Emergenza idrica nel Bellunese, oltre 500 sorgenti in sofferenza: i precedenti in Cadore

La crisi idrica nel Bellunese continua a destare preoccupazione. Oltre 500 sorgenti della provincia risultano in sofferenza. Nelle settimane precedenti, in alcune zone del territorio si sono rese necessarie limitazioni notturne all’erogazione dell’acqua.
Il quadro riguarda una provincia montana tradizionalmente ricca di risorse idriche, ma sempre più esposta ai periodi di siccità. Anche il Cadore ha registrato criticità nei mesi scorsi, sebbene non risultino confermate nuove interruzioni legate all’emergenza di novembre.
Diciassette comuni in stato di attenzione a fine ottobre
Il 23 ottobre Servizi Integrati Bellunesi (SIB), gestore del servizio idrico provinciale, aveva confermato lo stato di attenzione in 17 comuni. Le precipitazioni recenti avevano portato un lieve miglioramento, senza cancellare gli effetti della siccità protrattasi dalla primavera.
A Belluno e Borgo Valbelluna erano state necessarie manovre notturne sugli acquedotti, con possibili cali di pressione o interruzioni temporanee, per favorire il recupero dei serbatoi. Il gestore aveva invitato a limitare i consumi non indispensabili.
Vigo e Ospitale di Cadore: le criticità estive
La scarsità d’acqua non è un problema estraneo al Cadore. Nell’agosto scorso, il Comune di Vigo di Cadore aveva adottato un’ordinanza per vietare gli usi non indispensabili dell’acqua potabile della rete pubblica, per utenze domestiche e non domestiche.
Nello stesso periodo SIB aveva indicato Vigo di Cadore e Ospitale di Cadore tra i comuni in stato di attenzione per la disponibilità idrica. È importante precisare che nessun comune cadorino figurava invece nell’elenco dei 17 comuni diffuso dal gestore il 23 ottobre.
Il dibattito sul lago di Centro Cadore
Durante l’estate anche il forte abbassamento del livello del lago di Centro Cadore aveva suscitato preoccupazione per gli effetti sull’ambiente e sul turismo. In un servizio del 12 agosto, la TGR Veneto aveva richiamato l’attenzione sui prelievi d’acqua destinati all’irrigazione agricola in pianura.
Gli amministratori locali avevano chiesto una gestione più equilibrata della risorsa, capace di considerare anche le esigenze delle comunità montane.
Una risorsa da tutelare
La sofferenza delle sorgenti bellunesi rilancia la necessità di migliorare la gestione degli acquedotti, contenere le perdite e affrontare i periodi siccitosi. Per il Cadore, dove ambiente, turismo e qualità della vita dipendono strettamente dall’acqua, la disponibilità della risorsa non può più essere data per scontata.



