Il ruolo sociale delle regole cadorine

GLOSSARIO

Regola, Favola o Vicinia: sono un’antica associazione in cui si riuniscono i discendenti delle famiglie originarie del Cadore, i Regolieri; è una istituzione che nacque con lo scopo di regolamentare il rapporto fra l’uomo e la natura, di permettere un uso rispettoso, collettivo e lungimirante del territorio naturale finalizzato alla sopravvivenza e al benessere della popolazione.
Le Regole sono un’istituzione antica, sono uno “stile di vita” messo a punto dalla popolazione per sopravvivere in un ambiente difficile ed ostile.

Regolieri: sono i discendenti delle famiglie originarie del Cadore, portatori di interesse famigliare e titolari dei diritti di Regola, cioè del legnatico (raccolta legna da ardere), erratico (diritto di pascolare il proprio bestiame sui pascoli regolieri), rifabbrico (assegnazione del legname per costruire e sistemare la casa di abitazione) e di elettorato attivo e passivo in seno all’Assemblea.
Esiste un apposito Catasto dei Regolieri, in cui sono iscritti tutti gli aventi diritto, detti anche Consorti.

Consorti: sinonimo di Regolieri, i Consorti sono gli appartenenti alla collettività delle Regole.
Il nome è significativo e richiama l’origine delle Regole: gli uomini delle collettività avevano una sorte comune, cioè erano tutti legati alla medesima terra e al destino della stessa.
Lo sfruttamento del territorio senza prevaricazioni e il suo uso in modo corretto sono stati le basi per il relativo benessere della comunità cadorina nei secoli scorsi e nell’epoca attuale.

Marigo: rappresentante legale di una Regola, sindaco.
Questo è uno dei termini usati ancora oggi nella nomenclatura regoliera e deriva dal latino “maior maioricus”.
La carica di Marigo si tramanda ancora oggi da secoli senza interruzione in tutte le Regole.
Il Marigo assistito dai laudatori costituiva la “Magnifica banca”, essa vigilava perché nessuno usurpasse i beni della Regola, giudicava le violazioni ai Laudi e componeva le controversie fra i regolieri.

Statuto cadorino: è la redazione scritta delle norme che disciplinavano e disciplinano l’attività pubblica e privata delle Regole, in passato gli Statuti erano detti “Laudi”.

Laudo: esso è lo statuto delle Regole, la parola deriva dal latino “laudamos quod” cioè “decidiamo che” ed è stata una delle prime espressioni scritte della popolazione cadorina su come dovevano essere utilizzati boschi e pascoli.
Questo insieme di consuetudini trasmesse solo verbalmente fu espressa in raccolte di norme riguardanti in principio l’attività dei pascoli, le altre forme di uso comune del territorio silvo-pastorale e i vari aspetti della vita civile.
Dai Laudi antichi è possibile dedurre l’organizzazione della Regola nei tempi antichi.
Ogni comunità era composta da molti consorti, pertinenti, aventi diritto, che si riunivano in assemblea “fabula”.
Capo di ogni Regola era ed è ancora oggi il Marigo, assistito da Consiglieri “laudatori”, da guardie del pascolo e del bosco “saltari” e da “massari” giurati con funzioni di cassieri, sovrintendenti ai boschi ed alle strade, ai beni delle chiese, regolavano l’uso dei terreni comuni ed i diritti sulla promiscuità dei fondi privati.

Molta parte dei Laudi conteneva una serie di sanzioni previste per infrazioni alle consuetudini regoliere, si trattava di multe in denaro o di pignoramenti di capi di bestiame.
I Laudi poi con il passare del tempo sono stati adeguati alle necessità del momento, mantenendo sempre però lo stesso contenuto di fondo.

Il Laudo oggi regolamenta la vita regoliera nelle sue varie attività, stabilisce quali sono gli organi amministrativi e quali sono le loro funzioni, prevede i tipi di attività che possono essere esercitati sul territorio, compresi i modi di concessione di porzioni di territorio per attività turistiche.
La Comunanza regoliera e ogni singola Regola hanno ciascuna il loro Laudo, ognuno con la propria autonomia, anche se sostanzialmente i testi sono analoghi fra tutti.

L’università: assemblea di Regole alla quale erano obbligati a partecipare i capi famiglia, stabiliva le regole di gestione delle risorse e del mutuo aiuto capaci di rendere armonica la vita delle comunità.

[57] E. Romagnoli, AAVV., “Comunioni familiari montane”, vol. II, p. 10.

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Author: NC staff

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