Dalle Tre Cime di Lavaredo forte l’appello a sostegno dei rifugiati

abbaccio dolomitesDomenica 13 settembre 2015 le Tre Cime di Lavaredo hanno abbracciato i diritti umani per chiedere libertà, giustizia e pace. Ovunque, per chiunque. L’evento è stato realizzato dalla ong “Insieme Si Può…” Amnesty International, in occasione del 40esimo anniversario della fondazione in Italia, e da Art for Amnesty.

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Alla vigilia della riunione straordinaria dei ministri dell’Interno dell’Unione europea sulla crisi globale dei rifugiati, migliaia di persone si sono unite in un abbraccio simbolico intorno alle Tre Cime di Lavaredo, proprio laddove 100 anni fa si combatté la Grande Guerra, per ricordare al mondo l’importanza di schierarsi dalla parte delle popolazioni civili intrappolate nei conflitti, dei più deboli, dei dimenticati, delle vittime di tortura e discriminazione, di coloro che sono privati dei diritti più basilari quali il cibo, la salute e l’istruzione.
Alle 12 il periplo delle Tre Cime è stato celebrato dall’accensione di fumogeni rossi sulla sommità delle tre montagne da parte dell’organizzazione di alpinisti The Sad Smoky Mountains.

Forte è risuonato il richiamo alla sofferenza di quanti a migliaia stanno cercando la sicurezza in Europa: “Crediamo che rifugiati e migranti abbiano diritto di cercare protezione e salvezza attraverso canali legali e sicuri, senza dover rischiare la vita” è stato l’appello dei partecipanti. “La soddisfazione è grande, muovere le coscienze è importante, muovere le persone è fondamentale e molto più difficile. Lo sforzo è esponenzialmente più grande, ma un risultato così lo pareggia in termini di soddisfazione. Soprattutto perché da ieri ci sono migliaia di persone che si portano dentro un pensiero, un desiderio, un messaggio. E non potrà che germogliare. Le nostre mani, strette come quelle tra genitore e figli, tra amici, tra innamorati, hanno accolto chi fino ad oggi ha conosciuto mani volente, che imbracciano armi, che si colmano di egoistica ricchezza.” – ha commentato Piergiorgio Da Rold, Coordinatore di “Insieme Si Può…”.

“Servono fatti e non parole per porre fine alla crisi globale dei rifugiati, percorsi sicuri e legali per chi è in fuga da guerre e persecuzioni” ha dichiarato Gianni Rufini, direttore generale di Amnesty International Italia. “Dalle Tre Cime di Lavaredo con migliaia di persone abbiamo chiesto giustizia, libertà e pace, le tre “cime” dell’impegno quotidiano di Amnesty International, che celebra nel 2015 il 40° anniversario in Italia. Un grande abbraccio ai diritti umani, caldo e solidale come quelli che in questi giorni migliaia di persone stanno dedicando ai richiedenti asilo in cerca di protezione in Europa.”

“Sono commosso dalla notizia delle migliaia di persone che si sono riunite sulle Dolomiti con Amnesty International domenica scorsa per dimostrare solidarietà nei confronti dei rifugiati in varie parti del mondo, durante la più grave crisi globale della nostra era. È un gesto creativo che vuole dire al mondo: questo è il momento in cui tutti noi non dobbiamo rimanere indifferenti, dobbiamo assicurare protezione ai rifugiati. I leader mondiali devono agire adesso; se non lo faranno saranno complici di una tragedia che si poteva prevenire.” – ha esortato Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International.

catena_post“La catena mana di domenica sulle Dolomiti è stato uno degli eventi di Art for Amnesty più ispiratori e certamente il più piacevole al quale ho avuto il piacere di lavorare negli ultimi tredici anni. Di tutti gli eventi realizzati in tutta Europa a sostegno dei rifugiati durante lo scorso fine settimana è stato probabilmente il più fantasioso e certamente degno di nota per la dedizione e l’impegno dei partecipanti che hanno viaggiato per ore per essere lì e camminato per diversi chilometri per formare la catena. Un momento di orgoglio per Amnesty in Italia.” – ha evidenziato Bill Shipsey, presidente e fondatore di Art for Amnesty.

Numerose personalità del mondo della cultura e dello spettacolo e vittime di violazioni dei diritti umani hanno sostenuto e invitato a partecipare all’abbraccio delle Tre Cime: Patti Smith, Joan Baez, vincitrice del Premio Ambassador of Conscience 2015 conferitole da Amnesty International, Glen Hansard, Michael Stipe, U2, Sting. Anche la scrittrice iraniana Azar Nafisi, l’attrice iraniana Nazanin Boniadi, Ensaf Haidar, moglie di Raif Badawi, blogger saudita condannato a 10 anni di carcere e 1000 frustate per aver espresso le proprie opinioni, Peter Sis, illustratore e artista ceco emigrato negli USA, Wu’er Kaixi, leader degli studenti di piazza Tiananmen e dissidente cinese. E Ancora Cecilia Strada, presidente di Emergency, Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, Gualtiero Bertelli, Erica Boschiero, Mauro Corona, Lella Costa, Fausto De Stefani, Modena City Ramblers, Marco Cortesi e Mara Moschini, Prof. Antonio Papisca, Prof. Marco Mascia, Oscar de Pellegrin, Paola Saluzzi, Alex Zanotelli.

Amnesty International e “Insieme Si Può…” hanno proposto azioni concrete in 10 paesi in particolare nei quali sono in corso, rispettivamente, campagne per chiedere la fine delle violazioni dei diritti umani e progetti di sviluppo: Siria, Messico, Nigeria, Eritrea, Somalia, Afghanistan, Repubblica Popolare Cinese, Brasile, Costa d’Avorio e Uganda. Le firme raccolte saranno inviate al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e all’Alto Rappresentante dell’Unione europea per la politica estera e di sicurezza comune, Federica Mogherini, chiedendo di impegnarsi per garantire tutti i diritti umani di donne, uomini e bambini in tutto il mondo, proteggendo e promuovendo i diritti sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e dagli altri strumenti di diritto internazionale, in Italia, in Europa e, in particolare, in tutti quei paesi teatro di conflitti, dittature, povertà e gravi violazioni.
Come nel 2009 in occasione di “Le Dolomiti abbracciano l’Africa”, la catena umana ha visto insieme, in silenzio e raccoglimento, persone provenienti da numerosi paesi e culture, opinioni politiche e fedi religiose differenti ma unite da uguali aspirazioni di pace, giustizia e diritti umani: persone che vogliono sentire come proprie le ingiustizie del mondo, e renderlo migliore.

abbraccio dolomitiSostenitori da tutto il mondo hanno formato “mini” catene umane attorno a un monumento simbolo della propria città e popolato un social wall di foto e messaggi attraverso l’hashtag #humanrightschain.
L’iniziativa “Le Dolomiti abbracciano i diritti umani” è stata resa possibile dalla collaborazione con il Comune di Auronzo di Cadore e il Consorzio Turistico “Tre Cime Dolomiti”, e col patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Regione del Veneto, della Provincia di Belluno, della Provincia Autonoma di Bolzano, della Fondazione Dolomiti UNESCO, di Dolomiti UNESCO LabFest, dell’UNCEM, dell’Intergruppo Parlamentare per la Montagna, dell’Unione Montana Centro Cadore, dell’Unione Montana Comelico e Sappada, dei comuni di Agordo, Belluno, Cortina d’Ampezzo, Dobbiaco e Santo Stefano di Cadore. Hanno aderito: Acli, AGESCI, Centro Sviluppo Creativo Danilo Dolci, Emergency, Centro di accoglienza e di promozione culturale Ernesto Balducci, Incontro fra i Popoli, Jardin de los Niňos, Libera, Medici con l’Africa CUAMM, Mountain Wilderness, Pax Christi, 46° Parallelo, Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, Associazione Sociale Sportiva Invalidi Belluno, Centro di Servizio per il Volontariato della provincia di Belluno, Centro Missionario Diocesano, Comitato d’Intesa, Fondazione Giovanni Angelini Centro Studi sulla Montagna, Scuole in rete per un Mondo di solidarietà e pace. Supporto tecnico: Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, Club Alpino italiano, Guide Alpine di Auronzo di Cadore, Protezione Civile Nazionale, Lavaredo Ultratrail, Unità Locale Socio Sanitaria n.1-Belluno. Media partner: Vita.

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Author: Marta De Zolt

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