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30 Settembre 2026

San Vito di Cadore, l’allarme di Confcommercio: «Non diventi il dormitorio di Cortina»

Il futuro dell’offerta turistica di San Vito di Cadore torna al centro del dibattito. A sollevare la questione è la Consulta locale di Confcommercio, preoccupata dalle notizie sulla possibile trasformazione di alcune strutture alberghiere, interessate da lavori di ristrutturazione, in foresterie destinate ai lavoratori del settore turistico.

Una prospettiva che, secondo l’associazione di categoria, rischierebbe di ridurre progressivamente i posti letto disponibili per i turisti e di modificare il ruolo che San Vito ha costruito nel tempo come destinazione autonoma della Val Boite.

Il problema degli alloggi per i lavoratori

Alla base della questione c’è un problema ben noto nelle località turistiche dolomitiche: la disponibilità di alloggi per i lavoratori stagionali.

Confcommercio riconosce la rilevanza di questa esigenza, ma chiede che le eventuali trasformazioni delle strutture ricettive avvengano nel pieno rispetto delle destinazioni e delle autorizzazioni previste.

Il presidente della Consulta Confcommercio di San Vito, Andrea Fiori, richiama quindi l’attenzione degli organismi competenti affinché vengano effettuate le necessarie verifiche, con l’obiettivo di evitare una progressiva riduzione della capacità ricettiva destinata agli ospiti.

Il rapporto con Cortina

La preoccupazione degli operatori riguarda soprattutto il delicato rapporto con la vicina Cortina d’Ampezzo.

San Vito dista pochi chilometri dalla località ampezzana e la forte domanda di personale generata dal comparto turistico di Cortina produce inevitabilmente effetti anche sui comuni vicini.

Il timore espresso dalla Consulta è che San Vito possa progressivamente assumere il ruolo di centro residenziale per chi lavora a Cortina, perdendo contemporaneamente una parte delle proprie strutture destinate ai visitatori. Uno scenario che Confcommercio sintetizza nel rischio di trasformare il paese in un “dormitorio” della vicina Cortina.

Un turismo distribuito sul territorio

La questione va però oltre il singolo caso delle strutture alberghiere. Secondo Confcommercio, il modello turistico delle Dolomiti dovrebbe puntare maggiormente sulla distribuzione dei flussi tra le diverse località, evitando una concentrazione eccessiva nei centri più conosciuti.

San Vito, così come gli altri paesi della Val Boite e del Cadore, può infatti svolgere un ruolo autonomo nell’offerta turistica dolomitica, sostenendo alberghi, ristoranti, negozi e attività del territorio.

La concentrazione di investimenti, servizi e presenze in poche destinazioni rischia invece, secondo l’associazione, di accentuare gli squilibri già legati alla pressione turistica.

La sfida: conciliare turismo e lavoro

Il tema mette quindi a confronto due esigenze importanti per il territorio: da una parte trovare soluzioni abitative adeguate per chi lavora nel turismo, dall’altra conservare un’offerta ricettiva capace di mantenere vive e competitive anche le località che circondano Cortina.

La richiesta della Consulta Confcommercio è che istituzioni ed enti competenti seguano con attenzione l’evoluzione della situazione, cercando un equilibrio tra le necessità del mercato del lavoro e la tutela del tessuto economico e turistico locale.

Per San Vito la questione riguarda, in definitiva, il modello di sviluppo dei prossimi anni: restare una destinazione turistica con una propria identità oppure rischiare di diventare sempre più funzionale alle esigenze della vicina Cortina.

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