martedì 4 agosto ha colpito la zona.

Un turista polacco travolto dalla frana a San Vito di Cadore è stato individuato poco fa dai vigili del fuoco di Belluno. Il suo corpo senza vita si trovava poco distante dal luogo della scomparsa, nel torrente Rusecco. Ieri sera i pompieri avevano salvato la moglie all’interno della loro automobile, la donna era in stato di ipotermia ma non in pericolo di vita.

VIABILITA’ La Statale 51 di Alemagna è aperta nel tratto Pieve Cortina a senso alternato in alcuni tratti ed era chiusa anche in direzione Dobbiaco, ora riaperta. Chiusa la regionale 48 verso Auronzo tra Auronzo Misurina per il possibile crollo di un ponte, per fortuna poi una volta tolte le macerie l’infrastruttura non aveva subito danni ed inoltre la frana ha sradicato anche i cavi della linea interrata della media tensione, la strada è ora aperta e percorribile. A Peaio è stata investita la ciclabile dove un ponte è stato portato via.

A causa della forte pioggia sono franate le montagne sopra gli abitati di Cancia (Borca di Cadore) dove si sono attivate delle sirene e tutti i residenti sono stati allertati, Peaio (Vodo di Cadore), località Grava Secca (Auronzo) dove ci sono stati danni ad un ponte che interrompe il passaggio tra Auronzo e Misurina. L’Antelao sopra San Vito di Cadore, le colate di fango e detriti hanno fatto esondare il torrente Rù Secco, riversando tonnellate di materiale nella piazza Antelao, dove si registrano ingenti danni ad abitazioni e attività commerciali ed una fuga di gas molto pericolosa. Una grossa frana ha spazzato via buona parte della seggiovia San Marco.

Per tutta la notte sono durati gli interventi di vigili del fuoco con le unità cinofile, uomini del Soccorso alpino, carabinieri, polizia, Guardia di finanza e Protezione civile della sezione Ana Cadore.

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Author: Marta De Zolt

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