Frana di Cancia: collaudo del sistema di monitoraggio e allarme

Prenderanno il via giovedì 14 novembre le prime operazioni di collaudo delle apparecchiature che compongono il sistema di monitoraggio e allarme installato sulla frana di Cancia. Il collaudo vedrà impegnati tecnici di CAE, che ha progettato, realizzato e installato il sistema, e del Comune di Borca di Cadore. L‘impresa CAE di Bologna si occupa di fornire a enti pubblici e privati tecnologie evolute per il monitoraggio del rischio ambientale dovuto ai fenomeni naturali, in particolare a quelli idro-meteorologici. Ha acquisito negli anni un ruolo di riferimento per gli enti responsabili della gestione delle emergenze e per la salvaguardia di popolazione, infrastrutture e ambiente.

Le operazioni che verranno messe in atto a Borca nei prossimi due giorni saranno finalizzate a verificare il corretto funzionamento della centrale di controllo e delle stazioni di monitoraggio che compongono la rete, commissionata dalla Provincia di Belluno per il Comune di Borca. La rete, composta da 5 stazioni di rilevamento, da una centrale di controllo e da una serie di sistemi di allerta dislocati nel centro abitato, una volta attivata misurerà costantemente lo stato della colata detritica che dalle pendici dell’Antelao scende su Cancia. Al verificarsi di una riattivazione del fenomeno franoso, i sensori segnaleranno lo stato di pericolo alla centrale di controllo, che a sua volta attiverà i sistemi d’allarme.

Ma la storia della frana dell’Antelao ha radici profonde e lontane. Le prime notizie risalgono al XIV secolo e fanno riferimento all’area interessata dal fenomeno avvenuto il 25 gennaio 1348, quando più frane si staccarono dalle pendici del monte distruggendo un paese e provocando numerose vittime. Pur in assenza di notizie storiche, altri episodi di frana si sono succeduti, come testimonia la ricostruzione geomorfologica della zona. Il 19 giugno 1736 una antelaofrana per colata dalle pendici dell’Antelao ha sepolto l’abitato di Sala; il 7 luglio 1737 una frana per crollo ha investito gli abitati di Sala e di Resinego, seppellendo gli edifici e la chiesa e facendo sette vittime; il 21 aprile 1814 si verificò l’evento più disastroso, in cui due villaggi, Marceana e Taulen, furono completamente distrutti e morirono 314 persone. Nell’ottobre e nel novembre dello stesso anno furono segnalate altre frane sempre dall’Antelao e così nell’ottobre del 1820. Il 27 luglio 1868 una colata detritica seppellì l’abitato di Cancia con 13 edifici coinvolti e 12 vittime. In seguito, nel 1882 e nel 1888, ci furono altri eventi smottamenti. Il 27 maggio 1957, a seguito di un nubifragio, in località La Graves, ci fu una grande colata di detriti che portò danni a strade e coltivazioni. Il 12 agosto 1973, con il temporale, una cospicua massa di detriti scese lungo il canalone invadendo strade ed edifici. Gli ultimi eventi riguardano il 1987, il 1993 (luglio e ottobre), il 1994 e il 1996, con danni ad edifici, infrastrutture e automezzi. E infine il 18 luglio 2009 a Borca,colpita all’alba da una rovinosa frana, tuonava l’ordine di sgombero per un centinaio di persone. L’imponente massa di materiale, da tempo sotto osservazione, nella notte aveva riempito l’invaso di contenimento sopra il paese che era infine esploso investendo le abitazioni sottostanti uccidendo madre e figlio.

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Author: Marta De Zolt

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