Denuncia di degrado del Forte di Col Vaccher a Tai di Cadore

Dagli utenti del forum è emersa la necessità di documentare con reportage fotografici situazioni di particolare degrato relative al territorio di appartenenza. In particolare, in questi giorni è emersa la questione relativa al Forte di Col Vaccher, situato nel Comune di Pieve di Cadore, nella frazione di Tai, definito da Cesare Vecellio “opera fortificata, realizzata alla fine dell’800, tre le più importanti presenti in Cadore, in quanto aveva funzione di controllo della Val Boite e della carrozzabile”.

Nei primi anni ’70, il Comune di Pieve ha affittato i locali del Forte a Olivo De Polo che con enormi sforzi e anni di lavoro era riuscito a ristrutturarlo, trasformandolo in abitazione, locale pubblico e laboratorio per la lavorazione delle ceramiche (vasi, piatti, ecc). Molti erano gli artisti che frequentavano il suo locale e, nonostante il suo comportamento a volte scontroso e imprevedibile, era riuscito a diventare un “personaggio”. In seguito alla sua morte la sua compagna, Franca, ci abitò ancora per qualche tempo e poi il Forte venne restituito al legittimo proprietario: il Comune di Pieve di Cadore.

Il reportage fotografico pubblicato all’interno del forum documenta lo stato di degrado ormai decennale del Forte, dovuto sia all’abbandono che agli atti di vandalismo.
Emerge subito il confronto con i forti di Monte Ricco, altra fortificazione cadorina per il quale il Comune di Pieve sta investendo cifre importanti, per rimborsare le quali sarà necessario impegnare il bilancio comunale per molto tempo.
E gli utenti si chiedono: il Comune non poteva preservare i locali di Col Vaccher perfettamente agibili e in buono stato e destinarli ad un uso pubblico? Sarebbe bastato un piccolo investimento per mettere a norma gli impianti e darlo in autogestione a qualche gruppo o associazione, con il risultato di poter offrire spazi per i giovani che tanto ne denunciano la mancanza.

> Vai alla discussione originale del forum

Commenti

commenti

Author: NC staff

Condividi questi articoli su