Il nuovo logo-obbrobrio delle Dolomiti Unesco

Quando ho visto per la prima volta il nuovo logo Dolomiti Unesco, pensavo si trattasse di uno scherzo. Leggendo poi la notizia, mi sono reso conto che si trattava veramente del marchio scelto per rappresentare le nostre montagne nel mondo. Il logo scelto tra oltre 400 proposte e costato 30.000 euro. Da non crederci!

Non serve un occhio particolarmente critico né esperto per vederci il profilo di una città, una metropoli, 4 grattacieli che si innalzano su una sorta di collina. Insomma, tutto tranne che delle montagne, anzi LE montagne, tra le più belle del mondo!

Asettico, freddo, senza anima: spariscono così gli splendidi colori che caratterizzano le Dolomiti, sparisce qualsiasi riferimento alla natura, all’ambiente, in questo logo sparisce tutto ciò che rende uniche le nostre montagne.

Speriamo che i 4 “blocchi” che rappresentano delle cime, identici a palazzi stilizzati, non presagiscano un futuro sfruttamento edilizio.

Bisogna essere pazzi per associare un logo del genere alle Dolomiti!

Se già prima non siamo stati capaci o perlomeno abbiamo avuto grosse difficoltà, a gestire positivamente e ad approfittare dell’enorme occasione offerta dall’Unesco – a favore del turismo e della conservazione delle nostre valli – ora con un logo del genere che ci rappresenterà a livello internazionale, abbiamo raggiunto il “fondo del burrone”.

A questo punto mi domando: perchè questo concorso è stato gestito unicamente dalla Provincia di Trento? In base a quali criteri la Provincia di Trento si è presa il diritto di scegliere il logo delle Dolomiti Unesco? Per quale motivo non sono state coinvolte anche le altre province nelle quali le Dolomiti sono presenti? Perchè la Provincia di Belluno, territorio dove è presente il maggior numero di Dolomiti, non ha avuto voce in capitolo?

Perchè, nell’era di internet e della comunicazione aperta a tutti, non si è pensato ad una votazione popolare, che permettesse alla gente di esprimere con un click la propria preferenza?

Il dibattito è appena iniziato e continuerà su quotidiani, forum e social network. Ma il danno è fatto: sperare in un dietro front della commissione di “esperti” sarebbe troppo. Abituiamoci a convivere con questo logo-obbrobrio.

di Matteo Gracis
giornalista e editore indipendente

amministratore di NuovoCadore.it

> Nel forum c’è un topic dedicato dove poter discutere su questo argomento.

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Author: NC staff

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