Ku Klux Klan: l’ex leader viveva nascosto a Venas di Cadore

In questura lo chiamano «Mr. White» ma lui è David Duke, ex candidato alle primarie del partito Repubblicano, già leader del Ku Klux Klan. Duke era arrivato a Venas di Cadore per motivi di studio; ma, dopo un anno e mezzo nelle Dolomiti, la polizia di Belluno l’ha espulso perché «pericoloso e intenzionato a costituire gruppi razzisti e antisemiti in Europa».
«Duke Ernest, questo il primo nome con cui l’abbiamo conosciuto, ha fatto il suo ingresso in Italia a febbraio 2011 con regolare visto lasciato su passaporto Usa dall’ambasciata italiana di Malta» spiegano dalla questura locale. Nulla di strano, dunque. Ma «all’atto del rinnovo, abbiamo iniziato i controlli: non ci risultavano studi né attività di ricerca». È così che le autorità scoprono la vera identità del politico, nascosta dietro un errore burocratico. Al suo arrivo, l’americano aveva infatti dichiarato di chiamarsi Ernest (il suo secondo nome). È questo «disguido che gli ha fatto ottenere sia il visto di ingresso in Italia che il suo primo permesso». Così, appena il questore scopre che su Ernest David Duke risulta un provvedimento elvetico di inammissibilità in territorio Schengen del 2009, gli revoca il permesso. È il 22 marzo 2012. Duke però presenta ricorso al Tar, ieri rigettato.
«È una questione tecnica – spiega l’avvocato difensore, Filippo Augusto – le questioni ideologico-politiche riguardano il provvedimento svizzero. In Italia non è accusato di proselitismo. Ora abbiamo sei mesi di tempo per preparare l’appello al consiglio di stato». Quanto ai rapporti tra Augusto e Duke l’avvocato spiega: «Mi ha cercato lui. L’ho visto poche volte e non sapevo chi fosse. Non so che contatti avesse a Venas, parla solo inglese». Ma cosa ci faceva Duke in Cadore?
Il 1 novembre del 2012, nel forum del sito razzista Stormfront, l’americano saluta i suoi «amici italiani», spiegando di voler fare «qualche ricerca storica sulla regione del Sud Tirolo d’Italia» e che «ha bisogno di mettersi in contatto con chi vive in quella regione» o «amici devoti» che lo «possono aiutare con alcune informazioni». «L’ho visto una volta so_david_ernest_duke.la, quando è venuto con il padrone di casa, per portare le carte in Comune e firmare un regolare contratto d’affitto. So che abitava solo, ma non ho mai visto in paese amici americani. Né sentito di conferenze» dice il sindaco del paese Bruno Savaris. «Non posso credere che vivesse qui – risponde la presidente dell’Unione ladina, Francesca Larese Filon – mai visto né sentito». E precisa: «Il mondo ladino qui lassù è completamente distante da questi atteggiamenti». Curioso, invece, il racconto dell’addetta all’anagrafe del Comune che sceglie di rimanere ignota: «L’ho cancellato io dai registri – dice – Mi ricordo ancora quando si è presentato qui per la residenza. Portò una foto dove aveva la barba, sembrava un settantenne. Ma nel passaporto era giovane e affascinante. So che era qui grazie a un contatto Internet con un appassionato di storia».
In paese pochi sanno della sua esistenza. La chiacchiera è che usasse quell’appartamento solo per dormire e come base logistica verso Nord. Andava spesso a Bolzano e in Austria dove oggi, si dice, dovrebbe risiedere. «Stranamente non ho notizie di lui, pur avendo un bar e anche l’edicola. Siamo in 500 anime, davvero pochi, me lo ricorderei» spiega il titolare del Bar Posta di Venas. Eppure, qualcosa non torna. Sempre Stormfront riporta un’intervista pubblicata 5 anni fa in Italia dove Don Black, ex capo del Klan e fondatore del sito, diceva apertamente dell’Italia: «Ci piace il vostro Paese: c’è molta eccitazione sul nostro sito per quello che sta succedendo da voi, siete i primi e a reagire a dimostrare che non vi fate sottomettere dagli immigrati. Anche David Duke la pensa così, tanto che passa la maggior parte del suo tempo nel Nord Italia e l’anno scorso eravamo tutti a sciare sulle Dolomiti».

Eleonora Vallin, 8 dicembre 2013, “La Stampa”

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Author: Marta De Zolt

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