Fausto De Stefani racconta il Nepal, l’emergenza dimenticata e i tanti progetti in corso

Dal cambio nome dell’ambulatorio De Marchi alla collaborazione con Emergency.

Fausto De Stefani

Fausto De Stefani


Il volontariato è una cosa difficilissima da fare e altrettanto seria. Se si affronta con superficialità e improvvisazione si rischia, anche involontariamente, di provocare danni incredibili senza rendersene conto.”
E’ con queste parole che esordisce
Fausto De Stefani, da anni impegnato nella realizzazione di un mastodontico progetto umanitario in Nepal, a Kirtipur, dal nome Rarahil Memorial School: complesso di scuole e laboratori professionali che coinvolgono e aiutano migliaia di bambini e ragazzi a pochi chilometri dalla capitale Kathmandu.

Salire un ottomila è paragonabile ad andare a fare un pic-nic il fine settimana, rispetto a costruire bene una scuola in Nepal e farla funzionare” e se a dirlo è uno che di Ottomila se ne intende, avendoli scalati tutti, a partire dal 1983 quando salì il K2, la più difficile e pericolosa montagna del mondo, c’è da credergli.
Se poi le scuole che ha costruito in questi anni
hanno resistito al recente terremoto, proprio perchè sono state costruite bene, allora non solo c’è da credergli ma anche da fidarsi ciecamente di quanto afferma e porta avanti con convinzione.

Gli ultimi a farlo sono stati Reinhold Messner, con un’importante donazione di 25mila euro e la nota cantina Ferrari di Trento, con un contributo altrettanto consistente. Tra i primi a fianco di De Stefani invece, c’è la Montura, azienda veneto-trentina di abbigliamento tecnico per la montagna.
Ma la fetta più consistente di fondi è composta da
piccole donazioni di privati, raccolte da Fausto durante gli eventi che organizza in giro per l’Italia.

Rarahil Memorial School di Kirtipur

Rarahil Memoria School di Kirtipur

De Stefani è alpinista, naturalista, fotografo e instancabile attivista. Conclusa la sua carriera in alta quota, circa 13 anni fa, decide di dedicarsi completamente alla causa umanitaria, raccogliendo fondi attraverso conferenze e mostre didattiche, in scuole e università. Ad oggi la cifra raccolta ammonta a qualcosa come 3 milioni di euro, serata dopo serata, donazione dopo donazione: soldi che sono serviti a realizzare una scuola primaria, una secondaria, una professionale, un istituto d’arte, un convitto completo di cucine e refettorio e infine un ambulatorio.

Giuliano De Marchi

Giuliano De Marchi

Ambulatorio che De Stefani aveva dedicato all’amico Giuliano De Marchi, noto medico e alpinista bellunese, deceduto nel 2009 durante un’escursione sull’Antelao (Dolomiti Bellunesi).
Giuliano aveva espresso a Fausto la volontà di aiutarlo nel progetto Rarahil, una volta in pensione, così l’assegnazione di quel nome, in accordo con la moglie Simonetta, fu del tutto naturale.
L’ambulatorio era nato dal momento che
mancava una struttura simile a Kirtipur completamente gratuita e secondo l’idea di De Stefani doveva fungere non solo come punto di riferimento per il complesso scolastico bensì per l’intera zona e oltre. Per fare questo era necessario garantire un’operatività di 365 giorni l’anno e intervenire anche nei villaggi limitrofi, cosa che invece è venuta meno per problemi e incomprensioni con i medici e collaboratori bellunesi coinvolti nel progetto. Per queste divergenze e per visioni diverse degli interventi da fare in Nepal, di recente questa collaborazione è stata interrotta, così che la moglie di Giuliano De Marchi ha istituito una nuova associazione denominata “ONLUS Giuliano De Marchi per il Nepal” la quale non ha più nulla a che fare con l’ambulatorio costruito all’interno della Rarahil Memorial School né di conseguenza con Fausto De Stefani: “Certo, sono dispiaciuto ma è giusto che ognuno vada per la propria strada se non c’è una visione comune, chiara e condivisa da tutte le parti interessate.” Commenta l’ex-alpinista che annuncia inoltre: “Abbiamo così dovuto prevedere un cambio del nome per l’ambulatorio che d’ora in poi si chiamerà In cammino per Luca e sarà dedicato a un medico di Valmadrera (provincia di Lecco – ndr).”

Si interrompe così un sodalizio durato circa 3 anni ma nel frattempo sono già nate nuove collaborazioni: “A breve incontrerò di nuovo Cecilia Strada (figlia di Gino, di Emergency – ndr), per dare nuova vita all’ambulatorio e prevedere che questo diventi il fulcro di una serie di attività, come previsto inizialmente. Per ora è comunque attivo con un medico e un’infermiera nepalesi, ma vogliamo fare di più.”

Non solo: la ONLUS Senza Frontiere, fondazione a cui fa riferimento De Stefani, ha appena approvato due nuovi progetti all’interno della Rarahil Memorial School di Kirtipur ovvero una struttura sportiva polivalente, attrezzata con spogliatoi e servizi, e un’area verde attrezzata per i più piccoli. Strutture che serviranno all’intera comunità e non solo ai ragazzi del complesso scolastico. Il tutto co-finanziato dalla Provincia di Trento.

Mentre i fondi raccolti negli ultimi mesi per l’emergenza terremoto sono già stati in parte utilizzati per acquistare quintali di riso, migliaia di lamiere e bambù con i quali le popolazioni locali possono costruirsi case anti-sismiche. Ma la testimonianza di De Stefani ci conferma che in Nepal l’emergenza in realtà non è per nulla finita: “Si tratta di una tragedia dimenticata purtroppo. La comunità internazionale è completamente assente. Le associazioni come la nostra possono lavorare per ridurre i problemi ma solo i governi dei paesi occidentali sono in grado di cambiare concretamente le cose e ridare speranza a questa terra martoriata. Devono intervenire al più presto!

Distribuzione di sacchi di riso durante l'emergenza terremoto

Distribuzione di sacchi di riso durante l’emergenza terremoto

La Fondazione Senza Frontiere prosegue dunque la raccolta fondi per realizzare i progetti in programma e chiede che le nuove donazioni vengano effettuate non più “pro-terremoto” ma per la Rarahil Memorial School: si tratta di un dettaglio “ma molto importante” ci spiega Fausto “perchè il Governo Nepalese purtroppo ci rema contro e invece di agevolare e collaborare con le associazioni come la nostra, tende a metterci i bastoni tra le ruote per metter mano a questi fondi e gestirli come vogliono loro. Ma la corruzione in Nepal è cosa diffusa e noi abbiamo la responsabilità di controllare che ogni singolo euro donatoci venga utilizzato esattamente per quello che ci è stato dato. Le donazioni indirizzate alla Rarahil riusciamo a gestirle con più facilità per progetti concreti e immediati, mentre quelle pro-terremoto purtroppo rischiano di arenarsi.”

Fausto De Stefani è stato tra i primi al mondo a salire tutti gli Ottomila: c’è da scommetterci che anche questa volta riuscirà nell’impresa, rappresentata dal progetto Rarahil. A suo dire questa si che è veramente impegnativa, altro che il K2…

donazioni Senza Frontiere onlus

a cura di Matteo Gracis


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Author: NC staff

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