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1 Ottobre 2026

Milano Cortina 2026, a Pieve il bilancio critico di associazioni e comitati: «Quale eredità per la montagna?»

A sei mesi dalla conclusione dei Giochi di Milano Cortina 2026, il tema dell’eredità lasciata alle comunità dolomitiche continua ad alimentare il confronto. L’11 settembre, nella Sala Oasi di Pieve di Cadore, si è svolto l’incontro pubblico “Olimpiadi Infernali”, promosso da Mountain Wilderness Italia, Libera Cadore, Legambiente, Ecoistituto Veneto, WWF Terre del Piave, Italia Nostra Belluno, Gruppo Promotore Parco del Cadore e Comitato Peraltrestrade Carnia-Cadore.

Il documento di sintesi diffuso dagli organizzatori il 29 settembre raccoglie gli interventi di Luigi Casanova, Roberta De Zanna, Marina Menardi, Giuseppe Pietrobelli e Giovanna Ceiner. Ne emerge un bilancio fortemente critico dei Giochi, con contestazioni che riguardano costi, impatti ambientali, opere non ancora concluse, trasparenza e benefici effettivi per i territori. Si tratta delle valutazioni espresse dai relatori e dalle associazioni promotrici, non di un bilancio istituzionale dell’evento.

Le promesse e il tema della “legacy”

Luigi Casanova, presidente di Mountain Wilderness Italia, ha richiamato gli obiettivi che, secondo il suo intervento, avevano accompagnato la candidatura: contenimento dei costi, sostenibilità, condivisione con i territori e contrasto allo spopolamento. A Giochi conclusi, Casanova sostiene che tali obiettivi non abbiano trovato adeguata corrispondenza nei risultati.

La critica riguarda soprattutto le priorità degli investimenti. Secondo Casanova, le comunità montane avrebbero avuto bisogno di maggiori risorse per sanità, trasporto pubblico, scuola, casa, filiere produttive locali e collegamenti ferroviari, mentre l’evento avrebbe concentrato l’attenzione su impianti sportivi e infrastrutture viarie.

Cortina tra turismo, alloggi e cantieri

Roberta De Zanna, consigliera di minoranza del Comune di Cortina d’Ampezzo, ha posto l’accento sulla mancanza di confronto con la popolazione e sugli effetti del turismo e degli investimenti immobiliari. Nel suo intervento ha collegato il tema olimpico a problemi già presenti a Cortina: carenza di alloggi per residenti e lavoratori, prezzi elevati degli immobili, calo demografico e pressione turistica.

De Zanna ha inoltre contestato la definizione di Olimpiadi “a costo zero” e “sostenibili”, richiamando gli extracosti e gli impatti di opere come la pista da bob e la cabinovia Apollonio-Socrepes. Le sue sono valutazioni politiche e amministrative espresse durante l’incontro.

Le opere ancora aperte

La giornalista Marina Menardi ha ricostruito nel dettaglio lo stato di diversi cantieri di Cortina. Nel documento vengono citati lo Sliding Center, lo Stadio del ghiaccio, la cabinovia Apollonio-Socrepes, i lotti della Variante di Cortina, il Trampolino Italia, l’ex panificio comunale e la riqualificazione dell’ex mercato.

Secondo la sintesi presentata all’incontro, una parte di questi interventi risulta ancora da completare, collaudare o avviare. Tra i dati riportati figurano i 120,7 milioni di euro più Iva per la pista da bob, 22,2 milioni per lo Stadio del ghiaccio, 34,9 milioni per la cabinovia e 11,7 milioni per il Trampolino Italia. Per il grande bypass del Lotto 2 della Variante viene indicato un quadro economico di 483 milioni di euro, con copertura ancora parziale secondo il documento.

Il quadro ufficiale di SIMICO conferma che il Piano comprende 98 interventi tra impianti sportivi e infrastrutture di trasporto, ma attribuisce al piano un valore economico complessivo di circa 3,5 miliardi di euro e presenta numerosi interventi come opere di “legacy” per i territori. La piattaforma Open Milano Cortina aggiorna periodicamente lo stato dei singoli progetti.

Il nodo dei costi

Giuseppe Pietrobelli, giornalista del Fatto Quotidiano, ha concentrato il proprio intervento sui costi complessivi. Nel documento attribuisce circa 2 miliardi di euro alla macchina organizzativa e circa 5 miliardi al complesso delle opere infrastrutturali considerate, arrivando a una stima complessiva vicina ai 7 miliardi di euro. La cifra è quindi una valutazione proposta nell’ambito dell’incontro e utilizza un perimetro più ampio rispetto al solo Piano delle opere di SIMICO.

Sul fronte delle infrastrutture, un report di Libera diffuso a fine settembre indica per le 98 opere mappate da SIMICO un valore salito a 3,62 miliardi di euro e segnala che circa metà degli interventi risulta conclusa. Il dato offre un riferimento distinto rispetto alla stima complessiva presentata durante l’incontro di Pieve.

Le associazioni ambientaliste e la richiesta di trasparenza

Giovanna Ceiner di Italia Nostra Belluno ha ripercorso le iniziative portate avanti negli anni dalle associazioni ambientaliste: richieste di valutazioni ambientali, appelli alle istituzioni, manifestazioni, petizioni e ricorsi contro alcune opere, in particolare la nuova pista da bob di Cortina.

Secondo Ceiner, uno dei problemi principali è stata la difficoltà di ottenere informazioni e di partecipare ai processi decisionali. Il documento ricorda anche la nascita del portale informativo di SIMICO dedicato alle opere olimpiche, che rende disponibili dati su progetti, appalti, costi e avanzamento dei lavori.

Il confronto sul futuro della montagna

Al di là delle singole cifre e delle diverse letture sull’esito dei Giochi, dall’incontro di Pieve emerge una domanda destinata a rimanere centrale: quanto degli investimenti olimpici produrrà benefici duraturi per chi vive tutto l’anno nelle Dolomiti?

Le associazioni promotrici chiedono che il dibattito prosegua concentrandosi non soltanto sulle infrastrutture, ma anche su abitazione, servizi pubblici, mobilità, tutela del paesaggio e capacità delle comunità locali di governare lo sviluppo turistico. È su questi aspetti che, secondo i promotori, andrà misurata nel tempo la reale eredità di Milano Cortina 2026.

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